In occasione delle recenti audizioni presso la Regione Marche sul nuovo Piano Energetico Regionale, le Associazioni Ambientaliste Marchigiane hanno colto l’occasione per ribadire “la assoluta contrarietà alle trivellazioni, previste dallo “Sblocca Italia”, sia in terra che nel mare Adriatico, così come a qualsiasi inceneritore di rifiuti previsto sul territorio marchigiano e al gasdotto Brindisi Minerbio che tocca pure alcuni comuni delle nostre Marche”.

A tal fine le Associazioni hanno chiesto che il ricorso davanti alla Corte Costituzionale, deciso dal Consiglio Regionale delle Marche in data 14 Ottobre 2014 e dalla Giunta Regionale del 12 gennaio 2015, contro gli artt. 37 e 38 del DL 133/2014 del decreto Sblocca Italia, insieme ad altre regioni italiane (Veneto, Abruzzo, Campania, Lombardia e Puglia) sia portato avanti al fine di evitare l’attuale esproprio dei diritti degli enti locali e quindi dei cittadini a decidere dell’assetto del proprio territorio.

Infatti in questo modo si ledono le competenze legislative regionali previste dall’articolo 117 della Costituzione in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, oltre che quelle di governo del territorio, nonché le competenze amministrative delle Regioni in base al principio di sussidiarietà stabilito nell’articolo 118 della Costituzione.

Tale pericolo fu denunciato già il 24 settembre 2014 quando a Roma, in una conferenza stampa che vide insieme le principali associazioni ambientaliste nazionali, (CTS – ENPA – FAI – Greenpeace – Legambiente – LIPU – Mountain Wilderness – Pro Natura – Salviamo il Paesaggio – Touring Club Italiano – WWF) ancor prima della approvazione dello “Sblocca Italia” il testo del decreto fu ritenuto “inaccettabile nei suoi contenuti per gli effetti devastanti che si prospettano per il territorio, per l’economia stessa del Paese e per i suoi profili di illegittimità costituzionale. Una formulazione che continua a vedere nella cementificazione, nello sviluppo infrastrutturale e nello sfruttamento delle risorse ambientali il solo motore di sviluppo della nazione”.

Le associazioni ambientaliste marchigiane auspicano pertanto che la contestazione allo “Sblocca Italia” superi ogni confine di natura partitica ed unisca tutti i cittadini seriamente preoccupati del nostro ambiente, senza scopi di parte.

Un esempio è la mozione unitaria approvata alla unanimità dal Consiglio Comunale di Ancona.

 

Comitato NoTubo Abruzzo Marche Umbria, FAI Marche, Forum Paesaggio Marche, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra Marche, Legambiente Marche, Lupus in Fabula, Pro Natura Marche, Terra Mater, WWF Marche

 

Ancona, 1 ottobre 2015