![]() Sito ufficiale dell'associazione Lupus in Fabula ONLUS Via Pandolfo III Malatesta, 2 61032 Fano (Pesaro e Urbino) |
La Lupus in Fabula Onlus è una tra le più
attive associazioni ambientaliste di volontariato presenti nella provincia
di Pesaro e Urbino. Si occupa di ecologia e ambiente, attraverso varie
attività di informazione, educazione, proposta e denuncia. Chi è interessato ad avere maggiori informazioni sull'associazione o desidera avere le nuove felpe, le torce ecologiche, le buste in cotone per la spesa, ed altri gadgets può telefonare al numero 334/3115150 Se condividi lo spirito della nostra associazione, sostienici e iscriviti alla Lupus! E anche se non sei socio, puoi restare comunque sempre aggiornato sulle nostre iniziative. Iscriviti subito alla Newsletter di Lupus in Fabula! |
"E' Naturale...." torna a Settembre .
Stiamo preparando il nuovo calendario che come sempre sarà ricchissimo di appuntamenti.
A presto!
Buona Estate a tutti!!
Il deputato catalano Raül Romeva i Rueda, del Gruppo Verdi/A.L.E., ha presentato il 20 luglio 2010 un'interrogazione prioritaria al Parlamento europeo chiedendo quali iniziative intenda adottare la Commissione europea nei confronti del progetto Snam di gasdotto "Rete Adriatica".
Il deputato verde europeo ha evidenziato le caratteristiche pesantemente impattanti del progetto: la lunghezza complessiva di km. 687 (tubazione di diametro 1.200 mm. a mt. 5 di profondità, servitù di mt. 40), un unico tracciato dal Sud (Massafra, Prov. Taranto) fino all'Italia settentrionale (Minerbio, Prov. Bologna). Un progetto suddiviso in cinque tronconi (Massafra-Biccari; Biccari-Campochiaro; centrale di compressione Sulmona; Sulmona-Foligno; Foligno-Sestino; Sestino-Minerbio) che attraversa ben dieci Regioni (Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria, Marche, Toscana, Emilia-Romagna), interessando aree di rilevante importanza naturalistica (3 parchi nazionali, 1 parco naturale regionale, 21 siti di importanza comunitaria), aree a gravissimo rischio sismico (Abruzzo, Umbria, Marche) e idrogeologico, senza che sia stato effettuato un unico procedimento di valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337CEE e n. 97/11/CE) come richiesto da normativa e giurisprudenza comunitaria (vds. es. Corte di Giustizia CE, Sez. II, 28 febbraio 2008, causa C-2/07) né una procedura di valutazione ambientale strategica (direttiva n. 01/42/CE).
Avverso tale progetto è stato presentato ricorso alla Commissione europea (25 giugno 2010) da amministrazioni pubbliche (Province di Pesaro-Urbino e di Perugia, Comunità Montana Catria e Nerone, Comune di Gubbio), associazioni ecologiste (Gruppo d'Intervento Giuridico, Comitato "No Tubo", Federazione nazionale Pro Natura, WWF, Italia Nostra, Mountain Wilderness, Comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona, Comitato civico Norcia per l'ambiente, La Lupus in Fabula) e venatorie (Arci Caccia - Perugia).
Il deputato verde Raül Romeva i Rueda ha chiesto alla Commissione europea quali iniziative intenda assumere in rispetto della normativa comunitaria per ricondurre l'Italia alla corretta applicazione delle direttive europee in materia di valutazione di impatto ambientale (nn. 85/337/CEE e 97/11/CE), di valutazione ambientale strategica (n. 01/42/CE) e di tutela degli habitat naturali e semi-naturali (n. 92/43/CEE). Un'importante iniziativa di controllo parlamentare a sostegno delle legittime richieste di Enti locali, associazioni e comitati ecologisti nazionali e territoriali per la salvaguardia dell'Appennino, dei valori naturalistici, paesaggistici e del tessuto economico-sociale delle collettività locali interessate.
Stefano Deliperi ulteriori informazioni su http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it
La foto è tratta dal blog del Comitato "No Tubo"
La Corte Costituzionale ha bocciato la legge 215 del 9 giugno 2010, la legge che permetteva il ritorno all'energia nucleare nel nostro paese (sentenza numero 215 del 9 giugno 2010).
Questa legge - ha commentato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - era stata fortemente voluta dal presidente del Consiglio e dall'ex ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola. Era considerata uno dei fiori all'occhiello del governo nazionale.
La Corte Costituzionale fa giustizia cassandola, restituendo agli enti locali, ed in particolar modo alle regioni, la facolta' di appoggiare o rigettare integralmente le scelte operative e territoriali dell'esecutivo nazionale in materia di energia nucleare.
Finisce anche ogni possibilita' di commissariamento, essendo stata dichiarate illegittima ogni urgenza in materia.
Numerosi erano stati i ricorsi presentati, anche dalla Regione Puglia - ha precisato Vendola - ma avevamo anche ricordato al Governo che sarebbe stato possibile costruire centrali nucleari in regioni come la Puglia soltanto facendo ricorso ai carri armati. La Consulta - ha proseguito Vendola - ha restituito dignita' al rapporto tra Stato e Regioni, reso impraticabile dall'arroganza del governo nazionale che voleva - in sintonia con non meglio precisati interessi privati anche stranieri - trasferire in Italia tecnologie vecchie e pericolose e costosissime sotto ogni punto di vista e soprattutto per la gestione futura di scorie e siti contaminate. Rimarremo vigili - ha concluso il presidente - perche' ci aspettiamo altre sorprese. Molti sono gli interessi in gioco: noi tuteleremo solo il nostro territorio e i nostri cittadini.

