E’ la politica degli annunci.

Il 15 settembre scorso, dopo il volo di prova a bordo di un aereo da nove posti Beachcraft King Air 200 della compagnia privata Aelia Fligh Services, qualcuno tra i passeggeri (c’erano il D.g. Enac Alexander D’Orsogna, il deputato Fanese Mirco Carloni, il sindaco di Fano Luca Serfilippi, e il Ceo di Aelia Fligh Service Mario Marinelli) aveva ipotizzato il primo volo di linea a partire da aprile 2026. Ora la data è stata spostata a fine anno.

La realtà è un po’ più complessa delle chiacchiere. Per attivare un volo di linea dall’aeroporto di Fano con destinazione Roma Urbe, non basta individuare la compagnia aerea (SkyAlps?) ma serve attrezzare i servizi a terra, come una biglietteria, il check-in, e un servizio antincendio adeguato.

Fra l’altro, ci risulta che SkyAlps è una compagnia aerea boutique italiana con hub principale all’aeroporto di Bolzano, che opera con una flotta composta solo aeromobili turboelica De Havilland Dash 8-Q400 da 78 posti.

Ma ancora prima occorre verificare la convenienza del servizio, che deve mettere d’accordo la domanda e l’offerta. Considerando che da Falconara per Roma (Fiumicino) i voli ci sono già e che costano 90/100 euro a tratta, e che la compagnia aerea che vola su Fano non potrà beneficiare di aiuti pubblici per far quadrare i propri conti, la linea per Roma dovrà essere sostenuta da un numero adeguato di utenti tale da remunerare il volo ed avere un prezzo concorrenziale rispetto all’aeroporto regionale.

Quindi la domanda che sorge spontanea è se c’è uno studio, un piano industriale, che determini la fattibilità economica di un collegamento aereo regolare tra Fano e la capitale, considerando inoltre che lo scalo fanese resterà comunque un aeroporto a volo diurno.

Riguardo ai terreni comunali, esiste già su di essi il vincolo aeroportuale, quindi non si capisce perché il comune li debba cedere anche semplicemente in comodato gratuito per 99 anni.

Infine, l’asfaltatura della pista non è certamente una condizione indispensabile per l’inserimento di Fano nel nuovo modello di trasporto a corto raggio denominato Regional Air Mobility (RAM).

Siamo consapevoli che una pista pavimentata può migliorare la sicurezza nelle fasi di decollo e atterraggio, ma la spendita di 5 milioni di denaro pubblico dovrà essere giustificata da un serio studio di confronto tra costi e benefici. Tra i costi vanno sicuramente inclusi quelli a carico dell’ambiente e quelli sanitari, per cui il progetto della paventata asfaltatura andrà sottoposto al momento opportuno ad una attenta verifica di impatto ambientale.

Fano, 11/07/2026

Associazioni

La Lupus in Fabula odv

Fano – Unimar

Fiab – ForBici Fano

Pro Natura Marche