CONTINUI E SELVAGGI ABBATTIMENTI DI ALBERI IN AREE PUBBLICHE

In merito ai ripetuti e selvaggi abbattimenti di alberi, anche di specie protetta, in ogni luogo del Comune in dipendenza di realizzazione di opere pubbliche, ultimi quelli per la nuova scuola Skarabokkio in via Rigoni e per la Cittadella del Basket in via Togliatti, ma se ne potrebbero aggiungere tanti altri, purtroppo.

Come Gruppo di Associazioni riuniti ne La Voce del Miralfiore, precisiamo che non è una nostra impressione, e soprattutto non siamo “quelli del NO” a tutto: in questa nostra città gli alberi sono, quando va bene, solo dei graziosi ornamenti, e sono sempre e comunque sacrificabili a qualunque esigenza.

Da 4 anni a questa parte in città si è tagliato, abbattuto, eliminato. Dalla vegetazione lungo Genica e Foglia ai boschi del Miralfiore, dagli alberi nei giardini scolastici a quelli nei parchi urbani come il XXV Aprile, sacrificati questi ultimi per fare spazio ad un immenso basamento per un ponte di legno.

Non sappiamo se il politico e il tecnico (geometra o ingegnere) credano davvero a quello che dicono sempre “ ne ripiantiamo due volte tanti”. Sembra che non abbiano capito che le funzioni sistemiche degli alberi servono oggi, servono ora, perché è ORA, è OGGI che il clima ci sta imponendo estati roventi, lunghissime siccità, e mentre in tutto il resto del mondo si corre a piantare alberi dove prima non ce n’erano, noi stiamo abbattendo alberi che avevamo già, che erano adulti, quindi nel pieno esercizio delle loro funzioni sistemiche.

Ogni progetto in questa città comporta abbattimento di alberi. Ci chiediamo: in fase progettuale è stata contemplata la necessità di conservare gli alberi oppure sono stati considerati come meri ostacoli all’opera?

Perché noi non diciamo no alla ristrutturazione, diciamo no al sacrificio degli alberi. Poi il politico gioca sulla nostra obiezione alla distruzione degli alberi, accusandoci di non volere le opere. La nostra accusa è invece alla totale insensibilità di progettisti e amministratori pubblici. Se ad un progettista si impone il rispetto, se non di tutto, almeno di parte del patrimonio verde, ad opera finita non si dovrà attendere un trentennio per avere uno spazio esterno vivibile.

Concludiamo dicendo che abbiamo chiesto una urgente convocazione della Consulta per la Sostenibilità, con la presenza degli Assessori e dei Tecnici dei settori coinvolti, al fine di trovare possibili soluzioni che non prevedano sistematici abbattimento di alberi in fase di realizzazione di Opere Pubbliche. Speriamo di trovare ascolto!

Pesaro, 2 ottobre 2023

LA VOCE DEL MIRALFIORE