Archivio per la Categoria"Animali"

Il Comune di Cagli, in collaborazione con la Lupus in Fabula, ha dato il via alla campagna ” Un amico a 4 zampe” volta ad incrementare le adozioni dei cani rinchiusi nel canile di Volpetella, animali che hanno alle spalle storie dolorose e che hanno bisogno di relazionarsi con noi umani per ricevere e dare un pò di affetto. Sono benvenuti anche i volontari che possono portarli ogni tanto a fare una passeggiata permettendogli così di respirare l’aria di libertà.

Scarica la locandina per conoscere i numeri utili e gli orari del canile

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A distanza di ormai pochi giorni da quella che secondo gli organizzatori della manifestazione già Palio Rossini, poi Palio di Rocca Costanza, ora “Giostrando”, dovrebbe diventare (Dio ce ne scampi) “l’evento di Pesaro”, grazie alla quale Pesaro dovrebbe diventare famosa in tutto il mondo conosciuto – che presunzione per chi non conosce Pesaro, la sua storia, la sua vita, i suoi Figli, le sue attività – le 12 Associazioni Animaliste, Ambientaliste, Culturali che hanno trovato un comune denominatore nella “battaglia” contro questa quantomeno brutta fotocopia di centinaia di altre iniziative similari che riempiono da decenni qualsiasi “borgo e castello”, intervengono ancora una volta per rilevare ed evidenziare che:

- grazie al pressante intervento delle stesse si è passati dal pericolosissimo (certamente per i cavalli, se non anche per gli spettatori) progetto iniziale (contemporanea corsa di 6 cavalli nel fossato della Rocca), alla ipotesi attuale (percorso di 30 metri, ripetuto più volte, con prova di abilità del “fantino”);

- gli interventi dell’Assessore Belloni, a seguito delle sollecitazioni delle citate Associazioni, hanno contribuito ad arrivare all’attuale ridimensionato progetto;

- un fondamentale sostegno alle ragioni addotte dalle Associazioni è stato portato dagli oltre 2.500 cittadini che tramite raccolta firme, petizione via internet, pagine di Facebook, sondaggio di un quotidiano hanno apertamente manifestato la propria contrarietà all’iniziativa in assoluto ed in particolare all’uso strumentale dei cavalli, segnale incontrovertibile di un “comune sentire” diffuso e generalizzato;

- il Comune di Pesaro, ad oggi, non sembra aver rilasciato il proprio “patrocinio” all’iniziativa;

- la Società organizzatrice ha presentato la “Richiesta di Autorizzazione” oltre il termine di 30 giorni previsto, risultando la stessa protocollata soltanto in data 29.06.10, già solo per questo, da respingere! L’eventuale Autorizzazione verrà rilasciata dal Comune soltanto successivamente alla verifica sul posto che verrà effettuata venerdì, alla presenza della Commissione comunale, di Tecnici e di alcuni rappresentanti delle Associazioni Animaliste;

- due Associazioni (LAV e La Lupus in Fabula), con il sostegno di tutte le altre, hanno presentato formale Diffida agli Organi competenti (Sindaco, Carabinieri, ASL, Procura, Prefetto, Ministero), che contiene tutti i riferenti legislativi e normativi a cui Enti ed Organizzatori dovranno attenersi, con il preavviso di impugnare eventuali procedimenti legali nell’ipotesi del mancato rispetto di quanto richiesto dalla Legge ed anche dal Regolamento Comunale;

- in sintesi, permane il giudizio sostanzialmente negativo, seppur stemperato dalla sostanziale modifica dell’originario insensato progetto, delle 12 Associazioni e dei Cittadini verso una iniziativa davvero povera di contenuti culturali, storici, di vita civile, irrispettosa del Luogo e che – non lo si dimentichi – prevede tuttora l’utilizzo di 6 cavalli in una sorta di “prova cronometrata” non libera da rischi per i cavalli e certamente portatrice di forte stress per gli stessi, il tutto unicamente per il puro divertimento di “noi umani”.

Alcuni Rappresentanti delle Associazioni saranno presenti la sera del 24 luglio con l’espresso intento di verificare analiticamente il pieno rispetto degli obblighi posti a carico degli Organizzatori e degli Enti che avranno autorizzato la manifestazione, con particolare riferimento al fondo del campo su cui si svolgeranno le “prove cronometrate” che dovrà essere idoneo ad attutire l’impatto degli zoccoli degli equidi e ad evitare scivolamenti, alle protezioni laterali lungo il percorso nonché ai controlli del doping sui cavalli e sui fantini oltre, per quest’ultimi, l’esame dell’alcol test, che dovranno essere effettuati, da personale competente, prima dell’inizio della gara.



Flavio Angelini – Presidente Associazione “La Lupus in Fabula” a nome di:


-     Animalia

-     Circolo Rosso&Verde

-     Coordinamento Provinciale Associazioni Animaliste

-     Enpa -Sezione di Pesaro Urbino

-     Italia Nostra – Sezione di Pesaro Urbino

-     La Lupus in Fabula

-     Lav – Sezione Equidi

-     Legambiente Pesaro

-     Lipu – Delegazione di Pesaro

-     Oipa – Sezione di Pesaro Urbino

-     Osiride di Fano

-     WWF – Sezione di Pesaro Urbino

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Invitiamo tutti ad essere presenti Sabato 3 luglio dalle 11.30 alle 12.30 in Piazza del Popolo a Pesaro

Nessuna persona di buon senso può condividere l’idea del “Palio” a  Rocca Costanza come è stata presentata alla stampa.   Lo stesso Assessore al  Turismo ha chiarito che la proposta, avanzata da privati, non ha ancora ottenuto il patrocinio del Comune.

La Lupus e altre associazioni chiedono una applicazione rigorosa della normativa nazionale e  locale a tutela della sicurezza dei cavalli.

Crediamo inoltre che, se una manifestazione a Rocca Costanza si deve  fare, questa debba essere il più possibile all’altezza dell’importanza storico-artistica del monumento.

Non si capisce perchè un bene pubblico come la Rocca debba essere concesso a privati per una iniziativa a  fini di lucro – è previsto un pagamento per chi vuole assistervi -  che, oltre a comportare gravissimi rischi per i cavalli, non ha alcuna giustificazione nella storia e nella tradizione.

Leggi qui il comunicato stampa completo con l’elenco di tutte le associazioni che aderiscono all’ iniziativa

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Lea è una dolce segugia ritrovata in montagna da una giovane coppia nell’ottobre 2007 impaurita,frastornata, disorientata, con indosso un collare elettrico.
Lo scorso lunedì 26 aprile 2010 il suo padrone, un cacciatore di Serra S.Quirico (A.P., 51 anni), è stato condannato per maltrattamento al pagamento di 3.500 euro di ammenda, la cagnetta è stata confiscata ed affidata alla Presidente dell’Associazione di Jesi che si è presa cura di lei in questi due anni e mezzo.
Gratitudine nei confronti del Pubblico Ministero ,dott. Vincenza Montoneri, che, con la sua arringa accusatoria, ha dimostrato grande coinvolgimento e massima attenzione a tutto quanto emerso dai testimoni ,alcuni dei quali sentiti per più volte al fine di cogliere ogni minimo particolare.
La cagnolina è stata sottoposta anche alla perizia di una veterinaria comportamentalista.
Grande scrupolosità nell’emettere la sentenza anche da parte del Giudice del Tribunale di Ancona distaccamento di Iesi, dott. ssa Antonella Passalacqua.
Soddisfazione per chi rispetta gli animali e le leggi che li tutelano, finalmente una decisione presa con grande attenzione che farà riflettere sull’uso di un tipo di collare di cui tuttavia,in assurdamente, è permessa la vendita.

Si ricorda che la prima condanna ad un addestratore scaturì da un filmato del 2005, di “Striscia la notizia” in cui si vedevano i devastanti effetti di scosse elettriche su cani che venivano “addestrati”; altre condanne si susseguirono confermate in Cassazione (sent.15061). Dato che c’è giunta notizia che in campi di addestramento marchigiani per cani da caccia si continua ad usare tale mezzo coercitivo e crudele(vietato peraltro anche dalla lr 10/97) ci auguriamo che la recente sentenza sia di monito a quanti hanno risposto in maniera arrogante all’informazione del suo divieto.

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Giulia con la protesi alla mandibola distrutta

COMUNICATO STAMPA
Nei giorni scorsi è arrivata al canile di Urbino Giulia, una piccola DEUTSCHE JAGDTERRIER di circa 3 anni orribilmente ferita al muso e alla zampa anteriore destra. Era stata trovata ai bordi di un bosco a Urbino: in un primo momento sembrava fosse stata investita, poi dopo una visita e tutta una serie di lastre la diagnosi fu terribile, le avevano sparato in bocca. Oggi Giulia è priva dell’occhio sinistro e la sua mandibola, ricostruita chirurgicamente, é sostenuta da un’impalcatura in ferro che dovrà tenere fino a che l’ossatura tornerà forte per permetterle di nuovo di mangiare. I tendini della zampa anteriore destra sono stati lesi e oggi ha una fasciatura che l’aiuta a camminare. Sicuramente dopo la cura Giulia tornerà una cagnolina senza nessun handicap: sin da ora si cerca una persona sensibile che voglia seriamente adottare Giulia. Per qualsiasi informazione o richieste di adozione chiamare al 339\1197433
Questo nuovo terribile atto di crudeltà sta a confermare come nell’ambito di quei contesti che considerano il cane uno strumento di lavoro ci sia chi non si fa nessun scrupolo a sopprimere o abbandonare gli animali ritenuti non idonei o non ubbidienti.
E questo deve far riflettere rispetto al grado di civiltà che ritenevamo di aver raggiunto.

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24 dicembre 2009 – Legati, percossi, e sottoposti a scosse elettriche: è questo il violento addestramento inflitto ai cuccioli d’elefante, documentato da fotografie inedite ora pubblicate <http://www.ringlingbeatsanimals.com/> dalle associazioni Peta Stati Uniti e, in Italia, dalla LAV.
Le fotografie sono state scattate dall’ex addestratore di elefanti Sam Haddock, all’interno del centro di addestramento del circo Ringling Bros e Barlume & Bailey, un circo americano che ha recentemente fatto una tournée a Roma e Milano, e da tempo oggetto di critiche e contestazioni proprio a causa del crudele trattamento riservato agli animali.
Questi inaccettabili metodi sono stati a lungo tenuti segreti. Pochi giorni fa, l’associazione PETA Usa ha presentato formale denuncia al Governo degli Stati Uniti, chiedendo che al Circo Ringling sia revocata la licenza per esibire animali.

Qui di seguito riportiamo solo una delle fotografie scattate presso il centro d’addestramento segreto del Ringling: uno dei manager del circo tiene in mano un pungolo che emette scosse elettriche mentre “addestra” un cucciolo di elefante; i cuccioli d’elefante sono separati a forza dalle madri; i cuccioli di elefante vengono legati con corde alle zampe, alla proboscide, alla schiena e al collo mentre un gruppo di addestratori li colpisce con bastoni uncinati e li usa per sbatterli a terra; tre bastoni uncinati sono usati simultaneamente su un cucciolo di elefante forzandolo a imparare a fare la verticale. Chi credeva ancora che gli animali facessero acrobazie per divertimento forse ora ha capito cosa si cela dietro al circo con gli animali. Eppure, Bolivia, Svezia, Austria, Costa Rica, India, Finlandia e Singapore hanno bandito o limitato l’uso degli animali in questi spettacoli; la LAV chiede che anche l’Italia offra ogni tutela agli animali mettendo fine al loro utilizzo nei circhi e in altri spettacoli.
I cuccioli d’elefante devono sopportare questo violento addestramento per 3-4 ore al giorno, per un periodo di tempo che può durare fino ad un anno. Dal 1998 sono morti quattro cuccioli d’elefante di proprietà del Circo Ringling, incluso uno al quale sarebbero state spezzate entrambe le zampe posteriori durante un addestramento; un altro sarebbe annegato mentre provava a fuggire da un addestratore durante un viaggio.
Gli animali utilizzati dal Ringling come in tanti altri circhi con gli animali mostrano comportamenti anormali, disturbati, movimenti stereotipati come il dondolamento continuo sulle zampe a causa dell¹immobilità forzata.

ecco uno dei vergognosi metodi di addestramento

ecco uno dei vergognosi metodi di addestramento

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dog in viaggio

Il Passaporto Europeo per cani e gatti

Dal 1 ottobre 2004, anche i cani, i gatti e i furetti, devono avere il passaporto per andare in vacanza con il loro padrone. Infatti il Regolamento comunitario 998/2003, oggi in vigore, prevede che i nostri animali siano muniti di un libretto di accompagnamento o “passaporto”, rilasciato dai Servizi Veterinari di Sanità Animale delle Zone Territoriali dell’ASUR, per poter viaggiare insieme ai loro proprietari nei paesi UE. Tale documento, richiesto per movimentazioni a carattere non commerciale di cani,gatti e furetti, ha l’obiettivo di garantire una maggiore sicurezza contro i rischi sanitari legati alla circolazione degli animali da compagnia, in quanto identifica l’animale e ne attesta lo stato sanitario. Il Pet Passport, relativo al singolo animale, contiene una sezione anagrafica con i dati identificativi dell’animale e del proprietario, ed una parte sanitaria, con le vaccinazioni eseguite (obbligatorie e facoltative), i trattamenti antiparassitari e gli esami clinici; è possibile inserire anche la fotografia dell’animale, comunque facoltativa. Per poter ottenere il “passaporto” è indispensabile che l’animale sia iscritto all’anagrafe regionale ed identificato con apposito microchip (introdotto nella nostra regione dal Regolamento Regionale n.2 del 13 novembre 2001) o con tatuaggio leggibile, per gli animali registrati all’anagrafe regionale prima del 2001. Anche i gatti dovranno essere identificati, iscritti all’anagrafe regionale e possedere il documento comunitario per poter viaggiare con i loro padroni.
Nella Regione Marche, con Delibera della Giunta Regionale n.2015 del 19/11/2002, non solo i medici veterinari del Servizio Sanitario Regionale, ma anche i medici veterinari liberi professionisti possono essere autorizzati ad applicare i microchip e ad inserire i dati nell’anagrafe informatizzata regionale. In questo modo si è inteso agevolare al massimo l’iscrizione all’anagrafe canina regionale, aumentando notevolmente, sul territorio, il numero dei punti in cui i cittadini possono far applicare il microchip al proprio cane. Inoltre, con D.D.S. n.233 del 22 novembre 2004, alcuni interventi indispensabili al mantenimento della validità del passaporto, (come le vaccinazioni e il prelievo ematico per la titolazione anticorpale) possono essere effettuati dai medici veterinari già convenzionati per l’applicazione del microchip, in modo da fornire al cittadino che intendesse portare con sé in viaggio il proprio amico a quattro zampe, numerosi punti di erogazione delle necessarie prestazioni sanitarie. E’ comunque opportuno che chi prevede di partire per un viaggio portando con sé il proprio animale d’affezione, si organizzi per tempo, almeno 2 mesi prima della partenza, contattando i Servizi di Sanità Animale della propria Zona Territoriale –Asur e/o il proprio medico veterinario di fiducia che potranno fornire le necessarie informazioni per l’espletamento di tutte le azioni richieste per effettuare un viaggio con il nostro amico a quattro zampe. Nel 2008 l’Unione Europea ha tuttavia emanato il  Regolamento n. 454/2008 che modifica il regolamento sopra citato (n. 998/2003) relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia per quanto riguarda l’estensione del periodo transitorio. Questo nuovo regolamento  estende  al 30 giugno 2010 il periodo transitorio previsto per l’osservanza di requisiti specifici (test sierologico antirabbico) necessari  per introdurre cani e gatti in Irlanda, Malta, Svezia e Regno Unito, ed il rispetto di  misure specifiche contro l’echinococcosi  (richieste da Finlandia, Malta, Svezia, Irlanda e Regno Unito)  e contro le zecche (Irlanda, Malta e Regno Unito).

Cani e gatti nei mezzi di trasporto pubblico

I cani potranno viaggiare in treno nel rispetto degli altri viaggiatori e con regole certe. E’ stato di recente raggiunto un buon accordo scongiurando il rischio che i cani non potessero più viaggiare in treno ledendo il diritto alla mobilità di milioni di cittadini italiani. Nei nuovi regolamenti di Trenitalia, che entreranno in vigore dal primo dicembre 2009, vi sarà la possibilità su intercity, Intercity plus ed espressi, di viaggiare con il proprio cane nell’ultimo scompartimento mentre sui treni regionali i cani saranno ammessi sulla piattaforma dell’ultima carrozza con i loro proprietari eccetto che nelle ore di punta .
Ecco un i punti della nuova disciplina per il trasporto degli animali sui treni:
* I cani di piccola taglia, i gatti e gli altri piccoli animali da compagnia sono ammessi gratuitamente su tutti i treni nell’apposito trasportino (dimensioni massime cm 70×30x50 per tutte le categorie di treno). Sono esclusi i treni effettuati con materiale ETR 450.
* I cani di qualunque taglia, muniti di museruola e guinzaglio sono ammessi su treni IC Plus, IC ed Espressi, a pagamento, nell’ultimo compartimento (ovvero negli ultimi 6 posti delle carrozze a salone) dell’ultima carrozza di 2^ classe. Il posto di fronte al viaggiatore con il cane non è prenotabile da altro cliente. L’eventuale presenza di contemporanea di cani “incompatibili” sarà, volta per volta, gestita dal personale di bordo, appositamente istruito.
* I cani di qualunque taglia, muniti di museruola e guinzaglio, sui treni Regionali sono ammessi, a pagamento, sulla piattaforma o vestibolo dell’ultima carrozza con la sola esclusione delle ore di punta del mattino (fra le 7 e le 9) dei giorni feriali dal lunedì al venerdì, salva diversa indicazione da parte della Regione competente.
* I cani di qualunque taglia (a pagamento) e gli altri piccoli animali da compagnia (negli appositi contenitori e gratuitamente), sono ammessi nelle carrozze cuccette e letto solo nel caso di disponibilità dell’intero compartimento.
* Il trasporto dei cani guida per ciechi è ammesso gratuitamente su tutti i treni, senza vincoli.
* Per tutti i cani ammessi al trasporto, l’accompagnatore deve essere in grado di presentare, in ogni momento, il certificato di iscrizione all’anagrafe canina per l’animale trasportato, secondo la normativa in vigore.
* I cani reattivi (appartenenti a razze ritenute pericolose), secondo specifico elenco del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, non sono ammessi..
Trasporto

E sugli aerei?
Quasi tutte le compagnie aeree consentono il trasporto di animali.
Quando si prenota un viaggio in aereo con il proprio cane o gatto, è opportuno controllare se il volo prevede scali in Paesi di transito con cambi di compagnia aerea o di velivolo, sia perché i trasferimenti da un aeromobile ad un altro possono comportare rischi per gli animali stessi (rottura delle gabbiette e smarrimento dell’animale), ma soprattutto perché l’animale può essere bloccato nel Paese di transito per eventuali controlli sanitari o addirittura per il fermo della quarantena. Pertanto, bisogna informarsi preventivamente sugli obblighi sanitari anche del paese di transito non solo di quelli relativi al paese di arrivo.
I cani guida per non vedenti possono viaggiare con il proprietario purché muniti di museruola e guinzaglio. Per tutti gli altri animali d’affezione l’accesso a bordo dell’aeromobile a seguito di un passeggero, non esiste una regolamentazione unica per tutte le compagnie aeree. Ogni compagnia di navigazione può infatti stabilire la tipologia della gabbietta utilizzata per il trasporto dell’animale, il numero degli eventuali animali accettati in cabina o la possibilità di farli uscire o meno dalla gabbietta, ecc. Generalmente, per ogni volo, è ammesso in cabina un certo numero di animali: cani di piccola taglia (inferiori a kg. 10 di peso) e gatti (alcune compagnie accettano il classico trasportino altre ne richiedono di particolari).
I cani di media o grande taglia, invece, viaggiano nella stiva pressurizzata in apposite gabbie rinforzate. Alcune compagnie garantiscono l’assistenza di personale specializzato, centri di assistenza e di ristoro per gli animali duranti gli scali.
Canarini e altri piccoli animali viaggiano in cabina in gabbia.

E sulle navi?
Per quanto riguarda brevi traversate su navi e traghetti, su alcune compagnie di navigazione viene richiesto il certificato di buona salute del veterinario per i cani e, nel caso di trasferimenti in Sardegna, è richiesta la vaccinazione antirabbica. Sui traghetti i cani sono ammessi con guinzaglio e museruola, i gatti nell’apposito trasportino. I cani di piccola taglia possono viaggiare in cabina con il padrone previo consenso delle altre persone a bordo.
I cani di taglia grande o media possono alloggiare negli appositi canili di bordo, ma generalmente, è permesso tenerli sul ponte con il padrone se muniti di guinzaglio e museruola.

Esiste comunque “Turisti a 4 zampe” (www.turistia4zampe.it), una guida on-line per le persone che intendono spostarsi in compagnia del proprio animale durante le vacanze. Vi sono segnalati alberghi, ristoranti, bar, spiagge e altre strutture ricettive che accolgono padroni e animali. Si tratta di uno strumento utile per le persone che intendono spostarsi in compagnia del proprio animale durante le vacanze con tanti consigli per organizzare al meglio il proprio soggiorno. Dalle informazioni su come pianificare il proprio viaggio ai suggerimenti per aiutare a mettere a proprio agio Fido e Micio durante il trasporto ai testi delle normative vigenti in materia di tutela degli animali. Gli esercizi che  aderiscono all’iniziativa  espongono una vetrofania con lo slogan ‘Welcome turista a 4 zampe’ all’ingresso della struttura

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cani_e_gatti

di Andrea Pellegrini

A 12 anni di distanza dall’emanazione della Legge Regionale n.10/97, si è manifestata l’esigenza di verificarne l’applicazione, ben consci del fatto che il problema del randagismo, seppur sotto controllo, continua a manifestarsi con alcuni dei suoi effetti collaterali, in contrasto con il benessere animale ed evidentemente troppo pesante sul piano socio-economico per le amministrazioni locali. Di cani randagi in giro oggi ce ne sono pochi nelle Marche, perchè il sistema di controllo e di intervento funziona, ma quel che negli anni 70 e 80 era un elemento di impatto sociale e ambientale si è semplicemente spostato dentro i canili, sempre affollati e sovente sovraffollati.
Nel frattempo sono sorti anche i gattili, perchè finalmente ci si è resi conto che anche la popolazione felina aveva bisogno, per il bene degli stessi animali, di essere gestita. Intendiamoci, in Italia vivono oltre 7 milioni di cani e più o meno lo stesso numero di gatti: la sterilizzazione, per chi si occupa di protezione e benessere degli animali, può divenire materia eticamente complessa, ma non c’è alternativa altrettanto efficace per contenere le popolazioni di cani e gatti entro quel limite che permette di guardare con grande soddisfazione la fine della mattanza precedente alla legge 281 del ‘91, termine nemmeno tanto lontano nel tempo del controllo numerico di cani e gatti mediante soppressione. Non sono passati tanti anni e più di una volta in qualche comune, anche nelle Marche, si sono fatti sentire i nostalgici di quell’incivile metodo di gestione. Ciò significa che il passo in direzione del sentimento per gli animali è stato fatto, ma l’esasperazione di certi amministratori è la prova che il sistema va assolutamente migliorato. L’idea di questa pubblicazione nasce da una constatazione: la legge regionale sul randagismo, prima ancora di essere solo parzialmente  applicata, pare essere sconosciuta a coloro che dovrebbero essere gli addetti ai lavori e ancor di meno si sono potute sviluppare strategie convincenti per la lotta al randagismo. Nella sola provincia di Pesaro e Urbino i risultati del monitoraggio a cui questa pubblicazione è collegata sono allarmanti: solo la metà dei Comuni ha collaborato e di questi solo un terzo ha portato a termine un lavoro corretto e completo.
Tanto disinteresse che non si spiega con l’enorme spesa che gli stessi comuni affrontano: spesa che in quello stesso contesto provinciale supera annualmente i due milioni di euro. Allora ecco l’esigenza di produrre una sorta di vademecum per il corretto approccio alla materia, utile speriamo ai funzionari, agli amministratori e a tutti i cittadini. Il ruolo della gente comune è fondamentale, perchè il randagismo e i reati contro il benessere animale sono tutta colpa nostra: noi abbandoniamo cani e gatti, noi li maltrattiamo, ma è anche vero che noi possiamo segnalare, denunciare e dare sempre il buon esempio. Con questa raccolta di consigli, informazioni e strumenti legislativi tutti quanti, dal vigile urbano all’assessore, dall’operaio al pensionato, potranno avere un motivo in più per correggere certi errori, rivedere tanti luoghi comuni, far rispettare le leggi e il buon senso, ma anche un motivo in meno per abbandonare un cane o un gatto, privare ad essi la libertà, le emozioni, i sentimenti, le vacanze; oppure confinarlo in una stanza chiusa se in famiglia è arrivato un bebè, iniziare a temerlo perchè i media in quei giorni parlano sempre di cani che azzannano e uccidono, non mettere in pratica la scelta consapevole della sterilizzazione, ritenerlo con somma ingratitudine solo un animale da lavoro. E’ riportata qui di seguito la “Dichiarazione universale dei diritti dell’animale”: un documento che ha fatto storia, certo non perchè ha cambiato il destino del 95% degli animali del Pianeta, che sono ancora oggi allevati per essere mangiati o selvatici uccisi per divertimento. Ha fatto storia nella misura in cui ha aperto la strada ad un nuovo modo di pensare gli animali, concedendogli per la prima volta il diritto di esseri viventi, senzienti, che sono felici o tristi, eccitati o stanchi, simpatici o noiosi, proprio come noi. Noi che spesso ci riteniamo superiori ma nel rapporto con gli animali abbiamo affinati in modo perverso anche la crudeltà. Chi li maltratta deve fare un profondo percorso nella sua coscienza e comprendere al più presto il significato di quelle azioni. Gli altri devono rispettare comunque delle regole, che fanno bene al proprio animale da compagnia ed anche alle altre persone. Allora leggetevi, se non le conoscete già, le indicazioni sulla corretta detenzione, su cosa fare se smarrite o trovate un cane, su che cos’è l’anagrafe canina, su quant’è importante la sterilizzazione, su come far conoscere il bebè al vostro cane, come portarlo a spasso, sui mezzi pubblici, all’estero e come ospitarlo in casa. E poi cosa dice il nuovo Codice della Strada riguardo al soccorso degli animali, cos’è il patentito per padroni di cani, la pet-therapy e la fauna sinantropa.
Ecco poi le leggi e le ordinanze: tutto materiale utilissimo per vedere nero su bianco la rivincita degli animali da compagnia dopo anni oscuri di stragi sommarie. Per la vera lotta al randagismo tutto ha preso il via nel 1991, con la legge 281, poi si è iniziato a parlare seriamente di benessere animale nel 2004, con la legge 189, quando subentrò il concetto della “soglia dolore” e i reati contro gli animali erano ormai ufficialmente “maltrattamento” e non un astratto “reato contro il sentimento per gli animali”. Tra la fine del 2008 e metà 2009 sono state emanate tre brillanti Ordinanze grazie al sottosegretario Francesca Martini che rivedono correggendola la questione “cani pericolosi”, quella dei bocconi avvelenati e la gestione dei canili. Di seguito la Legge Regionale marchigiana n.10 del 1997 (con annesso Regolamento) sul randagismo e la tutela degli animali d’affezione, una delle migliori in Italia. Infine il Regolamento Comunale Tutela Animali di Pesaro: un bell’esempio che tutti i comuni marchigiani dovrebbero seguire.
Bastassero le buone leggi e le belle frasi a far indirizzare il rapporto uomo-animale verso una serena convivenza, alla nostra società già afflitta da innumerevoli tragedie umane non ci sarebbe bisogno di sottoporre anche il disgusto per le violenze gratuite sugli animali. Invece è cronaca, talvolta è persino tradizione. Più spesso è la mancanza di quel convincimento che ha fatto cantare, persino in una canzone, che “l’amicizia più speciale è tra chi non si assomiglia”. Se bastasse ad un cane o ad un gatto di bere e mangiare, di star pulito e tranquillo, allora non potremmo spiegarci il musetto che spinge la mano per una carezza, i gatti che si arrampicano per stare in braccio o i cani che abbaiando richiedono attenzioni. Basterebbe l’accordo Stato – Regioni che in un atto formale di qualche anno fa si sono impegnati “a promuovere iniziative atte a favorire una corretta convivenza tra le persone e gli animali, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e del benessere degli animali”.
Per sgombrare dubbi i nostri vertici istituzionali hanno anche dato una precisa definizione dell’animale da compagnia che ufficialmente è “ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili e gli animali da pet-therapy”. Lo stesso documento, con la solita freddezza fa anche la lista dei doveri del proprietario dell’animale da compagnia: “deve rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata; assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico; consentirgli un’adeguata possibilità di esercizio fisico; prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga; garantire la tutela di terzi da aggressioni; assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali”. Doveri che si ritrovano in tutte le leggi sugli animali d’affezione e che sono, per intendersi, già una bella conquista. Ma gli animali hanno tutti una vita emotiva e mangiare, bere, lavarsi, dormire, non basta loro, e non basta a noi. Ce ne sono di cani obesi e col pelo lucido tristi: non si tratta di riempirsi lo stomaco ma di ricevere affetto, di stare in un branco, cioè la famiglia. Alle leggi che regolano sul piano formale e giuridico questo tassello importante della società contemporanea non poteva del resto essere affidato il senso del rapporto di amicizia, di fiducia e di lealtà che solo nel nostro cuore possiamo trovare. Per il benessere nostro e di chi ci sta vicino, che abbia due o quattro zampe.
Il rapporto con gli animali, la loro compagnia, è un arricchimento della nostra vita; la legislazione e tutte le altre informazioni che trovate in questo volume possono aiutarvi a capire se in quel rapporto, a volte complesso, a volte lunatico, state commettendo errori. Ma c’è anche un altro modo: guardate il vostro amico, si farà capire da solo!

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Gatti

ENTE NAZIONALE
PROTEZIONE ANIMALI
Sezione Provinciale di Pesaro-Urbino

Corso XI Settembre, 225
61121 Pesaro (PU)
Tel. e fax 072165886 – Cell. 3202365916
Web www.enpapesaro.it
E-mail pesaro@enpa.org /
info@enpapesaro.it

LUPUS IN FABULA
Associazione Ambientalista
di Volontariato

Via Pandolfo III Malatesta, 2
61032 Fano (PU)
Cell.: 3470515010
Web www.lalupusinfabula.it
E-mail info@lalupusinfabula.it

Pesaro, 30 ottobre 2009

- Al sig. SINDACO
Comune di Teramo
Piazza Orsini 1, 64100 Teramo

e p.c.

- ASL Teramo
Servizio Veterinario
Circ.ne Ragusa 1, 64100 Teramo

- CORPO FORESTALE DELLO STATO
Comando di Teramo
via Ponte S.Giovanni 2, 64100 Teramo

OGGETTO: gattile comunale in zona Colleparco presso la nuova Università

Siamo con la presente a chiederle informazioni in merito alla struttura in oggetto dato che ci è giunta segnalazione che vi sarebbe un provvedimento di sgombero, senza che tuttavia sia stato precisato quale destino attenda i gatti oggi ospitati. In un primo momento pare esservi stata la possibilità che gli animali venissero trasferiti proprio a Pesaro, ora si apprende che non vi é in questo momento nella sua città una struttura atta a riceverli.

La Legge Regionale abruzzese in materia di randagismo (n.86 del 1999 e allegato e successive integrazioni) dispone particolari competenze per gli enti locali, particolari prescrizioni sulle caratteristiche strutturali dei ricoveri e tutela i gatti in libertà. Alla luce di quanto appare all’art.3 della L.R. 86 del 1999 (integrazioni alla LR 86/99), se il motivo dello sgombero del gattile all’oggetto è la sua ubicazione all’interno del centro abitato, pur essendo stato legittimamente ravvisato questo problema logistico, al di la di quella che è la scadenza della proroga occorre considerare prioritario (in riferimento alla natura della stessa legge regionale e di quelle analoghe nazionali 281/91 e 189/04) il benessere degli animali che verrebbe certamente messo a repentaglio nel caso di una loro liberazione. La natura fortemente territoriale del gatto si scontra con questa ipotesi e ne deriverebbe inoltre qualcosa di molto simile ad un abbandono di massa di animali (perseguibile per legge) rendendoli randagi in aree che non conoscono, quindi a rischio della loro vita e delle abitudini degli altri gatti già presenti nelle aree di questa ipotetica liberazione.

Considerato che è raro oggi in Italia trovare strutture di ricovero per animali con un congruo numero di posti liberi per i gatti di Colleparco; considerato inoltre che è auspicabile evitare deportazioni di animali d’affezione in province o tanto meno regioni lontane, riteniamo che la decisione più saggia e rispettosa delle leggi che Lei possa prendere, è allestire in tempi rapidi una struttura che abbia almeno i requisiti di asilo per gatti (art.4 LR 86/99) e lì trasferire gli animali ospitati presso il gattile di Colleparco. Se è vero inoltre che il Suo Comune sta provvedendo alla realizzazione del nuovo canile, Le consigliamo di predisporre una parte di questa struttura come gattile, con una sicura ottimizzazione dei costi.

Confidando nella Sua collaborazione.
Distinti saluti.

Le Associazioni ENPA e Lupus In Fabula

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Gli animali d’allevamento sono davvero inefficienti come “macchine” per convertire proteine vegetali in proteine animali; di conseguenza, per produrre cibi animali vengono consumate molte più risorse rispetto a quelle necessarie per la produzione di cibo vegetale. Questo enorme spreco di risorse è una delle conseguenze meno pubblicizzate, ma la più devastante, della tanto decantata “Livestock revolution” (Rivoluzione del bestiame). È innegabile che questo spreco di risorse provochi un enorme impatto ambientale sul pianeta. Come affermato dal World Watch Institute, con l’evolversi della scienza dell’ecologia, è ormai assodato che gli appetiti umani per la carne animale siano la vera forza scatenante di tutte le principali categorie di danno ambientale che in questo momento minacciano il futuro dell’umanità: la deforestazione, l’erosione, la scarsità  d’acqua, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, l’ingiustizia sociale, la destabilizzazione delle comunità e la diffusione delle malattie.

Nonostante questo, il consumo di carne pro capite è più che raddoppiato nella scorsa metà  del secolo, anche mentre la popolazione continua a crescere. Di conseguenza, il consumo totale di carne è aumentato di 5 volte. Questo ha a sua volta imposto una pressione sempre più alta sulla disponibilità  d’acqua, di terra, di mangime, di fertilizzanti, di combustibile, di capacità  di smaltimento dei rifiuti, e sulla maggior parte delle altre risorse limitate del pianeta. [WWI2004]
Degradazione del suolo

La degradazione del suolo è uno dei problemi più seri che l’agricoltura moderna si trova ad affrontare. Mentre servono da 20 a 1000 anni per la formazione di un centimetro di suolo, le Nazioni Unite hanno stimato che il vento e l’acqua erodono l’1% del suolo del pianeta ogni anno. Generalmente è poco noto come l’allevamento di animali sia uno dei fattori che più contribuiscono all’erosione. Quando un pascolo è sovrasfruttato, il bestiame compatta il suolo con gli zoccoli e strappa la vegetazione che tiene assieme il terreno, diventando così causa di erosione. L’allevamento intensivo, invece, distrugge il suolo perchè la coltivazione di cereali per mangimi, necessaria a mantenere quest’industria, richiede moltissimo terreno coltivabile. Di conseguenza, la terra arabile pro capite disponibile nel mondo continua a decrescere costantemente: è passata da 0,40 ettari per persona nel 1961 a 0,25 ettari nel 1999. Un esempio estremo di degradazione del suolo è il fenomeno noto come desertificazione. L’agricoltura può contribuire alla desertificazione sia direttamente, tramite pratiche agricole dannose come la coltivazione intensiva, il sovrasfruttamento dei pascoli, e un uso smodato di acqua, sia indirettamente, quando la terra viene deforestata per creare nuove terre coltivabili o nuovi pascoli per il bestiame. [Horrigan2002]

A livello internazionale, si sono verificati seri problemi di compattamento del suolo, erosione e diminuzione di fertilità  in molte aree dedicate all’allevamento di bovini. Queste comprendono l’Ovest americano, l’America centrale e meridionale, l’Australia e l’Africa sub-sahariana. Il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) stima che il 20% dei pascoli del mondo abbiano subito un sostanziale degrado dal 1945, e che il ritmo di distruzione sia in continua crescita. [Cox2000]
Deforestazione

In soli dieci anni (dal 1990 al 2000) l’Amazzonia Brasiliana ha perso un’area di foresta pari a due volte il Portogallo: la stragrande maggioranza di quest’area è diventata pascolo per bovini, per il consumo interno e per l’esportazione in Europa, Giappone, USA. Il tasso annuo di deforestazione ha continuato ad aumentare negli anni successivie nel 2002 è aumentato del 40%. Il 10% dell’area deforestata è usata per la coltivazione della soia (usata come mangime per animali negli allevamenti intensivi), il resto è riservato al pascolo; dopo pochi anni, l’area va incontro a un processo irreversibile di desertificazione, e quindi diventa necessario abbattere una nuova porzione di foresta, in un circolo visiono che degrada l’ambiente sempre di più. Tra il 1997 e il 2003 il volume dell’esportazione di bovini dal Brasile è aumentato di oltre cinque volte; l’80% di questo incremento di produzione ha avuto luogo nella foresta Amazzonica. [Kaimowitz2003]
Inquinamento chimico

Gli esseri umani hanno praticato l’agricoltura per più di 10.000 anni, ma sono negli ultimi 50 anni i coltivatori hanno sviluppato una pesante dipendenza dai fertilizzanti chimici sintetici e dai pesticidi. I raccolti in realtà  assorbono solo da un terzo alla metà  dell’azoto applicato al terreno come fertilizzante: le sostanze chimiche rimaste inutilizzate inquinano il suolo e l’acqua. Dato che, secondo le statistiche della FAO, metà  dei cereali e il 90% della soia prodotti nel mondo sono usati come mangimi per animali, e che queste sostanze chimiche sono per la maggior parte usate nelle monocolture per la produzione di mangimi animali, è chiaro che la maggior responsabilità  per questo enorme uso di sostanze chimiche sta proprio nella pratica dell’allevamento del bestiame. Se la terra fosse usata per produrre cibo per il consumo umano diretto, in maniera sostenibile, usando la coltivazione a rotazione, sarebbe necessaria una quantità  di sostanze chimiche di gran lunga inferiore.
Uso dell’energia

La conversione da cereali a carne implica un’enorme perdita di energia, specialmente se per la conversione si utilizzano i bovini. La quantità  media di combustibile fossile necessario a produrre 1 kcal di proteine dalla carne è di 25 kcal, vale a dire 11 volte tanto rispetto a quello necessario per la produzione di grano, che ammonta a 2,2 kcal circa. Il rapporto è di 57:1 per la carne di agnello, 40:1 per quella di manzo, 39:1 per le uova, 14:1 per il latte e la carne di maiale, 10:1 per il tacchino, 4:1 per il pollo. [Pimentel 2003]
Consumo d’acqua

Il consumo d’acqua è una delle maggiori cause di impatto ambientale dell’allevamento di bestiame. L’agricoltura, per la maggior parte dedicata alla produzione di bestiame e di mangime, consuma più acqua di qualsiasi altra attività  negli Stati Uniti, e in generale utilizza il 70% dell’acqua usata in totale nel mondo. L’acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l’1,3% dell’acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l’acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità  d’acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d’acqua (200.000 se l’allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d’acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate. [Pimentel1997]
Il direttore esecutivo dell’International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato “Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà  quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America”. Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua. [Kirby2004]

Smaltimento delle deiezioni

Quando gli animali vengono allevati coi metodi tradizionali, le loro deiezioni sono considerate di grande utilità  – un elemento chiave nei sistemi di agricoltura a rotazione, che producono una grande varietà  di cibo e mantengono il suolo sano e fertile. Tuttavia, quanto troppi animali vengono allevati in un’area troppo piccola, l’ambiente circostante non è in grado di smaltire tutte le deiezioni prodotte. Questo è quanto accade ogni giorno negli allevamenti intensivi “senza terra”, tanto diffusi nei paesi sviluppati e in rapida espansione in quelli in via di sviluppo. Negli USA, vegono chiamati “Strutture per l’ingrasso” (Animal feeding operations – AFOs) quelle fattorie o recinti in cui gli animali vengono tenuti e allevati in aree chiuse. Questi animali producono enormi quantità  di deiezioni: per esempio, la quantità  di deiezioni prodotte da una singola vacca da latte equivale a quella prodotta da 20-40 persone. [EPA2005]

Le deiezioni liquide e semi-liquide del bestiame contengono livelli di fosforo e azoto al di sopra della norma, perchè gli animali possono assorbire solo una piccola parte della quantità  di queste sostanze presenti nei loro mangimi. Quando gli escrementi animali filtrano nei corsi d’acqua, l’azoto e fosforo in eccesso in essi contenuto rovina la qualità  dell’acqua e danneggia gli ecosistemi acquatici e le zone umide. Circa il 70-80% dell’azoto fornito ai bovini, suini e alle galline ovaiole mediante l’alimentazione, e il 60% di quello dato ai polli “da carne” viene eliminato nelle feci e nell’urina e finisce nei corsi d’acqua. [CIWF2004]

Oggi, le deiezioni in eccesso vengono sparse sul terreno, mettendo in pericolo la salubrità  delle acque e i pesci che ci vivono. I depositi di deiezioni degli allevamenti intensivi sono spesso dei puzzolenti laghi di escrementi e hanno già  causato disastri ambientali in molti stati degli USA, spandendo batteri infettivi nei fiumi circostanti e filtrando fino alle falde acquifere utilizzate come acqua potabile. [NRDC1999]
Riscaldamento globale e piogge acide

Il riscaldamento globale è causato dal consumo di energia, dato che nel mondo moderno le fonti primarie di energia sono combustibili ad alto contenuto di carbonio i quali, se bruciati, emettono diossido di carbonio, o altri gas serra. Come fatto notare in precedenza, l’allevamento di bestiame è una delle cause principali dell’aumento di uso di combustibile. Ma il bestiame emette anche gas serra in modo diretto, come sottoprodotto della digestione. I bovini emettono una quantità  significativa di metano, un potente gas serra, nell’aria. [WWI2004]

Ricerche svolte nel Regno Unito indicano che la fermentazione nello stomaco di bovini e ovini è responsabile del 95% del metano prodotto dagli allevamenti, mentre il resto viene causato dalle deiezioni. Lo stesso studio mostra che un terzo delle emissioni di ossido d’azoto dell’intera nazione deriva dalle deiezioni animali, mentre il 39% delle emissioni di ammoniaca sono causate dagli animali d’allevamento. [CIWF2002]

Inoltre, l’alto contenuto di ammoniaca delle deiezioni animali è una delle cause principali delle piogge acide.

Gli esseri umani sono gli unici animali che consumano il latte di altre specie, e lo fanno anche dopo lo svezzamento. Tre quarti degli adulti, nel mondo, sono intolleranti al lattosio, cioè sono privi dell’enzima (lattasi) necessario ad agire sullo zucchero che si trova nel latte (lattosio); questo impedisce loro di digerire adeguatamente il latte e conduce a malattie del sistema digerente più o meno serie.

Il profilo nutrizionale del latte è simile a quello della carne. Entrambi i cibi contengono un quantitativo simile di proteine e grassi saturi. Come la carne, il latte è completamente privo di fibra e delle centinaia di sostanze fitochimiche contenute nei cibi vegetali, che si sono rivelate fattori di protezione contro le malattie degenerative come la malattia coronarica e il cancro. [Goodland2001]

La produzione di carne e quella di latte sono strettamente collegate; l’una può essere considerata il sottoprodotto dell’altra. Gli effetti sulla salute di un aumentato consumo di latte e latticini sono simili a quelli provocati da un aumento del consumo di altri prodotti animali, come la carne e lo strutto. Anche se i latticini a basso contenuto di grassi possono sembrare più salutari, il grasso rimosso nella loro produzione non viene mai sprecato, ma viene consumato in forma di burro, panna, gelati o nei cibi confezionati, quindi il netto degli effetti positivi sulla salute pubblica è pari a zero. Oggi sono ormai disponibili evidenze scientifiche del fatto che i latticini non portano alcun beneficio che non sia ottenibile in modo migliore da altre fonti, e che il loro consumo pone seri rischi che contribuiscono alla morbidità  e alla mortalità . [Goodland2001]

Si crede comunemente che il contenuto di calcio del latte di mucca lo renda un cibo essenziale per prevenire il problema della ossa fragili, specie nei bambini. Il problema è che, anche se il latte può essere un modo efficiente per incamerare calcio dal cibo, ha anche molti svantaggi, in particolare un contenuto di grassi saturi molto alto. Come dichiara il prof. Walter Willett, “bere tre bicchieri di latte al giorno equivale a mangiare dodici fette di pancetta oppure un big mac e una porzione di patatine fritte”. [Willet2001]

Inoltre, la possibilità  di mantenere le ossa forti dipende, più che dall’aumentare l’introito di calcio, dal prevenirne le perdite. La perdita di calcio è un processo normale, che avviene attraverso la circolazione sanguigna, l’urina, il sudore e le feci; questo calcio deve poi esser rimpiazzato con nuovo calcio preso dal cibo o dalle ossa. Uno dei più importanti fattori nelle perdita di calcio sono le diete ad alto contenuto proteico, che fanno sì che una maggior quantità  di calcio venga persa attraverso le urine. Naturalmente le diete ricche di carne e latticini superano di molto i livelli di proteine raccomandati. [PCRM1999] Inoltre, le proteine derivanti da cibi animali probabilmente causano una perdita di calcio maggiore rispetto a quelle vegetali, e latte e latticini sono molto ricche di proteine animali, quindi, anche se sono ricchi di calcio, il bilancio finale è spesso negativo, il che causa una perdita di calcio nelle ossa, per compensare il calcio perduto.

L’alta incidenza di osteoporosi nei paesi in cui il consumo di latticini è alto è un’ulteriore indicazione della sua inefficacia nel contrastare il problema della ossa fragili. Il recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità  e della FAO sulle evidenze raccolte sul problema osteoporosi, indica che per la maggior parte delle persone sembra non esserci alcuna correlazione tra un aumento dell’introito di calcio e una diminuzione del rischio di fratture ossee. Le raccomandazioni OMS/FAO per l’osteoporosi indicano di mangiare più frutta e verdura piuttosto che affidarsi ai latticini per assicurarsi una buona salute delle ossa. [WHO/FAO2002]

Da: www.nutritionecology.org

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