{"id":7419,"date":"2021-02-21T22:15:47","date_gmt":"2021-02-21T21:15:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7419"},"modified":"2021-02-21T22:15:47","modified_gmt":"2021-02-21T21:15:47","slug":"il-fenomeno-nimby-non-e-nel-nostro-giardino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7419","title":{"rendered":"Il fenomeno \u201cnimby\u201d non \u00e8 nel nostro giardino"},"content":{"rendered":"<p>Comunicato stampa<\/p>\n<p>Il fenomeno \u201cnimby\u201d non \u00e8 nel nostro giardino<\/p>\n<p>In un articolo del Sole 24 Ore della scorsa settimana si citano i progetti di Bio-digestione anaerobica di Pesaro (Talacchio)\u00a0 e Jesi,\u00a0 due tra i 160 tra gli impianti che, dal Piemonte alla Sicilia, sarebbero bloccati dai comitati \u201cnimby\u201d, per ragioni che vanno dall\u2019inquinamento, agli odori, dalla compromissione del paesaggio\u00a0 a danni nei confronti dell\u2019agricoltura di qualit\u00e0 o del turismo culturale.<\/p>\n<p>Utilizzare la categoria \u201cnimby\u201d per categorizzare qualunque opposizione a progetti oltre che scorretto \u00e8 pure falso; l\u2019acronimo sta per \u201cnot in my back yard\u201d, ovvero \u201cnon nel mio cortile\u201d, viene usato per screditare qualunque oppositore ed indica la contrariet\u00e0 a progetti basata esclusivamente sul fattore localizzativo, di difesa di uno specifico territorio, mentre le realt\u00e0 dei comitati sono molto pi\u00f9 variegate e le criticit\u00e0 evidenziate spesso di pi\u00f9 ampio spettro e multifattoriali. Inoltre, spesso il NO \u00e8 ben pi\u00f9 radicale di quello che si ferma strettamente alla dimensione localizzativa e le argomentazioni dimostrano la non necessit\u00e0 di costruire ancora mega-impianti, evidenziando dei S\u00cc ben pi\u00f9 importanti a progetti meno impattanti e migliori, nel nostro caso, ad esempio, orientati a progetti aerobici di piccola e piccolissima scala.<\/p>\n<p>Sembrerebbe, dall\u2019articolo, che in Italia ci sia una emergenza di impianti che trattino la parte putrescente e verde dei rifiuti domestici e che la paura o l\u2019ignoranza dei cittadini blocchino dei progetti indispensabili per ricavare energia e chiudere in maniera sostenibile il ciclo dei rifiuti.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 cos\u00ec che stanno le cose. Gran parte dell\u2019umido, in realt\u00e0, viene trattato in impianti esistenti, anche se in alcuni casi deve fare centinaia di chilometri, con aggravio di costi e di inquinamento. Ma allora perch\u00e9 questo proliferare di progetti di impianti di compostaggio prevalentemente anaerobici? Perch\u00e9 \u00e8 partita la gara a chi arriva prima a beneficiare dei lauti incentivi europei per la produzione di biometano da rifiuti. L\u2019economia circolare, e la produzione di energia a impatto zero, sono lo specchietto per le allodole per nascondere il business. Per questo in tutta Italia \u00e8 un fiorire di progetti su iniziativa privata (o pubblico-privata) per costruire mega impianti, senza che sia minimamente considerato il reale fabbisogno.\u00a0 Nelle Marche, ad esempio, a fronte di un fabbisogno impiantistico di 76 mila t. sono stati avviati procedimenti per autorizzare ben 7 progetti per un potenziale complessivo di 400 mila t.<\/p>\n<p>L\u2019assenza di Piani d\u2019Ambito (ovvero di una programmazione pubblica a livello provinciale) favorisce il \u201cfar west\u201d della caccia agli incentivi.\u00a0 Con la programmazione partecipata, attraverso lo strumento della V.A.S. prevista per i Piani, i cittadini potrebbero dire la loro su dimensionamento, localizzazione, e tecnologia impiantistica, e aiutare i decisori a trovare la soluzione migliore dal punto di vista ambientale, economico, sociale e della salute. Pertanto, il problema, come spesso accade, sono gli amministratori locali che non fanno bene il loro mestiere.<\/p>\n<p>Riguardo alla tecnologia, anche Zero Waste Italy, Zero Waste Europe e ISDE (l\u2019autorevole associazione dei medici per l\u2019ambiente) nel corso degli anni, pur non schierandosi pregiudizialmente contro la digestione anaerobica, ne hanno rilevato le criticit\u00e0 e l\u2019hanno ammessa come trattamento secondario, residuale, con precise prescrizioni e limitazioni, indicando quale via prioritaria quella della massimizzazione del recupero di materia, possibile soltanto tramite compostaggio aerobico. Considerando per\u00f2 il recente aspetto del business legato all\u2019incentivazione, che distorce la realt\u00e0 del trattamento dell\u2019organico e del verde, ISDE ha assunto una posizione (https:\/\/www.isde.it\/isde-replica-al-presidente-di-legambiente-ci-si-confronti-con-i-dati-scientifici-e-non-con-demagogia\/) ancor pi\u00f9 critica rispetto a questa tecnologia, molto simile a quella portata avanti dai comitati di cittadini.<\/p>\n<p>Inoltre, esistono anche articoli scientifici che sottolineano l\u2019importanza di rivedere le formule con cui si calcolano i benefici in termini di risparmio di CO<sub>2<\/sub>. In un recente articolo di ingegneri ambientali dell\u2019Universit\u00e0 di Reggio Emilia (<a href=\"https:\/\/www.ingegneriadellambiente.net\/ojs\/index.php\/ida\/article\/view\/257\">https:\/\/www.ingegneriadellambiente.net\/ojs\/index.php\/ida\/article\/view\/257<\/a>), si dimostra che se si considera il biometano prodotto quale sostituto del gas naturale fossile nella rete di distribuzione gi\u00e0 esistente, realizzando ricariche di vetture gi\u00e0 alimentate a metano (scenario pi\u00f9 verosimile rispetto a quello in cui si prevede la sostituzione di vetture a benzina\/gasolio in auto a metano) il vero risparmio di CO<sub>2<\/sub> sarebbe dimezzato, rendendo di fatto il biometano prodotto da FORSU insostenibile ai fini dei benefici degli incentivi fiscali e inutile in termini di vantaggio ambientale.<\/p>\n<p>Fano, 16\/02\/2021<\/p>\n<p>Il Consiglio direttivo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comunicato stampa Il fenomeno \u201cnimby\u201d non \u00e8 nel nostro giardino In un articolo del Sole 24 Ore della scorsa settimana si citano i progetti di Bio-digestione anaerobica di Pesaro (Talacchio)\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-7419","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7419"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7420,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7419\/revisions\/7420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}