COMUNICATO STAMPA
La “palazzopoli” fanese
Quasi un anno fa abbiamo lanciato un allarme alla vista di un rendering che mostrava l’ennesimo edifico di quattro piani che sarebbe stato costruito al posto di una villa Liberty sita all’incrocio tra IV Novembre e Via Canale Albani, attigua al “palazzo di vetro”.
Avevamo chiesto al sindaco Serfilippi di intervenire apportando modifiche al P.r.g., allora in corso di approvazione (è stato approvato con DCC n. 195 del 18/12/2025) apponendo dei vincoli di conservazione volumetrica alle ultime ville presenti nella cerchia urbana a valle dell’autostrada.
Nulla in tal senso è stato attivato e quindi la villa in parola è stata demolita pochi giorni fa insieme agli accessori edili ivi presenti e al verde (alberi e cespugli) che costituiva il giardino. La stessa sorte è capitata ad un’altra villetta in un lotto in Via Roma, su cui ora campeggia un condominio in via di ultimazione. La sostituzione edilizia di edifici a più piani in luogo di case singole non è un fenomeno recente: si è iniziato con le ville adiacenti al Centro storico e in zona Lido. Ma nel 1995 l’allora sindaco Carnaroli, su sollecitazione dei Verdi, portò in consiglio comunale una variante e bloccò la demolizione delle ville residue. Ma la speculazione edilizia non si è fermata: ha preso di mira le ville con parco della prima periferia (zona Don Gentili, Ospedale, Paleotta, Via Kennedy ecc) che non erano state vincolate, sfruttando tutte le potenzialità degli indici date dal PRG Aguzzi e dal c.d. Piano Casa. Pertanto, al posto di una abitazione che ospita una o due famiglie, vengono eretti condomini a più piani che utilizzano tutta la superficie del lotto. Queste sostituzioni edilizie sono vantaggiose per i costruttori e per i proprietari degli immobili che vengono alienati, ma sono un guaio per il resto dei cittadini. Primo, perché quasi sempre comportano la demolizione anche del verde privato, che in alcune zone è l’unico verde esistente. Pertanto, spariscono alberi e/o siepi di grandi dimensioni e si copre di cemento l’intero lotto. In secondo luogo, si va ad appesantire notevolmente anche la viabilità e la sosta, perché con il numero di appartamenti si moltiplicano anche le auto, senza nessun aumento della dotazione di standard pubblici.
A tutto ciò occorre aggiungere la gravissima perdita di tipologie edilizie che hanno un centinaio d’anni, che spesso contengono elementi di pregio e che rappresentano la memoria dello sviluppo della nostra città.
Ci auguriamo a questo punto che con il nuovo PUG la Giunta voglia salvaguardare con un censimento, analogamente a quanto fatto per le case rurali, le ultime villette rimaste, sperando che non sia troppo tardi.
Associazione La Lupus in Fabula odv
Fano, 23/09/2025


