Associazione ambientalista

Comunicato stampa – Muraglia: il Cavallo di Troia

Dopo tante discussioni sulla necessità di costruire un nuovo ospedale al posto dei nosocomi di Pesaro e Fano, dopo anni di confronti e scontri sulla sua localizzazione, finalmente appaiono con incredibile chiarezza le vere motivazioni di tanta determinazione, soprattutto da parte degli amministratori e dirigenti del PD: creare le condizioni per fare entrare in maniera pesante il privato nell’offerta dei servizi ospedalieri nel nord delle Marche.

L’ospedale unico dell’Azienda Sanitaria Marche Nord è il cavallo di Troia per giustificare e concedere almeno 100 posti letto convenzionati ad un ospedale privato che, secondo le indiscrezioni uscite sulla stampa, dovrebbe sorgere in zona Chiaruccia a Fano. Quindi si chiuderanno due ospedali, definiti da alcuni inadeguati, nonostante i continui investimenti e migliorie, e se ne costruiranno due nuovi: uno privato su un’area pubblica, e uno pubblico con capitali privati.

La D.G.R. 350 del 10/4/17 individua l’area dell’ospedale di oncologia di Muraglia quale sede per il nuovo ospedale, ma non dice in che modo sarà finanziato, in che modo sarà collegato a livello infrastrutturale, quanti posti letto potrà contenere, in che modo si potrà integrare con le strutture esistenti in loco che non potranno essere demolite. La delibera poi contiene alcune evidenti forzature e inesattezze: si dice che è su un’area pubblica, ma anche l’ipotesi dell’ospedale pubblico a Fano era su area pubblica;  si dice che è fuori dal centro abitato e baricentrica tra Pesaro e Fano, ma non è vero; si dice che non ci sarà consumo di suolo rilevante, ma non si considerano le nuove strade che sarà necessario costruire per raggiungere il sito, né, ancora peggio, la realizzazione della clinica privata su terreno agricolo.

La D.G.R. 350/17 poi non tiene conto di due documenti importanti: il parere del Gruppo di Lavoro Tecnico regionale che nel novembre 2011 raccomanda un’analisi dettagliata costi-benefici a criteri multipli prima della scelta definitiva dell’area, quando questa necessita di interventi di adeguamento viario;  lo Studio di fattibilità realizzato a luglio 2014 dall’Azienda Marche Nord su richiesta della Regione che denuncia notevoli problematiche idrogeologiche dell’area di Muraglia, l’insufficienza dimensionale della superficie disponibile, elevati costi di costruzione dei fabbricati sia per la forma del terreno sia per le necessarie e costose opere di regimentazione di acque e di consolidamento del versante.

La delibera è quindi l’ultimo atto di un percorso non partecipato e non condiviso, in gran parte oscuro, che avrà come risultato certo la privatizzazione della sanità provinciale, la cementificazione di una cospicua fetta di territorio, un forte indebitamento della Regione e, nel tempo, la riduzione delle prestazioni sanitarie da parte del servizio pubblico.

La nostra proposta invece è quella di ampliare l’ospedale di Pesaro nella limitrofa area delle caserme, al posto di Muraglia, potenziare l’ospedale di Fano, piuttosto che stendere tappeti rossi per l’arrivo dei privati, e avere più rispetto alle esigenze dell’entroterra: avremo zero consumo di suolo, minori costi per investimenti, e una sanità più conveniente, perché pubblica, universale, solidale.

Fano, 11/5/2017

 

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