Associazione ambientalista

FRONTONE BANDIERA VERDE FINTO

FRONTONE BANDIERA VERDE FINTO

In questi ultimi giorni il comune di Frontone si è guadagnato ampi spazi sui media locali per due notizie: ospitare la sede dell’Istituto per le Soluzioni sui Cambiamenti Climatici (I.C.C.S.); aver ricevuto il premio Bandiera Verde Agricoltura.

Relativamente alla Bandiera Verde, il comitato tecnico scientifico della Confederazione Italiana Agricoltori (C.I.A.) avrebbe premiato il comune di Frontone per “le capacità produttive e la difesa del territorio e dell’ambiente”, un riconoscimento, secondo Tagnani “che premia impegno e passione delle amministrazioni comunali che si sono succedute” merito dei tanti progetti che “sono rivolti a rivitalizzare Frontone e le aree interne per un reale sviluppo sostenibile e un territorio curato, vissuto, manutenuto” tanto che Frontone sarebbe un paese “green” da sempre, conosciuto come “Svizzera delle Marche” che da anni sta portando avanti importanti politiche per la salvaguardia del territorio  e uno sviluppo armonioso. Ma il massimo dell’esaltazione il sindaco di Frontone lo raggiunge quanto conclude dicendo che “la montagna oggi è il risultato del grande lavoro di veri uomini ambientalisti”.

Meno male che sono ambientalisti, sennò avrebbero raso al suolo il massiccio del Catria in un sol colpo!

Alla luce dello scempio ambientale concluso dall’attuale amministrazione, ma iniziato dalla precedente, sulle pendici del versante est dell’Acuto, per realizzare nuove piste da sci e nuovi impianti di risalita, ci chiediamo sulla base di quali criteri e valutazioni la CIA abbia attribuito la Bandiera Verde. Evidentemente non sono usciti dai loro uffici,  non hanno valutato il danno ambientale rappresentato dalla perdita di oltre otto ettari di faggete e  praterie secondarie, non hanno visto le frane già in corso o il materiale lapideo sceso a valle, non hanno notato gli squarci aperti, tra i 1200 e i 1450 metri di quota, su fustaie quasi centenarie, che hanno causato la frammentazione di habitat prioritari di interesse comunitario.

Ci piacerebbe sapere anche cosa pensa l’Università di Urbino, come componente scientifica del I.C.C.S. in merito agli interventi eseguiti: se sono utili a contrastare il riscaldamento climatico o ad aumentare la resilienza agli eventi estremi che saranno sempre più frequenti, se sono funzionali alla salvaguardia dell’ambiente, del paesaggio e della natura con uno sguardo alle generazioni future, se sono in linea con i principi ed i fondamenti del Codice Forestale Camandolese che è il valore etico di riferimento del lavoro ricerca e di studio avviato dal I.C.C.S.

Fano, 29/10/2020

 

La Lupus in Fabula

 

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