{"id":7546,"date":"2021-06-21T11:47:49","date_gmt":"2021-06-21T10:47:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7546"},"modified":"2021-06-21T11:47:49","modified_gmt":"2021-06-21T10:47:49","slug":"sulla-questione-protocollo-cinghiali-ci-sono-anche-gli-ambientalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7546","title":{"rendered":"SULLA QUESTIONE \u201cPROTOCOLLO CINGHIALI\u201d CI SONO ANCHE GLI AMBIENTALISTI!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>SULLA QUESTIONE \u201cPROTOCOLLO CINGHIALI\u201d CI SONO ANCHE GLI AMBIENTALISTI!<\/strong><\/p>\n<p>Abbiamo letto con interesse sulla stampa dell\u2019incontro che c\u2019\u00e8 stato ieri in Regione, tra l\u2019assessore regionale alla caccia Mirco Carloni, ed il comandante della Legione Carabinieri Forestali delle Marche, Giampiero Andreatta, sul problema del \u201ccontenimento\u201d dei cinghiali.<\/p>\n<p>La Giunta regionale,sulla questione \u201ccinghiali\u201d avrebbe predisposto un \u201cprotocollo d\u2019intesa\u201d da sottoscrivere, oltre che con i Carabinieri Forestali, che presenteranno delle osservazioni al testo proposto dalla Regione, anche con le Prefetture, le Polizie provinciali, gli ATC, l\u2019ANCI (ossia i Comuni) e le associazioni agricole e venatorie. Peccato che per questa bella ed importante iniziativa, la Regione si sia \u201cdimenticata\u201d di coinvolgere, oltre gli istituti scientifici, anche un altro \u201csoggetto\u201d interessato all\u2019argomento \u201ccinghiali\u201d: le associazioni ambientaliste ed animaliste, portatrici di interessi pubblici e non privati.<\/p>\n<p>Eppure, rammentiamo all\u2019assessore Carloni, che oltre 3 mesi orsono, il 10 Marzo 2021, le scriventi associazioni ambientaliste ed animaliste avevano inviato alla sua cortese attenzione, senza peraltro ricevere risposta, un elenco di 20 proposte\/richieste da recepire per il prossimo calendario venatorio 2021\/2022, delle quali almeno 4 riguardavano proprio una migliore gestione della specie cinghiale, la cui \u201cconduzione\u201d \u00e8 stata finora delegata dai politici ed amministratori, che se ne dovrebbero occupare trattandosi di fauna selvatica di \u201cpropriet\u00e0 dello Stato\u201d, agli ATC ed alle associazioni venatorie, con un evidente peggioramento della situazione.<\/p>\n<p>Apprezziamo che l\u2019assessore Carloni, sulla questione cinghiali, voglia ora \u201ccambiare pagina, con una collaborazione corale che non preveda solo abbattimenti selettivi, ma una serie di azioni che mettano in sicurezza le aree urbane e la circolazione stradale\u201d. Al tempo stesso per\u00f2, consapevoli che la gestione faunistica \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 scientifica e non venatoria, siamo fermamente convinti che la stesura di un protocollo d\u2019intesa in una materia cos\u00ec delicata non debba e non possa prevedere tra gli attori principali proprio quei soggetti che il \u201cproblema\u201d cinghiali lo hanno causato e che per decenni ne hanno beneficiato in termini ludici e soprattutto \u201ceconomici\u201d, ovvero gli Ambiti Territoriali di Caccia e le associazioni venatorie!<\/p>\n<p>Come associazioni ambientaliste ed animaliste, ribadiamo quindi all\u2019assessore Carloni ci\u00f2 che gli proponemmo a marzo, a partire dal vietare il prelievo del cinghiale nella forma della \u201cbraccata\u201d, in quanto si tratta della forma di caccia meno selettiva e pi\u00f9 gravemente impattante nei confronti di specie non target e per questo condannata duramente dalla comunit\u00e0 scientifica e dall\u2019ISPRA. I branchi dei cinghiali, infatti, sono dominati dalle femmine \u201cmatriarche\u201d, le quali sono le uniche che si riproducono, grazie all\u2019emissione dei feromoni, che inibiscono la fertilit\u00e0 delle femmine di rango inferiore. Durante le braccate al cinghiale, per\u00f2, vengono abbattute prevalentemente le femmine matriarche, creando quindi una disgregazione dei branchi, ed innescando una reazione \u201cliberatoria\u201d nelle altre femmine di rango inferiore, che andando in estro, si riproducono pi\u00f9 volte nello stesso anno, formando a loro volta altri branchi. Le braccate quindi, invece di contenere il<br \/>\nnumero dei cinghiali, ne provocano di fatto un aumento, ed una conseguente maggiore<br \/>\ndispersione sul territorio, determinando quindi, spesso in totale assenza di sistemi di una politica di prevenzione del danno e di protezione delle strade, possibili maggiori danni alle coltivazioni agricole, ed un maggior rischio di attraversamento delle strade da parte di ungulati.<\/p>\n<p>Inoltre, come prevede l&#8217;Art. 19 della Legge n. 157\/92, e fermo restando l\u2019assoluta priorit\u00e0 e obbligatoriet\u00e0 dei metodi ecologici per la prevenzione dei danni prima di procedere ad abbattimenti, si richiede che nella funzione di &#8220;controllo&#8221; del cinghiale, NON vengano utilizzati i cacciatori, senza alcuna specializzazione, ma personale abilitato allo scopo e che abbia obbligatoriamente frequentato dei corsi ed esami organizzati dalla Regione e non dagli ATC, con proprio personale e sulla base di programmi concordati con l&#8217;ISPRA.<\/p>\n<p>Chiediamo, inoltre, che sia reso incompatibile anche il ruolo delle Forze dell\u2019Ordine con quello della figura di \u201cselecontrollore\u201d ed un maggior coinvolgimento dell\u2019ISPRA e della comunit\u00e0 scientifica, anche quella, forse scomoda, che da tempo ha comprovato<br \/>\nl\u2019inutilit\u00e0 degli abbattimenti e la dannosit\u00e0 della caccia, prima causa della diffusione e<br \/>\ndell\u2019aumento dei cinghiali nel nostro Paese!<\/p>\n<p>15 Giugno 2021<\/p>\n<p>CAI &#8211; ENPA \u2013 Ente Zoofilo Ecologista \u2013 GRIG &#8211; Italia Nostra &#8211; LAC \u2013 La Lupus in Fabula \u2013 LAV \u2013 LIPU \u2013 Pro Natura &#8211; WWF Marche<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SULLA QUESTIONE \u201cPROTOCOLLO CINGHIALI\u201d CI SONO ANCHE GLI AMBIENTALISTI! 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