Associazione ambientalista

I PIOPPI CIPRESSINI DEL CAMPUS

I PIOPPI CIPRESSINI DEL CAMPUS

Lo spazio verde del Campus Scolastico è ultimamente caratterizzato da interventi ambientalmente molto discutibili. Qualche mese fa sono comparse alcune strisce d’asfalto, delle quali non si capisce neanche la logica, se non quella di cementificare un altro po’ di verde, fregandosene di tutta una progettazione partecipata con esperti, studenti e insegnanti delle scuole superiori che avevano elaborato un progetto per quell’area.

In questi giorni, c’è stato un ennesimo episodio di quella guerra dichiarata agli alberi dalle nostre amministrazioni: dopo il parco Miralfiore ed il Lungofoglia, stavolta è toccata alle tre file di pioppi cipressini che costeggiano via Nanterre.

Anche per loro c’è stata una di quelle potature radicali che indeboliranno quelle piante, che ne comprometteranno per sempre la forma e il loro aspetto estetico, che impediranno gran parte della loro funzione ecosistemica, vista la forte riduzione di chioma; che non regaleranno più una piacevole ombra alle centinaia di studenti che negli ultimi mesi di scuola dello scorso anno hanno fatto lezione all’aperto.

La motivazione è ovviamente quella della sicurezza: è caduto recentemente qualche pioppo (non in quell’area) che era secco o in cattive condizioni; invece di monitorare lo stato di salute delle singole piante e tagliare solo gli alberi malati si decide di potarli tutti drasticamente.   Andreste da un dentista che togliesse ad un paziente tutti i denti perché ne aveva uno cariato? Purtroppo gli alberi non si possono scegliere il dentista.

Peccato che le potature finiscano poi per rendere la pianta meno stabile e quindi paradossalmente più insicura: i nuovi rami hanno una consistenza del legno meno resistente ed una pianta che perde buona parte della sua chioma dismette in proporzione le sue radici.

La sensibilità degli amministratori e dei funzionari pubblici è tale che era stato chiesto inizialmente alla ditta di capitozzarli a 3 m. di altezza: non sappiamo a quale livello è stata presa questa decisione tra Amministrazione Provinciale e Aspes e quali siano le competenze in materia dei decisori.   Tra l’altro i pioppi cipressini sono particolarmente inadatti ad essere potati perché molto soggetti ad infiltrazioni di agenti patogeni.

Ovviamente l’Amministrazione Provinciale nel corso degli anni si è guardata bene dal ripiantare i numerosi alberi che si sono seccati (mancano all’appello ben 16 pioppi su 58) : di questo passo, siccome non sono alberi molto longevi, tra alcuni anni non si porrà il problema di potarli perché saranno già morti.

Mentre in ogni report scientifico sulla crisi climatica si ribadisce la necessità impellente di piantare alberi come una delle poche azioni realmente efficaci per catturare CO2 e per mitigare gli effetti del riscaldamento climatico, i nostri amministratori, oltre a non fare quasi niente in questo senso, continuano ad accanirsi contro gli alberi esistenti, spendendo tra l’altro soldi pubblici che potrebbero essere utilizzati per curare il patrimonio arboreo esistente ed implementarlo.

 Pesaro, 14 marzo 2022

La Lupus in Fabula

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