Archivio per la Categoria"Sviluppo Sostenibile"

Le Associazioni Ambientaliste, Animaliste, Culturali della Città, “La Lupus in Fabula” – “LIPU” Delegazione di Pesaro – “Circolo Rosso & Verde” – “Italia Nostra” Sezione di Pesaro e Urbino, “Legambiente” Pesaro, aderiscono allo spirito dell’iniziativa pensata ed organizzata dal Consigliere Comunale Niccolò di Bella che si terrà domenica 22 Agosto con appuntamento, ovviamente in bici, alle ore 18,30 davanti alla Palla di Pomodoro.

Si precisa, innanzitutto – come peraltro ben evidenziato anche dagli organizzatori della manifestazione – che come cittadini propugniamo ed auspichiamo il rispetto delle regole, delle Leggi, del Codice della Strada, da parte di tutti ed ovunque, nel nostro Paese, nella nostra Città, anche ed in particolare – fermandoci all’aspetto della mobilità – in quei luoghi dove specie in questa stagione potrebbero apparire più gravi e pericolose le costanti trasgressioni al Codice della Strada (Statale Adriatica – Interquartieri).

Ciò che ci fa strano e che irrita – pensiamo – la quasi totalità dei Pesaresi, specie di tutti quelli che abitualmente, magari fin da bambini, frequentano e vivono il Centro Storico, la Zona Mare, i “primi” quartieri periferici (Pantano, Soria, Loreto, ecc.) utilizzando spesso e volentieri la bicicletta, quasi come una “naturale estensione” del proprio corpo, è la “durezza” e la particolare attenzione, in termini assolutamente punitivi, riservate ai Ciclisti nei giorni scorsi da parte di polizia stradale e vigili urbani, a seguito delle Direttive dei rispettivi Responsabili.
Va bene la pedissequa applicazione delle norme del Codice della Strada, ma – in pendenza (come da continue denunce, che peraltro condividiamo)  – di una cronica insufficienza di organici, non era forse meglio utilizzare/dirottare le varie pattuglie in quei punti nevralgici della città e delle zone limitrofe, laddove esistono veri e concreti pericoli all’incolumità delle persone? Quanti a Pesaro stavano vivendo il transito delle bici in Centro come un “problema di sicurezza” o come un grave problema della Città? Non era forse meglio dislocare un paio di vigili o poliziotti in Centro con il preciso compito di fermare i ciclisti “scorretti” avvertendoli che stavano percorrendo un tratto in divieto e magari suggerendo percorsi alternativi e non vietati, piuttosto che elevare multe a raffica, che probabilmente hanno avuto o avranno l’effetto di disincentivare l’uso della bicicletta?Non era forse meglio che Comune e Questura, prima di usare la scure contro i ciclisti – “ultimo anello della catena della mobilità” – provvedessero a studiare e pubblicizzare adeguatamente percorsi utilizzabili dai ciclisti per poter continuare ad attraversare il centro e la zona mare, magari anche limitando il transito (autorizzato o meno) di autoveicoli privati e commerciali nell’isola pedonale e nella ZTL?

In conclusione, rigore sì, rispetto delle regole sì, ma pensiamo sia proprio il caso di pensare a privilegiare un diverso modo di mobilità cittadina, uso della bicicletta in testa, piuttosto che creare confusione e spavento tra la gente. Le Associazioni scriventi nelle prossime settimane presenteranno le proprie idee alle Autorità competenti, nel rispetto delle norme vigenti, ma pensando a tutti i Cittadini e non soltanto a qualche categoria.

Flavio Angelini – Presidente Associazione “La Lupus in Fabula” a nome di:  

-     Circolo Rosso&Verde
-     Italia Nostra – Sezione di Pesaro Urbino
-     La Lupus in Fabula
-     Legambiente Pesaro
-     Lipu – Delegazione di Pesaro

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Le associazioni ambientaliste ed il Presidente

 Grazie all’interessamento dell’ex Assessore Michele Gambini, pochi giorni fa si è svolto il primo incontro tra le Associazioni ambientaliste della provincia di Pesaro ed Urbino ed il Presidente Matteo Ricci.

 L’incontro atteso da 11 mesi si è svolto in un clima di cordialità, che non ha impedito di evidenziare le differenze tra l’impostazione della politica provinciale e le richieste delle associazioni. In primo luogo si è ritenuto di ribadire l’importanza che la Provincia si relazioni in maniera seria costante e propositiva con gli ambientalisti per ogni problematica che interessa la gestione degli ambienti naturali ed il territorio, ma anche sui servizi come acqua, rifiuti ed energia, in quanto rappresentanti di bisogni e sensibilità di interesse generale e portatori di idee innovative che hanno come unico e “onesto” interesse il bene collettivo della nostra società.

E’ stato anche richiesto un deciso cambio di rotta ed una discontinuità rispetto alla precedente gestione eccessivamente legata ai soli interessi di alcune categorie minoritarie ma considerate “serbatoio di voti” quando anche non di consenso collettivo.

 Nell’esaminare le priorità dell’agenda amministrativa le associazioni rappresentate da Legambiente Pesaro ed Urbino, Wwf, Saxa 2000, e Lupus in Fabula hanno evidenziato la necessità di porre finalmente termine ad un ingiustificato  e progressivo consumo di territorio agricolo e naturale, operato attraverso urbanizzazioni che hanno mostrato inequivocabilmente di essere più a carattere speculativo che  di rispondere a reali necessità della collettività locale e territoriale.  

In particolare è stato chiesto di ridurre fortemente le cubature per le nuove Terme di Carignano e di usare la massima attenzione alla conservazione del patrimonio naturale e paesaggistico nelle ipotesi di “valorizzazione” dei fabbricati della Provincia in loc. San Vitale di Cagli, nonché nella eventuale riqualificazione del porto di Vallugola che non deve in alcun modo essere ampliato.

 Sull’energia si è sottolineata la priorità del risparmio e dell’efficienza oltre alla produzione da fonti rinnovabili dando priorità ai  piccoli impianti in quanto i mega impianti eolici e fotovoltaici risultano di norma molto impattanti ed hanno un carattere speculativo. Si è inoltre sottolineata la necessità di valutare attentamente il consumo di terreni agricoli e naturali per l’installazione di impianti fotovoltaici.

 In merito alla gestione dei rifiuti gli ambientalisti chiedono che la Provincia svolga il suo ruolo di programmazione e coordinamento (Aato, nuovo Piano Rifiuti, ecc.) per incentivare la riduzione dei rifiuti ed il sistema “porta a porta”, ed arrivare in poco tempo ad applicare in molti comuni la tariffa puntuale, che permetterebbe di raggiungere e superare facilmente gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dalla legge.

 Altro capitolo affrontato è stato quello quasi totale assenza di vigilanza sul territorio proprio da parte delle guardie provinciali, fatto che consente continui abusi anche in aree protette: dalla circolazione con mezzi a motore (quad, trial, ecc.), al bracconaggio, all’inquinamento.

E’ stata inoltre rappresentata la necessità di valorizzare e non demolire, in contrasto aperto con la normativa europea, e quindi solo operazione di facciata della passata giunta provinciale, il prezioso e riconosciuto in Europa patrimonio dei Siti di Importanza comunitaria della Rete Natura 2000. Infine è stato affrontato lo spinoso tema della caccia di selezione e del cinghiale; per quest’ultimo è stato chiesto un netto cambio di politica di gestione che tolga alle squadre di cinghialai il dominio incontrastato nel dettare regole e condizioni.

 Il Presidente nel confermare che in linea di massima condivide molte istanze del mondo ambientalista, ha ricordato la sfida che ha lanciato per una provincia di qualità con il progetto Provincia 2020, a cui ha invitato tutti a dare contributi fattivi.

 L’impegno comune è quindi quello di un nuovo incontro ed un più stretto colloquio in cui affrontare nel dettaglio temi solo sfiorati, in un clima di collaborazione dialettica ma costruttiva, affinché la provincia di Pesaro ed Urbino possa crescere in qualità e tutela dei beni naturali e paesaggistici, l’unico prodotto che nessuno ci può copiare. Ma può essere improvvidamente distrutto.

 Pesaro, 26/05/2010

 Associazioni:

La Lupus in Fabula

Legambiente Pesaro

Legambiente Urbino

Wwf  Provinciale Pesaro Urbino

Saxa 2000

Argonauta

Lipu

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Due semplici proposte per migliorare la sicurezza dei pedoni in due vie di Fano

LETTERA INVIATA

All’Assessore alla Mobilità Sig. Silvestri

Al Dirigente alla Mobilità Sig. Roberti

Comune di Fano

 Oggetto: sicurezza transito pedoni in Viale Adriatico e Via Pisacane.

 Con la presente si espongono due proposte atte a garantire la sicurezza fisica dei pedoni che transitano in due vie urbane ad intenso traffico motorizzato in cui è assente il marciapiede.

 1)      Via Pisacane: nel tratto tra la Stazione F.S. e Via V. Veneto, lato nord, circa 100 m di banchina stradale (in realtà trattasi di marciapiede che non ha i requisiti di legge) sono occupati dalla sosta delle auto a “spina di pesce” che di fatto obbliga i pedoni a percorrere la carreggiata stradale. Essendo stato realizzato sul lato opposto un ampio parcheggio, raramente interamente occupato, chiediamo che la banchina stradale attualmente invasa dalle auto sia liberata apponendo al limite dalla carreggiata stradale dei paletti/transenne atte ad impedire la sosta (foto 1 e 2)

2)      Viale Adriatico-zona porto: la sosta non regolamentata delle auto nel tratto tra via Bramante e via della Marina (lato mare) causa disagi e pericoli alla circolazione dei pedoni, che non avendo un marciapiede, si trovano per forza di cose a dover invadere la corsia stradale. Chiediamo di regolamentare la sosta nel tratto in parola, apponendo la necessaria segnaletica orizzontale e verticale e, ove necessario, dei dissuasori di sosta,  in modo da liberare lo spazio necessario alla mobilità in sicurezza dei pedoni ed evitare che la sosta delle auto restringa la carreggiata stradale con ovvi problemi di circolazione (foto3)

Restiamo in attesa di una risposta scritta ai sensi e nei termini del D.L. 195/2005 e della L. 241/90, Distinti saluti.

 Fano, 10/06/2010

 per La Lupus in Fabula

Claudio Orazi

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Una proposta per migliorare la mobilità a basso impatto ambientale

LETTERA INVIATA

Al Sindaco

All’Assessore all’Ambiente Sig. Maiorano

All’Assessore alla Mobilità Sig. Silvestri

Al Dirigente uff. Mobilità Sig. Roberti

Comune di Fano

Al Direttore dell’ A.M.I. SpA Sig. Massimo Benedetti

 P.za Gonzaga, 15 

61029 URBINO

E p.c. ai Capigruppo consiliari

Comune di Fano

 

Oggetto: trasporto pubblico per spiagge a nord di Fano

Come ogni anno, con l’imminente stagione estiva, in particolare nelle giornate di sabato e di domenica,  le spiagge a nord di Fano saranno meta di numerosi bagnanti che useranno l’auto come mezzo di trasporto. L’insufficiente dotazione di parcheggi in relazione all’abitudine di spostarsi con il mezzo privato causerà i soliti intralci alla circolazione a causa della sosta irregolare sulla carreggiata stradale. Onde ovviare questo problema, essendo impossibile l’ampliamento dei parcheggi nella zona a monte della strada statale 16 a causa dei giusti vincoli ambientali, ed in attesa del completamento della pista ciclabile che darà una significativa risposta al bisogno di mobilità, chiediamo che nelle giornate di sabato e di domenica  per i mesi di luglio ed agosto sia intensificato il trasporto pubblico nella tratta Fano-Fosso Sejore con il supporto di bus-navetta, similmente a quanto sta facendo la città di Pesaro da diversi anni per il tratto di costa di sua competenza.

Il finanziamento di questo nuovo servizio, che per essere attraente dovrebbe prevedere passaggi almeno ogni mezz’ora per ogni senso di marcia, potrà essere effettuato attingendo fondi dalle entrate della sosta a pagamento e delle contravvenzioni, così come prevede la legge.

Per disincentivare comportamenti scorretti e pericolosi e, di contro, incoraggiare l’utilizzo del mezzo pubblico, il servizio di bus- navetta dovrebbe essere accompagnato dall’incremento della vigilanza sulla sosta abusiva.

Nella speranza che questa proposta di buon senso possa trovare tutti favorevoli ed in attesa di una

risposta ai sensi e nei termini del D.L. 195/2005 e della L. 241/90, porgiamo distinti saluti.

 Fano, 10/06/2010

 Per  Argonauta – il Presidente Luciano Poggiani

 Per  La Lupus in Fabula – il V. Presidente Claudio Orazi

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Fano Ex Zuccherificio: prima di tutto riduciamo il cemento

             Prima di concedere qualsiasi cambio di destinazione d’uso nell’area dell’Ex Zuccherificio il sindaco di Fano chieda alla società Madonna Ponte la demolizione dei capannoni realizzati  sull’argine sinistro del fiume Metauro, costruiti senza aver presentato la necessaria valutazione di incidenza. Uno scempio perpetrato nell’indifferenza degli enti che avrebbero dovuto vigilare, ovvero il comune di Fano e la Regione Marche, e che ha distrutto ambienti prioritari o nicchie trofiche per diverse specie di uccelli e vegetazione sinantropica e ruderale.

            L’area in questione è attigua al S.I.C.ed alla Z.P.S del Fiume Metauro e per questo si sarebbe dovuto operare secondo le prescrizioni delle Direttive Comunitarie, delle leggi dello Stato e della Regione in materia di Rete Natura 2000. Ciò avrebbe comportato probabilmente una riduzione dei volumi o uno spostamento degli stessi in superfici meno delicate ed avrebbe evitato l’osceno impatto visivo delle strutture produttive a ridosso dell’area naturale.

            E’ ora che la programmazione urbanistica sia pensata secondo gli interessi generali delle comunità con l’obiettivo di un equilibrio ambientale e di un benessere duraturi e non secondo gli interessi economici delle proprietà.

            La battaglia dei commercianti è giusta perché a Fano non servono altre superfici commerciali, come d’altronde non servono capannoni e nuove residenze che consumano prezioso suolo agricolo. Ci sembra strano che la società Madonna Ponte quando decise di ritirare le licenze edilizie, prima dell’approvazione del nuovo PRG, non sapesse che tutte quelle superfici artigianali ed industriali non avrebbero avuto mercato. Ora con i volumi già realizzati, guarda caso con una tipologia edilizia funzionale all’utilizzo  commerciale, chiede un cambio di destinazione d’uso.

Noi crediamo che non debbano essere fatti ulteriori “regali” o concessioni che non siano quelli corrispondenti ad uno sviluppo equilibrato di Fano, anche in relazione alle previsioni urbanistiche dei comuni della vallata del Metauro.

            Qualsiasi nuova scelta sull’area dell’ex Zuccherificio impone un riflessione ampia che non può non coinvolgere le previsioni produttive nella zona di Bellocchi (50 ettari), Carignano (60 ettari) e il ventilato nuovo Polo degli Ospedali Riuniti di Marche Nord (Pesaro e Fano).

            Alla Provincia di Pesaro ed Urbino chiediamo di vigilare e di dare coerenza con i fatti alle enunciazioni del progetto “Provincia Felice” o “Provincia 2020” con il quale si propone anche lo stop al consumo del territorio e modifiche significative alle eccessive previsioni di nuove aree edificabili.

Fano, 07/06/2010

Per la Lupus in Fabula

Claudio Orazi

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Il D.D.L. del Governo sui Campi da Golf ha giustamente scatenato la dura reazione delle associazioni ambientaliste e Legambiente per bocca del Vicepresidente di Sebastiano Venneri dichiara ”Ma quale incentivo al turismo? Questo disegno di legge nasconde solo nuovi metri cubi di cemento da edificare per giunta nelle aree di pregio del Paese” (fonte: Yahoo notizie).

Incredibile ma vero, anche illustri esponenti del Partito Democratico si scagliano contro il provvedimento voluto dal ministro Prestigiacomo: “il d.d.l. varato dal governo e’ un condono edilizio preventivo che denunciamo con decisione” afferma Andrea Lulli, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera dei deputati (fonte Asca); rincalza la dose Stella Bianchi responsabile ambiente della segreteria del Pd ”Speriamo che il golf non diventi nelle intenzioni del governo un’occasione buona per tentare di saltare vincoli ambientali e paesaggistici e magari per lanciare speculazioni edilizie in qualche area del Paese (fonte Asca); dello stesso tenore la dichiarazione di Ermete Realacci “un nuovo campo di golf non può essere inteso come un cavallo di Troia per dare il via libera a nuove colate di cemento e a speculazioni edilizie” (fonte: Il Resto del Carlino).

Ma mentre a livello nazionale si lanciano allarmi su possibili speculazioni edilizie legate alla pratica del Golf, a Fano questa minaccia si sta per concretizzare, con il silenzio delle segreterie comunali e provinciale del Pd e l’avallo di importanti amministrazioni guidati da esponenti dello stesso partito (comune di Pesaro e Provincia di Pesaro ed Urbino). Come è possibile questa dicotomia? Fa differenza essere al governo o essere all’opposizione? Perché il Pd predica bene ed il più delle volte razzola male?

L’Accordo di Programma sottoscritto dalla provincia di Pesaro ed Urbino e dal Comune di Pesaro sullo sviluppo turistico-termale di Carignano prevede fra l’altro 5000 mq di villette, circa 7000 mq di mini-appartamenti (R.T.A-residenze turistico alberghiere) e circa 7000 mq di strutture commerciali, che non sono strutture indispensabili al centro termale. Infatti il centro termale dispone di una previsione di due alberghi per 340 posti letto, che sono ampiamente sufficienti anche nell’ipotesi di improbabili incrementi turistici del settore. E’ noto che gli impianti da golf si trascinano con se edificazioni tali da rendere economicamente remunerativo l’investimento, ma gli esponenti del Pd locale sembrano non accorgersene.

Allora chiediamo a Spacca ed a Ucchielli, che è il “regista” della variante cementificatoria di Carignano, di dare corpo alle parole inserite nel loro programma elettorale nel capitolo Ambiente e Paesaggio: “Una parte essenziale della nuova economia e occupazione marchigiana del sapere (grigia) e dell’ambiente (verde) avrà origine proprio dalle azioni di tutela e valorizzazione del territorio e del paesaggio , con la lotta all’inquinamento, la difesa del suolo e della costa, il contrasto del dissesto idrogeologico, il monitoraggio del rischio sismico, la valorizzazione delle aree naturali protette e la manutenzione della montagna, uno sviluppo energetico sostenibile, l’adeguamento integrato degli strumenti paesaggistici e urbanistici per la salvaguardia delle aree più sensibili e per evitare nuovo consumo di suolo”.

E’ ora di passare dalle enunciazioni ai fatti se si vuole essere ancora minimamente credibili.

Fano, 18/4/2010

Il Presidente

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Il movimento politico per San Costanzo TerraComune, di cui è presidente la socia Lupus Gigliola Cattalani,si è fatto promotore di una richiesta di moratoria indirizzata al Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino affinché venga istituito un tavolo di confronto con tutte le amministrazioni locali per regolamentare un iter procedurale, che veda coinvolte le amministrazioni stesse, nella valutazione per concedere l’autorizzazione alla realizzazione degli impianti fotovoltaici industriali a terra.
Tale richiesta di moratoria può essere firmata on line al seguente indirizzo
http://www.terracomune.it/moratoria-impianti-fotovoltaici-a-terra/

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Per favorire la partecipazione dei cittadini allo sviluppo della zona delle Terme di Carignano si è recentemente costituito a Fano il Comitato Carignano Terme nostre , coordinato da Umberto Bernasconi.

Le finalità del Comitato possono essere così riassunte:

-          promuovere lo sviluppo equilibrato dell’area delle terme di Carignano che ne valorizzi le qualità ambientali, paesaggistiche e culturali
-          proteggere l’economia delle strutture ricettive e delle attività economiche esistenti
-          analizzare il nuovo Progetto in variante al Piano regolatore generale di cui all’Accordo di programma tra il Comune di Fano, la Società Terme di Carignano, il Comune di Pesaro e la Provincia
-          monitorare le attività amministrative e tecniche che riguardano lo sviluppo delle Terme per condividerle con i cittadini attraverso incontri pubblici, comunicati stampa e informazioni (anche via internet)
-          contrastare il rischio di eccessiva cementificazione

Per informazioni tel. 339/3698327 e pagina FB Comitato Carignano Terme nostre (http://www.facebook.com/home.php#!/group.php?gid=103046806400456&ref=nf)

Progetto di edificazione a Carignano

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Il Comune di Pesaro torni indietro sulla decisione di abbattere tutti  i 130 pini di Via Mancini.

 Se il problema da risolvere è quello della sicurezza o quello di evitare ulteriori danneggiamenti da parte degli apparati radicali delle piante alle proprietà private, l’abbattimento generalizzato non ha alcun senso, salvo che non si provi, con indagini di stabilità fatte su ogni singolo esemplare, che tutte le piante minacciano rovina e rappresentano pericolo, come stabilisce l’art. 6 della L.R. 7/85 (che è quella da applicare in ambito urbano). Per correggere evidenti errori di progettazione  perpetrati nel passato può anche essere, studiato e portato avanti un piano di progressiva sostituzione anche di tutti i pini, sia in Via Mancini, sia in altri punti della città dove possano esistere piante ammalate, pericolanti o le cui radici possano aver procurato danni specialmente alle abitazioni dei residenti, operando però con sostituzioni graduali nel corso di vari anni, e mettendo a dimora, ove è possibile, anche alberi di prima grandezza e non solo piccoli alberi ornamentali.

 Se invece l’obiettivo è quello di adottare la soluzione più sbrigativa e quella più economica, per risparmiare su potature e su perizie serie ed analitiche, allora proprio non siamo d’accordo. Oggi esistono agronomi e metodi scientifici per valutare, caso per caso, se il sacrificio di alberi che rappresentano un valore ed un patrimonio, non solo per i cittadini di Pesaro, sia necessario o evitabile con interventi manutentivi.

 Il Comune faccia ogni sforzo per salvare quante più piante è possibile e dia un senso a quanto sta scritto all’art. 13 comma 2 del Regolamento del Verde Urbano Pubblico e Privato: “i viali alberati sono intimamente connessi alla storia della città e costituiscono dunque un patrimonio da salvaguardare”. La perdita totale ed in un sol colpo del valore botanico, biologico, ornamentale di 130 esemplari maturi è un fatto molto grave, non solo per l’immagine e la vivibilità di una intera via, ma anche per la funzione di “pulizia dell’aria” che  queste piante svolgono.

 Il Regolamento comunale prevede che a fronte di una pianta abbattuta  ne siano re-impiantate due.

Anche un bambino capisce che la compensazione ambientale fatta in questo modo è ridicola ed inutile. Serviranno 25 anni (se le nuove piante sopravvivranno) affinché i nuovi impianti compensino la perdita di esemplari di 50 o più anni.

 E’ indispensabile una seria politica del verde ed una sua programmazione su tempi da brevi, a molto lunghi (la vita di un albero supera quella di svariati sindaci che si susseguono). La Giunta ed il Sindaco di Pesaro invece di cimentarsi in gare di velocità nell’emissione di ordinanze, tornino a riflettere e a dialogare con le associazioni di volontariato, anche attraverso la Consulta del Verde messa in piedi in occasione della redazione del Regolamento sul Verde e poi mai più riunita.

 Non vorremmo più dover intervenire su decisioni prese, ma discutere su piani, programmi e proposte. Il verde urbano è anche nostro.

 

Pesaro, 23/2/2010

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Nei giorni scorsi c’è stata un’alzata di scudi da parte delle associazioni di categoria dei commercianti di fronte alla paventata ipotesi che 100.000 mq di capannoni nell’area dell’ex zuccherificio possano ospitare nuove attività commerciali.

Confcommercio e Confesercenti, sostenuti anche da varie forze politiche, hanno detto che questa scelta metterebbe in ginocchio o farebbe chiudere molte attività site nel centro storico o nelle sue vicinanze. In effetti questa analisi prospettica è molto corretta e quindi il cambio di destinazione d’uso da artigianale a commerciale è assolutamente da evitare.

Ma ci chiediamo perché le stesse associazioni tacciono sui 9000 mq di commerciale e pubblici esercizi che sono previsti dalla variante di Carignano Terme? Forse gli otto km. che separano l’area termale dalla città sono sufficienti ad evitare il collasso di tanti piccoli esercizi della costa.? E i negozi del centro commerciale di Fenile possono stare tranquilli? 

Intanto una trentina di cittadini di Carignano e dintorni scrivono alla Soprintendenza delle Marche.

Lettera aperta al Sovrintendente ai Beni Paesaggistici della Regione Marche

In data 2/12/09 è stata pubblicata presso il Comune di Fano la nuova rielaborazione del Rapporto Ambientale sul progetto di sviluppo del nuovo polo termale di Carignano. Il Primo Rapporto Ambientale fu ritenuto dalla Provincia e dalla Regione nonché da Associazioni Ambientaliste, che espressero precise osservazioni, non idoneo a dimostrare la compatibilità di un intervento che complessivamente prevedeva e continua a prevedere la realizzazione ex novo di costruzioni per circa ben 200.000 m3 da destinare oltre che a funzioni termali, ad alberghi, villaggio turistico, residenze private, uffici direzionali, attività commerciali di ampia dimensione e campo da golf. Dopo aver attentamente esaminato il nuovo Rapporto Ambientale relativo al progetto in questione in pubblicazione sino alla fine di gennaio per le osservazioni, ci permettiamo di esprimere ampie riserve e perplessità su un intervento che continua a configurarsi, per una sua significativa parte, come una grossa operazione immobiliare-speculativa. Rimane veramente difficile pensare che si possa ritenere compatibile con il paesaggio una così ingente mole di volume (200.000 m3 circa con l’incognita degli impianti sportivi di rilevanza sovra-comunale di cui nulla si dice sulla loro dimensione volumetrica), collocato in un contesto vincolato con specifico decreto ministeriale per i suoi elevati valori paesaggistici; oltre a ciò non riusciamo a comprendere perché un progetto di riqualificazione ed ampliamento delle Terme debba essere accompagnato necessariamente da una consistente quota di volumi per villaggi turistici, residenze private, centri commerciali e centri direzionali. In proposito e nel merito ci permettiamo, se ci è concesso, di invitare Lei e i suoi funzionari ad approfondire bene i termini della questione e ad emettere un parere di competenza che limiti in modo decisivo i danni che un progetto siffatto e di tali proporzioni produrrebbe automaticamente al di là della possibile qualità architettonica (comunque al momento tutta da dimostrare) e dell’ eventuale presenza del cosiddetto verde “compensativo” di progetto. Per il potenziamento ed una corretta riqualificazione delle Terme di Carignano, commisurati entrambi alle reali potenzialità della domanda esistente nel settore, non è necessario, a nostro avviso, mettere in campo circa 200.000 m3 di cemento, ne basterebbero sicuramente molti di meno…, e questo la dice lunga sia sugli obbiettivi reali di buona parte dell’operazione, sia sull’inconsistenza delle motivazioni che dovrebbero sorreggere e dare credibilità al progetto e giustificare di conseguenza in qualche modo un così importante “sacrificio” di un paesaggio di grande qualità, vincolato con precise oggettive e forti motivazioni. Evidenziamo pertanto che il Rapporto Ambientale e tanto meno il progetto generale, non affrontano assolutamente il problema della verifica e/o quantificazione della domanda esistente nel settore del turismo termale e della sua possibile evoluzione futura, al fine di formulare realistiche, calibrate e credibili ipotesi di sviluppo per una sana ed equilibrata iniziativa imprenditoriale; il caso in questione non si pone proprio il problema ! I 200.000 m3 vengono assunti come assioma per gran parte, dicono, “imposto” dal PRG, quando invece anche i bambini (quelli intelligenti!) sanno che i PRG non impongono nulla, ma fissano solo dei tetti massimi di edificabilità oltre i quali non si può andare e dove comunque la traduzione in progetto è sempre soggetta a verifiche critiche ancor più stringenti e potenzialmente limitanti, in presenza di vincoli paesaggistici; tutti, e quindi anche i suddetti bambini, sanno altresì che le previsioni di PRG non fanno maturare e quindi acquisire alcun “diritto soggettivo” da parte dei proprietari delle aree interessate! Come semplici cittadini che hanno a cuore il Paesaggio quanto le Terme Ringraziando per la cortese attenzione porgiamo cordialissimi saluti

Fano, 17/02/2010 Il Presidente

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