{"id":9149,"date":"2026-01-19T19:13:22","date_gmt":"2026-01-19T18:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=9149"},"modified":"2026-01-19T19:13:22","modified_gmt":"2026-01-19T18:13:22","slug":"lupi-in-citta-dalla-politica-solo-falsita-e-soluzioni-populiste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=9149","title":{"rendered":"LUPI IN CITTA\u2019: DALLA POLITICA SOLO FALSITA\u2019 E SOLUZIONI POPULISTE!"},"content":{"rendered":"<p><strong>LUPI IN CITTA\u2019: DALLA POLITICA SOLO FALSITA\u2019 E SOLUZIONI POPULISTE!<\/strong><\/p>\n<p>In merito alla interrogazione del Vicepresidente del Consiglio Regionale Giacomo Rossi sugli avvistamenti di lupi nei centri abitati, nella quale si dichiara che <em>\u201cl\u2019Assessore Bugaro ha gi\u00e0 contattato i sindaci anche tramite i Prefetti, comunicando la possibilit\u00e0 di attuare il protocollo ISPRA che prevede la cattura di esemplari in caso di casistiche problematiche ed il consecutivo rilascio in aree idonee\u201d<\/em>, non si fa altro che ingannare i cittadini ed illuderli con soluzioni vane ed irrealistiche. Innanzitutto perch\u00e9 il lupo, malgrado il suo declassamento, resta comunque una specie protetta e quindi non possono essere i Sindaci, i Prefetti e neppure le singole Regioni a poter decidere se, come e quando \u201ccatturare\u201d eventuali esemplari di lupo su un dato territorio e trasferirli in altre \u201caree idonee\u201d. In secondo luogo, perch\u00e9 quello stesso territorio, che pu\u00f2 comprendere anche centri abitati, \u201cliberato\u201d dai lupi, verrebbe in brevissimo tempo rioccupato da un altro branco di lupi! La dimensione del territorio di un branco di lupi (un branco \u00e8 composto da 5 o 6 lupi al massimo) sugli Appennini varia tra i 120\/200 km\u00b2 e la sua ampiezza dipende soprattutto dalla disponibilit\u00e0 di prede. Ogni branco delimita con feci ed urine il suo territorio, ed uccide qualsiasi lupo estraneo osi entrarvi, quindi se si spostasse o si eliminasse il branco \u201coccupante\u201d, quel territorio verrebbe subito rioccupato da un altro branco di lupi. Non \u00e8 vero, inoltre, che la popolazione del lupo in Italia sia in \u201cgrande espansione\u201d. Un branco di lupi, infatti, \u00e8 composto da una coppia \u201cAlfa\u201d, l\u2019unica che si riproduce e da due o tre figli della coppia. Il lupo si riproduce una volta all\u2019anno e da una coppia di lupi nascono da 2 a 6 cuccioli, la met\u00e0 dei quali, in media, non sopravvive all\u2019anno successivo. I cuccioli che sopravvivono rimangono con la madre e con il branco per uno o due anni al massimo, poi vengono allontanati e vanno in dispersione alla ricerca di nuovi territori e di questi lupi, mediamente, ne sopravvivono solo 1 su 4. Ogni anno, inoltre, si stima che tra i 200 e i 500 lupi in Italia muoiano uccisi da fucilate, veleno, trappole o investiti dalle auto. Quindi \u00e8 praticamente impossibile che il loro numero aumenti, anzi, \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che esso diminuisca! Considerando che nell\u2019ultimo monitoraggio del 2021 l\u2019ISPRA ha censito la presenza di circa 3.300 lupi in tutta Italia, si comprende quando sia bassa la sua densit\u00e0 sul territorio italiano e come il lupo abbia ormai saturato completamente il suo \u201careale\u201d in Italia, rioccupando quasi totalmente il proprio territorio \u201cstorico\u201d da cui era stato sterminato alla met\u00e0 degli anni \u201870 del secolo scorso. Non \u00e8 assolutamente vero poi che il lupo predi preferibilmente animali di allevamento o domestici e che questo tipo di predazioni siano in aumento. La dieta del lupo \u00e8 infatti rappresentata per oltre il 70% dal cinghiale, di cui preda gli individui pi\u00f9 giovani, contribuendo quindi a farne \u201cinvecchiare\u201d la popolazione dell\u2019ungulato, stabilizzandola in numeri tollerabili nei territori da esso controllati. Questo \u00e8 dimostrato dagli ultimi dati disponibili sugli abbattimenti dei cinghiali nella caccia \u201cprogrammata\u201d e di \u201ccontrollo\u201d, che confermano un netto calo della popolazione del cinghiale, proprio grazie al fondamentale ruolo del lupo al vertice della piramide alimentare! Per un altro 25% la sua dieta \u00e8 composta dagli altri ungulati (caprioli, cervi, daini ecc\u2026) e dalla nutria, specie alloctona ed invasiva, mentre meno del 5% \u00e8 rappresentato da animali di allevamento e di affezione, che vengono predati esclusivamente perch\u00e9 lasciati incustoditi e senza cani da guardiania (pastori abruzzesi) o senza efficaci misure di protezione. La maggior parte degli episodi di predazione di animali di affezione, che vengono enfatizzati dai social e dalla stampa, sono in realt\u00e0 delle \u201cfake news\u201d, frutto della campagna terroristica e di demonizzazione di cui il lupo \u00e8 fatto oggetto ormai da decenni! Come pure non esiste alcun \u201cpericolo\u201d per l\u2019uomo a causa del lupo, essendo esso un animale schivo, intelligente e non aggressivo verso la specie umana, perch\u00e9 ne ha paura e quindi la evita accuratamente. In definitiva, quindi, il problema non \u00e8 il lupo che \u201cinvade\u201d la citt\u00e0, ma \u00e8 la citt\u00e0 che \u00e8 diventata \u201cattrattiva\u201d per la fauna selvatica. La causa principale \u00e8 rappresentata dalla caccia in braccata al cinghiale, che disperde i branchi dei cinghiali, soprattutto i giovani, scacciandoli dai loro habitat naturali (boschi appenninici, macchie ecc&#8230;) costringendoli a rifugiarsi nei centri abitati, dove trovano cibo in abbondanza (discariche, rifiuti ecc&#8230;), ma soprattutto protezione, perch\u00e9 nelle citt\u00e0 la caccia \u00e8 vietata. Ed essendo il cinghiale la preda principale del lupo, esso ne segue le orme e lo ritroviamo quindi in citt\u00e0! Riassumendo, le soluzioni serie e responsabili da adottare per evitare di avere lupi ed altri animali selvatici in citt\u00e0 sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Vietare la caccia in braccata al cinghiale su tutto il territorio regionale;<\/li>\n<li>Effettuare una gestione seria dei rifiuti da parte dei Comuni, soprattutto nelle aree periferiche e collinari;<\/li>\n<li>Evitare di alimentare artificialmente il lupo, per non renderlo confidente con l\u2019uomo,<\/li>\n<li>Effettuare campagne di informazione rivolte ai cittadini sul comportamento da tenere in caso di incontri con i lupi;<\/li>\n<li>Fornire un sostegno concreto agli allevatori, dotandoli di recinzioni adeguate, cani da guardiania e misure di protezione, che hanno dimostrato di funzionare se applicate correttamente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che chiedono anche l\u2019ISPRA, il mondo scientifico, i progetti europei sulla coesistenza. Ed \u00e8 su questa strada che una Regione responsabile dovrebbe muoversi, senza cavalcare la \u201cpaura\u201d dei cittadini e sostenere soluzioni \u201cpopuliste\u201d ed irrealistiche, con il serio rischio di alimentare conflitti sociali ancora maggiori. Il compito della politica e delle istituzioni dovrebbe essere quello di dire la verit\u00e0 ai cittadini e di spiegare che la convivenza con la fauna selvatica \u00e8 possibile, ma che richiede il rispetto di regole, comportamenti corretti, investimenti e non soluzioni \u201cfacili\u201d ed irrealizzabili!<\/p>\n<p>15 Gennaio 2026<\/p>\n<ul>\n<li>Associazione Amici Animali Osimo<\/li>\n<li>ENPA \u2013 Ente Nazionale Protezione Animale<\/li>\n<li>LAC \u2013 Lega per l\u2019Abolizione della Caccia<\/li>\n<li>LAV \u2013 Lega Antivivisezione<\/li>\n<li>LIPU \u2013 Lega Italiana Protezione Uccelli<\/li>\n<li>Associazione La Lupus in Fabula<\/li>\n<li>WWF World Wide Fund for Nature<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LUPI IN CITTA\u2019: DALLA POLITICA SOLO FALSITA\u2019 E SOLUZIONI POPULISTE! 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