Associazione ambientalista

“COPPA FARO” NEL PARCO SAN BARTOLO

COMUNICATO STAMPA

“COPPA FARO” NEL PARCO SAN BARTOLO

Leggiamo stupiti le affermazioni del Presidente dell’Ente Parco San Bartolo Davide Manenti.

Il parco non ha subito danni dallo svolgimento di una gara di bolidi, dice il Presidente.

Se il rumore assordante si sentiva fino al quartiere di Pantano, questo viene considerato un danno, un fastidio, un insulto? O anche un reato sanzionabile visto che esistono norme che intendono limitare l’inquinamento acustico?

Ci ricordiamo che i parchi sono stati creati per scopi e motivi totalmente diversi. La conservazione dei beni naturali ed ambientali in senso lato, ma anche uno stile di vita, un modo di passare il tempo libero, un modo per riequilibrarsi.

Mentre le corse di moto, auto e go-kart si possono andare a vedere nei circuiti appositamente costruiti, e nessuno pretenderebbe mai di fermare una corsa per ascoltare il canto degli uccelli, in un parco naturale ogni attività che contrasti con gli scopi e gli obiettivi di territori –  che, rileggiamo la dicitura è Parco NATURALE regionale – dovrebbe essere bandita.

La promozione turistica? Il ritorno d’immagine? Certo, obiettivi condivisibili ma sempre e comunque, in ogni caso, solo all’interno della visione di cosa sia la natura, e quali siano le attività compatibili.

Una corsa di auto, seppur belle e storiche, NON LO E. Non è compatibile con un parco.

Non lo sarà mai, nemmeno se altri parchi commettono lo stesso errore. O forse a scuola si pretendeva la sufficienza piena perché lo stesso errore nel compito in classe lo avevano commesso anche altri? Cosa stiamo dicendo?

Dalla primavera all’autunno si combatte da decenni contro chi crede che la Panoramica sia una pista per correre con mezzi a motore. Con gravissimo nocumento e rischio di chi invece la usa, molto più propriamente, per correre a piedi, camminare, andare in bici.

Crede forse il presidente che con questo precedente si sia smorzata la voglia di usare questa bellissima strada per affrontare curve contromano a velocità folle? O non pensa che di fatto si legittima l’idea che del parco interessa solo la strada che lo attraversa per sentirsi tutti piloti da gara?

Le gare si fanno nei luoghi appositi, ogni luogo ha la sua vocazione e funzione, non si va la cinema per giocare a pallone e non si pretende di fare un picnic nel campo dello stadio Benelli.

Perché mai un territorio che si è meritato questo grado di riconoscimento e protezione dovrebbe essere svenduto, mercificato al ribasso per attività che possono e devono essere fatte nei luoghi deputati.

Non si confonda il successo di una iniziativa con gli obiettivi di un parco. Il presidente più di altri dovrebbe ricordare cosa sia un parco e perché viene istituito.

Pesaro, 16 ottobre 2018

 

LA LUPUS IN FABULA                     LEGAMBIENTE PESARO                  WWF PESARO

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