MIRALFIORE: CHI DICE BUGIE ACCUSA GLI ALTRI DI DIRLE

Ci risiamo. Chi dice bugie accusa gli altri di dirle. È storia vecchia, che si ripete: dal massacro di alberi attorno alla nuova recinzione per una ampiezza ingiustificata dai lavori fummo accusati di mentire. Poi l’assessore venne a vedere e dovette convenire che si era decisamente esagerato; dalla potatura assurda dei cachi, la prima risposta dell’assessore fu che eravamo bugiardi, poi vide le foto e si giustificò dicendo che non lo aveva ordinato lui; dalla eliminazione di una intera siepe di Arancio trifoliato, dove come copione belloniano eravamo mentitori per poi sostenere che la ditta aveva ecceduto ed esagerato, e che comunque non era stato ordinato da lui. Quella siepe non ha mai avuto a che fare con lo spaccio, mai nessuno si è nascosto in un fitto intrico di spine lunghe anche 10 cm.  A distanza di quasi due anni ancora i fanalini a terra, distrutti dall’intervento non voluto dall’assessore (ma con che aziende ha a che fare se non seguono le indicazioni e fanno come vogliono?). A proposito appunto di sicurezza, tema carissimo all’assessore, è più sicuro camminare senza l’illuminazione che si volle al tempo della progettazione?

Dell’originaria progettazione del Miralfiore è evidente che l’assessore ignora tutto. Il rimboschimento necessitava di interventi, c’è una parte del progetto (approvato da una giunta comunale precedente, mai abrogato quindi tuttora vigente) in cui viene detto come con interventi periodici si sarebbe dovuto sfoltire scegliendo pianta per pianta, con l’intento di favorire le latifoglie, con l’intento di spezzare la monotonia delle file, che mai avranno l’aspetto di un bosco naturale.

Ed oggi meno che mai, visto il ripristino dei filari con un intervento massivo senza alcun criterio di scelta se non quello di tagliare. Se lodevole è l’intento di permettere alle piante di alleviare la competizione, del tutto sbagliato è riportare indietro di 70 anni la situazione dei filari. Ricordiamoci che gli alberi ce la farebbero anche da soli a “diradarsi”: sono vissuti per centinaia di milioni di anni senza giardinieri e potatori, la competizione in natura esiste ed è una forza selettiva, potremmo esemplificarla con “vinca il migliore”. Si sarebbe dovuto invece spezzare il filare, tagliando gli esemplari sia nella fila che tra le file. Ma ogni intervento è del tutto mancante di ogni criterio che non sia l’apertura di spazi per il passaggio delle auto delle forze dell’ordine:  dovranno forse passare in mezzo ad ogni fila di alberi?

L’assessore dimostra di non conoscere il Regolamento Regionale del Verde Pubblico e, peggio, nemmeno quello Comunale, nei quali è scritto con grande chiarezza che la potatura non è necessaria alle piante; questa logica di eliminare il 70% della chioma ha solo l’effetto di ridurre del 70% il servizio climatico che una chioma compie. Ma forse per l’assessore è impossibile da capire che un ombrellone integro fa ombra con tutta la superficie del suo telo, un ombrellone cui hai tagliato il 70% del telo fa solo il 30% dell’ombra…

Non è tanto difficile da comprendere. Abbiamo bisogno di elementi climatizzanti? Assolutamente si, tant’è che altrove si spendono centinaia di migliaia di euro per piantare nuovi boschi. Boschi Urbani, assessore, basta con questa storia che un parco non è un bosco. Chi lo ha mai scritto in qualche legge dello stato, in qualche libro o manuale di urbanistica, in qualche testo universitario sui parchi urbani…

Chi è mai Belloni per decidere che Pesaro non debba avere dei boschi che mitigano i calori estivi?

Il diradamento è una cosa, il massacro un’altra, non sono nemmeno parenti.

L’ignoranza scientifica è molto perniciosa, se poi viene sbandierata come un vessillo allora diventa un attacco all’ecologia, dalla quale tutti dipendiamo.

I tubi di cui parla l’assessore erano stati stesi per innaffiare una parte del percorso soprelevato, quello con le pietre bianche, perché doveva essere uno spazio fiorito. I tubi esistono da che esiste il parco in accordo con chi gestiva il Parco prima del Comune, da ultimo Marche Multiservizi. Poi i furti reiterati di piante fiorite hanno suggerito di soprassedere e rinviare a tempi migliori, i tubi sono stati utili per conservare una popolazione di “Rospo smeraldino”, sui quali certi politici hanno fatto tanta ironia meschina.

Il rospo è un mangiatore di invertebrati, tra cui alcuni che consideriamo dannosi. Quindi è utile, oltre che protetto. Che male c’è, assessore, a fare conservazione e a proporre della didattica? Ma il cartellone didattico Lei lo ha eliminato, tanto è appassionato di fruibilità. Ma fruibilità è anche la fornitura di spiegazioni scientifiche ai visitatori ed utenti.

La specie è  elencata in appendice II della Convenzione di Berna e appendice IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE). Ma un assessore non deve conoscere le norme europee, e non se le fa raccontare da nessuno, visto che non si confronta mai con nessuno, e quando lo fa, ricevendo indicazioni su come fare alcune operazioni sulle quali abbiamo provato a collaborare, ignora qualunque prescrizione e tira dritto per la sua strada. Che è evidentemente quella di sacrificare la maggior parte del patrimonio verde con potature, tagli, eliminazioni, in nome di un controllo che non ha sortito alcun effetto: abbiamo perso migliaia di alberi senza diminuire minimamente il problema spaccio nella Città. Forse si può pensare a qualche strategia diversa? Che conservi il valore del parco e persegua la sicurezza? Qual è la percentuale di spaccio che presuntivamente avviene al Miralfiore rispetto al resto della Città, scuole comprese? Il 10%? Forse meno? E per il resto che si fa, si cercano le “fonti”, chi rifornisce gli spacciatori/ultima ruota di un grande carro?

Questo continuo uso strumentale di ogni cosa, di ogni fatto, di ogni evento, per attaccare e denigrare l’ambientalismo non ha nulla a che fare con la democrazia e la partecipazione.

Altra non verità dell’assessore: quando la progettata ciclabile che verrà da via dell’Acquedotto sarà realizzata, dovranno tagliare degli alberi, quindi gli interventi di taglio ci saranno.

Se, ad esempio, l’assessore vorrà un giorno mettere mano al problema dei graffitari che imbrattano muri e monumenti, proporrà forse l’abbattimento dei monumenti, risolvendo di certo in modo radicale?

Possiamo chiedere una gestione meno distruttiva, incompetente, arrogante, del “gioiello verde” della Città?

Pesaro, 7 gennaio 2024

LA VOCE DEL MIRALFIORE

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