{"id":9323,"date":"2026-08-31T22:18:50","date_gmt":"2026-08-31T21:18:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=9323"},"modified":"2026-08-31T22:18:50","modified_gmt":"2026-08-31T21:18:50","slug":"riflessione-di-andrea-fazi-le-categorie-professionali-e-la-ristrettezza-degli-orizzonti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=9323","title":{"rendered":"Riflessione di Andrea Fazi: Le categorie professionali e la ristrettezza degli orizzonti."},"content":{"rendered":"<p><strong>Le categorie professionali e la ristrettezza degli orizzonti.<\/strong><\/p>\n<p>Si parla del Global Warming da decenni, i primi allarmi risalgono agli anni 50, ma sono stati gli anni 80 e 90 a vedere l\u2019impegno crescente a denunciare la situazione e chiedere decisioni fondamentali. Gli incontri chiamati COP sono cominciati nel 1995, una delusione continua rispetto agli impegni sottoscritti (poi regolarmente disattesi) ed agli annunci teorici.<\/p>\n<p>Un ns politico che deve leggere molto poco oltre alla Gazzetta Sportiva, ha sostenuto in un evento che se il clima italiano diventer\u00e0 come quello caraibico, gli italiani si abitueranno, del resto ai Caraibi la gente vive bene. Per lui, e per l\u2019intera classe politica \u2013 non solo italiana \u2013 la questione climatica \u00e8 ristretta al termometro, \u00e8 solo questione di caldo. Fa pi\u00f9 caldo, far\u00e0 pi\u00f9 caldo, che male c\u2019\u00e8, abbiamo i condizionatori, e poi ci abitueremo\u2026Lasciamo perdere i negazionisti, tra cui inseriamo anche i complottisti che vedono trame oscure praticamente anche nelle eclissi, chi ricopre posizioni di responsabilit\u00e0 \u00e8 quasi sempre in mala fede, non vuole che si metta in dubbio il modello di consumi e stili di vita. Chi invece non ha alcun interesse perch\u00e9 non \u00e8 petroliere nega la responsabilit\u00e0 umana in questo riscaldamento rapidissimo, molto superiore alle previsioni, per diversi motivi: l\u2019Uomo non pu\u00f2 essere chiamato alla barra degli imputati, l\u2019Uomo deve poter fare del Pianeta quello che vuole, lo status quo non si discute, e poi c\u2019\u00e8 la paura, ammettere che la situazione \u00e8 drammatica crea ansia e angoscia, meglio pensare che andr\u00e0 tutto bene, che \u00e8 solo una alterazione passeggera, che non dobbiamo cambiare niente\u2026Come si posizionano le categorie professionali che inevitabilmente sono connesse al clima?Stamattina sulla stampa locale l\u2019allarme dei pescatori che cominciano ad incontrare le mucillagini. Esplosioni algali correlate con la temperatura dell\u2019acqua, col poco moto ondoso, con i nutrienti disciolti.<br \/>\nAllarme per la pesca.<br \/>\nDa settimane il comparto agricolo lamenta i danni causati dalla siccit\u00e0 e dal caldo. Ed anche quando arrivano i temporali spesso hanno carattere distruttivo, e la grandine distrugge le vigne.<br \/>\nGli allevatori lamentano che nei pascoli alti ci sia penuria di acqua per il bestiame.<br \/>\nTutti a lamentarsi per gli effetti del riscaldamento.<br \/>\nMa dove sono quando l\u2019ambientalismo, odiato tanto dal politico quanto dalle categorie che non vogliono nessun vincolo alla loro attivit\u00e0, spiega che ogni cosa \u00e8 collegata a tutte le altre, in questo nostro mondo, che se le acque marine si scaldano cambiano le condizioni di vita per gli habitat e le specie, che quindi la pesca dovr\u00e0 fare i conti con questi cambiamenti, spiega che senza un certa piovosit\u00e0 la terra si asciuga e le piante che hanno necessit\u00e0 di una certa disponibilit\u00e0 di acqua nei terreni ne soffrono, spiega che se captiamo ogni fonte e ogni sorgente in montagna per saziare l\u2019inesauribile avidit\u00e0 di acqua della costa la montagna si asciuga, che senza piogge anche gli invasi possono risultare insufficienti.<br \/>\nInvece di tesaurizzare l\u2019acqua piovana permettendo ai fiumi di ricaricare le falde continuiamo a velocizzare i corsi d\u2019acqua, per questa idea di \u201cpulito\u201d che vede nel fiume solo un canale che deve portare via l\u2019acqua il pi\u00f9 velocemente possibile. Nell\u2019agire cos\u00ec si scorda che le direttive europee stabilirebbero di rinaturalizzare i corsi d\u2019acqua, non soltanto per dare spazio alla natura ma anche per capitalizzare la piovosit\u00e0.<br \/>\nIl pescatore chieder\u00e0 l\u2019intervento pubblico a sostegno della categoria, lo stesso fanno gli agricoltori, lo stesso fa chiunque riceva danni da quello che accade. Ora gli albergatori producono una class action per ottenere dagli enti gestori il rimborso degli utili non realizzati a causa delle rotture dell\u2019acquedotto. Che \u00e8 vecchio di 50 anni e lo era anche prima delle rotture e lo sar\u00e0 anche domani, ma nessuno ha mai pensato che i soldi degli utili derivati dalla fornitura di acqua avrebbero dovuto essere spesi in quella azione che ogni azienda sa di dovere progettare: in economia si chiama ammortamento l\u2019accantonamento degli utili per riacquistare mezzi e strumenti obsoleti, quando inevitabilmente arrivano a fine servizio.<br \/>\nPer decenni abbiamo solo pensato a quante altre risorse idriche reperire, senza cambiare il consumo individuale, collettivo, industriale, agricolo. Siamo fortunati, fino a che il pozzo del Burano avr\u00e0 acqua da prelevare possiamo non cambiare niente, non spendere niente, non progettare e programmare niente. Il tesoretto lasciato dal nonno aiuta la famiglia a sbarcare il lunario, ma fino a quando? Una famiglia saggia sa che non pu\u00f2 farne conto per sempre.<br \/>\nLa grande trovata del politico che ha nella punta del naso l\u2019orizzonte pi\u00f9 lontano \u00e8 pensare a nuovi invasi.<br \/>\nGrandi spese e risultati sempre inferiori alla spesa e alle aspettative pur di non mettere mano a qualcosa di strutturale, di profondo, di radicale.<br \/>\nSperiamo nelle piogge, speriamo che non siano devastanti pur sapendo che con ogni probabilit\u00e0 lo saranno, \u00e8 una questione di energia: nel sistema ce n\u2019\u00e8 una quantit\u00e0 immensa, che non si ancora scaricata e che continua ad accumularsi: una cosa \u00e8 andare a sbattere contro un muro ai 20 km orari e un\u2019altra ai 100..<br \/>\nOgnuno per se e Dio per tutti, \u00e8 il comportamento degli individui, delle categorie, prontissimi a chiedere i danni e chiedere aiuti dell\u2019ente pubblico, come se esistesse una fonte inesauribile di denaro per ogni richiesta.<br \/>\nQuando il politico afferma che non \u00e8 un problema se diventiamo come i Caraibi, qualcuno potrebbe mostrargli i fiumi ridotti a rigagnoli? La terra riarsa e spaccata? Potrebbe mostrargli la conta dei danni economici di questa conversione del clima?<br \/>\nMa in ultima analisi il politico \u00e8 lo specchio della popolazione, sono due facce della stessa medaglia: la responsabilit\u00e0 resta collettiva, qualunque posizione si abbia.<br \/>\nL\u2019ambientalismo non ha avuto pescatori, agricoltori, allevatori, industriali, politici, al proprio fianco quando chiedeva cambi di passo, cambi di atteggiamento, cambi di paradigma, perch\u00e9 vedeva il futuro &#8211; che inevitabilmente arriva &#8211; e capiva il rischio.<br \/>\nNon sono venuti gli alieni a costringerci a disturbare il clima, lo abbiamo fatto in piena e assoluta coscienza e autonomia, la libert\u00e0 di danneggiare il sistema da cui dipendiamo.<\/p>\n<p>Non possiamo incolpare nessuno se non noi stessi.<br \/>\nMa ancora siamo capaci solo di lamentarci, di esigere il risarcimento dei danni\u2026.<br \/>\nQuest\u2019anno l\u2019overshoot day \u00e8 caduto il 30 luglio, significa che da un quasi un mese siamo a debito e stiamo ipotecando le risorse future pur di non diminuire i ns consumi.<\/p>\n<p>Andrea Fazi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le categorie professionali e la ristrettezza degli orizzonti. 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