Associazione ambientalista

Nuovi interventi al Parco Miralfiore (Pesaro)- le associazioni ambientaliste rispondono all’assessore Enzo Belloni

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Nuovi interventi al Parco Miralfiore –le associazioni ambientaliste rispondono all’assessore Enzo Belloni
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Comunicato stampa 01.02.22

La vegetazione del sottobosco situata tra il viale d’accesso al Parco Miralfiore e la ferrovia, è stata recentemente eliminata su disposizione dell’assessore al verde urbano Enzo Belloni, al fine di reprimere lo spaccio di stupefacenti.
Gli interventi di “ripulitura” – come li definisce l’assessore – continueranno, impiegando soggetti che percepiscono il reddito di cittadinanza.

A tale riguardo “La Voce del Miralfiore” che aderisce alla rete delle associazioni ambientaliste pesaresi, evidenzia quanto segue.

1- INSENSATO PENSARE di LIMITARE lo SPACCIO MASSACRANDO il PARCO.

I tagli operati per i primi trenta metri di sottobosco lo scorso anno, non hanno prodotto alcun risultato.
Anzi, lo spaccio risulta aumentato, tanto da svolgersi sul viale sotto gli occhi dei passanti  – e forse delle forze dell’ordine – come se fosse un comune mercato.

Risulta quindi evidente che lo spaccio sia solo un pretesto per realizzare interventi inopportuni quanto dannosi che rispondono al pensiero unico del “tutto pulito”, caro all’assessore.

Come può essere definita “ripulitura del sottobosco” l’operazione che impoverisce l’ecosistema boschivo delle sue piante erbacee e arbustive, che ne sono parti integranti?

 

2- QUANDO LA VERITA’ PUO’ RISULTARE SCOMODA

Recentemente l’assessore Belloni ha inoltre dichiarato che: “da circa due anni al Parco manca un intervento di taglio della vegetazione mirato, stoppato dalle associazioni ambientaliste”.

Premesso che la sospensione dei tagli fu conseguente ad una petizione popolare attraverso la quale circa 700 cittadini si opposero ai tagli indiscriminati preannunciati dall’assessore, preme evidenziare che le associazioni ambientaliste non si oppongono a determinati tagli, purché siano effettuati rispettando i regolamenti, con criterio, competenza e programmazione.
Concetto espresso in varie occasioni in forma verbale alle autorità comunali, poi attraverso alcune PEC con documentazione fotografica allegata, rimaste sistematicamente senza risposta alcuna.

Abbiamo segnalato l’abbattimento di alberi, potature selvagge, taglio del prato “dell’erba alta” protetto.
Abbiamo sollecitato il ritorno ad una gestione del Miralfiore nel rispetto del Regolamento del verde, in modo programmato e qualificato.
INVANO.
 

3- QUANDO le LEGGI, i REGOLAMENTI e la PAROLA DATA DIVENTANO OPZIONALI

Un’Amministrazione pubblica illuminata dovrebbe fare tesoro delle proposte qualificanti offerte dalla comunità, specialmente quando capaci di colmare un evidente vuoto di competenze.

A tale riguardo informiamo che la Legge Regionale n.31/2020 si prefigge di
”…. incrementare la qualità democratica, sostenere l’innovazione sociale e istituzionale, favorire la diffusione di opinioni informate e la cittadinanza attiva, rafforzare la coesione sociale, valorizzando i saperi e le competenze presenti nella società
….”

Risulta evidente che la politica di questa PA, oltre ad ignorare la Legge regionale menzionata, sia tutt’altro che illuminata.

Ciononostante “La Voce del Miralfiore”, unitamente alle altre associazioni ambientaliste, continua incessantemente ad esprimere idee e progetti degni di considerazione, a dimostrazione dello spirito costruttivo che le contraddistingue.

A tale riguardo, citiamo l’incontro con l’assessore e diversi consiglieri comunali, svolto presso la sala Consigliare lo scorso 29 aprile 2021, durante il quale vennero esposti diversi progetti, con il preciso accordo di operare congiuntamente qualora fossero resi operativi.

Tra questi progetti ci preme menzionare quello del “PRATO FIORITO” che l’assessore ha recentemente avviato attraverso la realizzazione di arature su una porzione del parco, ignorando gli accordi intrapresi senza menzionare la paternità del progetto stesso, lasciando credere ai suoi “sostenitori social” che sia “farina del suo sacco”.

Potremmo raccontare molto altro, ma qui ci fermiamo per ora.
Non è nostro costume infierire, ma non possiamo accettare di essere sistematicamente screditati e derisi, assistendo passivamente alla distruzione del Parco, patrimonio dell’intera città, in uno scenario di totale scollamento tra la PA e la comunità residente.

 

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