Associazione ambientalista

Il VERDE è PATRIMONIO della collettività: richieste a sindaco e assessori

Per VERDE si intende tutto ciò che è ancora “natura” in città: parchi e giardini, aiuole e spartitraffico, prati liberi da costruzioni, argini, scarpate, fossi, fino alle piante di cappero sui vecchi muri.

Per PATRIMONIO si intende un valore, anche economico, che appartiene alla città, ai suoi abitanti di oggi e di domani, avendolo spesso ricevuto in eredità delle città che Pesaro è stata nel ‘900, nell’800….

Un valore che dona valori: i servizi ecologici del verde sono noti, e se non lo sono per tutti compito della città è informare ed educare affinchè tutti si sentano corresponsabili. La fotosintesi significa assorbimento di CO2 e produzione di O2, il verde abbatte inquinamento atmosferico ed acustico, climatizza la città, produce benessere e biodiversità animale e vegetale, questi i servizi materiali, poi esistono quelli altrettanto fondamentali relativi all’estetica, all’affezione…

Il verde in città richiede GESTIONE.

Gestire un patrimonio significa quantomeno CONSERVARLO, se non migliorarlo e incrementarlo.

La città ha esigenze, alcune delle quali insopprimibili, che possono confliggere con il verde. Ma mentre oggi il verde è sempre sacrificabile rispetto a qualunque esigenza, sia essa di manutenzione o variazioni urbanistiche, nessuno però penserebbe di distruggere opere d’arte mentre restaura le stanze del museo.

Anche se si sostituisce un albero di 60 anni con altri 10, il cambio è sempre IN PERDITA. Lo sarà anche tra 60 anni, quando avremo 10 alberi di 60 anni, mancando sempre all’appello un albero di 120 anni … Non si sostituisce una colonna romana con 1000 colonne fatte 2 anni fa, la questione non è matematica.

Si deve assumere un habitus, compiere definitivamente una SCELTA.

Scelta CULTURALE, POLITICA, PROGRAMMATICA.

Dalla scelta, per caduta naturale, si delinea e definisce una GESTIONE, molto diversa da quella attuale. Titolare del patrimonio verde è la città, attraverso il COMUNE, che attraverso gli strumenti, da completare, del Piano del Verde, Censimento e Regolamento del Verde, detta l’agenda e la modalità degli interventi, sia di ordinaria che di straordinaria manutenzione.

Per adempiere a questo dovere, che è anche un diritto, il comune ha un ufficio, del personale. Se insufficiente il comune deve adeguare ufficio e personale al compito, con scelte politico amministrativo (incarichi, consulenze, collaborazioni, contratti a tempo determinato…).

Il comune deve cercare ed accettare la collaborazione di quanti possono portare capacità, competenze, passione. Ciò significa ripristinare un TAVOLO permanente tra comune e cittadini, associati o meno, ed enti ed associazioni.

La soluzione ai problemi scaturisce da una ricerca collettiva approfondita ed informata.

Se potatura o eliminazione dovrà essere, sarà perché non esistono veramente alternative.

Il tavolo serve a dare corpo alla scelta culturale della città: il verde va gestito con attenzione, sensibilità, competenza, professionalità, progettualità, lungimiranza.

Nodo strategico è il rapporto tra proprietà (comune) e gestori, siano essi ASPES o imprese e coop, che fanno parte del tavolo permanente e sono tenuti a seguirne le indicazioni e le decisioni.

Viene richiesto non solo il completamento degli strumenti, Piano del Verde e Censimento, in tempi brevissimi, ma si chiede al Censimento anche l’Indicazione di Valore di quanto viene censito: un canneto lungo un fosso può apparire meno importante di una alberatura di una nuova via, in realtà il canneto è zona di vita (alimentazione e riproduzione) per tante specie animali. Sapere questo riordina la gestione, chiedendo attenzione “caso per caso”, pianta per pianta, situazione per situazione.

Il verde privato, dei giardini, dei condomini, è trattato malissimo, con l’unica competenza molto diffusa in città, la capacità di accendere la motosega.

È necessario innalzare la qualità dell’intervento di quanti operano nel privato, talvolta gli stessi che operano anche nel pubblico, con le iniziative organizzate dal comune, quali corsi finalizzati all’abilitazione.

Si chiede al Sindaco, agli Assessori all’Ambiente e ai Lavori Pubblici:

1.      Da subito collaborazione con le Associazioni, con la totale disponibilità a cercare insieme soluzioni idonee ai problemi. Ciò significa istituzione della Consulta Comunale per il Verde;

2.      Programmare insieme alla Consulta a tempi brevissimi l’elaborazione del Piano del Verde e il Censimento comunale del Verde.

3.      Rivedere la politica delle esternalizzazioni, di per se lecite, in senso critico: può uno stesso ente essere controllore e controllato? Può utilizzare i finanziamenti ricevuti per la gestione  del verde per operazioni interne di bilancio? Possono le coop che gestiscono alcuni servizi giustificare i costi con interventi che esse stesse decidono? Maggiora trasparenza e correttezza nella spesa del denaro pubblico e nella gestione del patrimonio materiale pubblico.

4.       Da ciò deriva che il controllo della gestione del verde, chiunque sia il soggetto che se ne occupa, deve tornare sotto il controllo pubblico, attraverso la collaborazione Comune-Consulta.

In sottordine dai primi punti derivano i seguenti che sono già materia di discussione della Consulta

5.      controllo accuratissimo su ogni intervento che comporti danneggiamento alberi e loro parti (chioma fusto e radici), imponendo alle ditte azioni di mitigazione, comminando multe (un danno di oggi è la necessità di sostituire domani, e questo ha un costo, che deve pagare chi danneggia).

6.      abbandono immediato di ogni pratica chimica per il controllo delle erbe, ricerca di soluzioni alternative;

7.      controllo sulle ditte private che operano in città, dato che il regolamento si occupa anche di verde privato.

8.      Scelte programmatiche rispetto a nuove piantumazioni da verificare con il tavolo, per trovare sempre la soluzione migliore per oggi ma anche per il futuro;

9.      Programmazione di un calendario di iniziative volte ad aumentare la conoscenza dei cittadini e il generale rispetto. Corsi, urban trekking, conferenze e quanto si ritenga possibile proporre alla città per raggiungere lo scopo di una cultura del verde generalizzata.

10.  operare presso i singoli esemplari arborei dovunque vi sia necessità di restituire spazio al colletto, restituendo permeabilità al quadrello minimo sufficiente;

11.  riqualificare la fisiologia di alberi danneggiati da potature errate e massive, pianificando interventi di ripristino di equilibri.

12.  Immediata convocazione dei soggetti operanti sul verde in città per comunicare la scelta di una qualificazione professionale necessaria e indispensabile ai fini della possibilità di operare. Il corso professionale che seguirà sarà obbligatorio e gratuito. Se il verde pubblico viene martoriato anche quello privato non gode di migliori attenzioni.

Pesaro,  8 febbraio 2011

CIRCOLO ROSSO & VERDE                           ITALIA NOSTRA – PESARO

LA LUPUS IN FABULA                                    LEGAMBIENTE – PESARO

LIPU – PESARO                                                  WWF – PESARO

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