Associazione ambientalista

Rispunta il casello di Fano nord

COMUNICATO STAMPA

Rispunta il casello

Sono passati oltre sette anni dal parere negativo espresso dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio di Ancona sul progetto del casello di Fenile predisposto da Società Autostrade e quattro dalla bocciatura al Tar Marche del ricorso del comune di Fano contro il provvedimento ministeriale.

Dopo tutto questo tempo finalmente l’attuale Sindaco di Fano, ma anche l’ex sindaco Aguzzi (ora assessore regionale) si ricordano dell’impegno di Società Autostrade di realizzare un casello come opera compensativa alla terza corsia. Seri addirittura afferma che “la costruzione dello svincolo rappresenta la più semplice ed ecosostenibile infrastruttura di scambio tra la seconda e terza città delle Marche anche sotto tutte le altre principali componenti interessate (matrice economica, ambientale, temporale, sociale).

Sono anni che la Lupus sostiene che il miglior collegamento con Pesaro alternativo alla statale adriatica è l’autostrada e che renderla a più fruibile e “appetibile” può essere un casello a nord di Fano, collegato con le opere compensative. Ovviamente un nuovo progetto deve avere un impatto ambientale inferiore a quello respinto dalla Soprintendenza, ed essere finalizzato principalmente ai trasferimenti da e per Pesaro, quindi unidirezionale.

Ciò renderebbe superfluo anche il terzo tratto dell’interquartieri, verso Gimarra, perché buona parte dei traffici provenienti dall’interno della vallata del Metauro, e della parte ovest della città di Fano, potrebbero essere dirottati sull’Autostrada. Un “casellino” avrebbe un impatto ambientale e paesaggistico notevolmente inferiore al completamento dell’interquartieri e ad una eventuale complanare. Ciò che preoccupa però sono le voci che indicano il nuovo casello di Fenile nell’area che fino ad alcuni mesi fa era occupata dal cantiere di Soc. Autostrade, cioè a pochissimi metri dal centro abitato, ma distante tre km dalla Trave e dalla periferia di Fano.  Quindi una collocazione molto impattante sulla salute delle persone, sul consumo di suolo e sul paesaggio, e poco funzionale perché troppo lontana dalla città e della nuova viabilità compensativa.

Infine, è bene sempre evidenziare che una buona amministrazione che guarda al futuro e non alle convenienze politiche del presente, dovrebbe promuovere i progetti ed i provvedimenti che vanno nella direzione di ridurre il traffico privato e le emissioni climalteranti. Nuove strade non possono che aumentare traffico e inquinamento. Quindi occorre agire su altri fronti: potenziamento del trasporto pubblico, incentivazione della mobilità condivisa e a zero emissioni, modifica dei tempi di vita (lavoro, scuola, servizi, tempo libero), sostegno dello smart working, potenziamento della banda larga.

Non servono nuove strade, ma un nuovo modo di concepire la mobilità.

Fano, 06/02/2021

Il Consiglio Direttivo

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