{"id":7206,"date":"2020-09-19T11:37:03","date_gmt":"2020-09-19T10:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7206"},"modified":"2020-09-19T11:37:03","modified_gmt":"2020-09-19T10:37:03","slug":"domande-sulle-future-politiche-regionali-di-fronte-allemergenza-climatica-per-i-candidati-alla-presidenza-della-regione-marche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7206","title":{"rendered":"DOMANDE SULLE FUTURE POLITICHE REGIONALI DI FRONTE  ALL\u2019EMERGENZA CLIMATICA  PER I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE MARCHE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai chi governa \u00e8 chiamato ad agire con lungimiranza e piena coscienza.<\/p>\n<p>I cambiamenti climatici in atto, di cui quotidianamente vediamo gli effetti, toccano in maniera trasversale tutti gli aspetti della nostra economia e della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Un buon governo della Regione non pu\u00f2 prescindere dal tenere in considerazione, in ogni suo passo ed in ogni sua scelta che il clima sta cambiando, che dobbiamo con ogni mezzo rallentare questo cambiamento e che al contempo dobbiamo prepararci ed \u201cadattarci\u201d agli effetti che non possono pi\u00f9 essere evitati.<\/p>\n<p>Ci aspettiamo che la prossima amministrazione prenda con seriet\u00e0 questi aspetti, mettendo in atto azioni di governo forti ed efficaci. Anzi, non ce lo aspettiamo: lo pretendiamo perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo e non ci sono pi\u00f9 facili strade alternative da percorrere.<\/p>\n<p>Quello che chiediamo alla nuova amministrazione, qualunque essa sia, non sono facili proclami o fondi residuali da destinare a qualche iniziativa di facciata, ma scelte decise, che possano realmente fare la differenza.<\/p>\n<p>Per questo chiediamo che i cambiamenti climatici entrino come elemento concreto e portante in tutta la pianificazione e programmazione regionale, da quella sull\u2019assetto del territorio, a quella agricola, a quella forestale. Chiediamo che il risparmio energetico e il ricorso alle energie rinnovabili divengano pilastro dell\u2019economia regionale, con interventi strutturali nell\u2019industria e nell\u2019edilizia. Chiediamo che si sviluppi e si sostenga un nuovo modello di mobilit\u00e0. Chiediamo che l\u2019utilizzo delle risorse idriche venga pianificato nell\u2019interesse comune.<\/p>\n<p>Gli strumenti che la Regione ha per contrastare i cambiamenti climatici sono molti: vanno solo usati, ed usati bene. La nuova programmazione comunitaria porter\u00e0 nei nostri territori centinaia di milioni di euro. Nei cassetti regionali giacciono leggi, piani e regolamenti che, se indirizzati bene, potrebbero fare la differenza.<\/p>\n<p>Chiamiamo quindi a chi verr\u00e0 a governare di rispondere in maniera chiara e vincolante circa la volont\u00e0 di impegnarsi a mettere effettivamente come priorit\u00e0 i cambiamenti climatici e ad attivare quanto a sua disposizione per fare la differenza.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Risorse idriche<\/strong><\/p>\n<p>La prospettiva che ci viene offerta dalla questione climatica sottende la necessit\u00e0 di una presa di coscienza piena rispetto a situazioni da sempre emergenziali, tra cui la gestione e la condizione delle risorse idriche.\u00a0 Ad oggi il settore delle acque potabili, nella Regione Marche, appare poco governato: la mancata approvazione di un Piano Acquedotti Regionale,\u00a0 la mancata definizione dell\u2019elenco delle acque da considerare riserve strategiche (LR n. 5\/2006), sembrano essere solo alcuni tra gli esempi utili a dimostrare una certa\u00a0 disattenzione da parte dell\u2019Ente regionale.\u00a0 Le relazioni dell\u2019IPCC sui cambiamenti climatici sono chiare\u00a0 rispetto alla necessit\u00e0 di approntare nuove politiche in grado di prevenire e, nel caso, mitigare gli effetti\u00a0 dell\u2019innalzamento delle temperature.<\/p>\n<p>Allo scopo appaiono essenziali e non pi\u00f9 procrastinabili pianificazioni e azioni che seguano sostanzialmente cinque direttive di intervento:<\/p>\n<ul>\n<li>Reale attuazione delle disposizioni a tutela del territorio, nel suo insieme, e della quantit\u00e0\/qualit\u00e0 delle acque;<\/li>\n<li>Maggiori investimenti per lo studio del territorio (sottosuolo e soprasuolo);<\/li>\n<li>Risparmio della risorsa acqua (usi civili, industriali e agricoli)<\/li>\n<li>Contenimento degli sprechi (es. manutenzione e rinnovo rete acquedottistica)<\/li>\n<li>Gestione partecipata e democratica del Servizio Idrico Integrato.\u00a0 Chiamata fuori dal mercato e preminenza del pubblico sul privato attraverso la completa ripubblicizzazione della gestione dei servizi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A margine, vale anche\u00a0 la pena\u00a0 sottolineare il come rinnovare o rilasciare nuove concessioni per lo sfruttamento di acque minerali rappresenti una grave contraddizione. Le annose e ormai certificate difficolt\u00e0 di approvvigionamento, ad uso idropotabile,\u00a0 devono riaffermare il primato dei diritti fondamentali (accesso all\u2019acqua potabile)\u00a0 del cittadino rispetto al business e alle sue regole.<\/p>\n<p>Ora, tenuto conto di quanto sopra riportato,\u00a0 emerge forte l\u2019esigenza che l\u2019amministrazione si impegni:<\/p>\n<ul>\n<li>alla definizione e approvazione di un Piano Acquedotti\u00a0 in grado di affrontare le criticit\u00e0 prodotte dai cambiamenti climatici;<\/li>\n<li>alla realizzazione di studi sul territorio che siano anche in grado di localizzare e documentare, in maniera puntuale, lo stato delle acque sia in termini quantitativi sia qualitativi;<\/li>\n<li>all\u2019adozione di misure tese a favorire la ripubblicizzazione delle gestioni del Servizio Idrico Integrato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domanda<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Si impegna a ottenere un pieno recupero da parte della Regione delle proprie competenze in materia di risorse idriche (ad esempio esigendo che il risparmio e il contenimento delle perdite sia una priorit\u00e0 anche per le AATO e per i gestori del servizio idrico, ridefinendo e restringendo\u00a0 ruolo e competenze del\u00a0 Consorzio di Bonifica; ridimensionando strumenti come i Contratti di Fiume)?<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Rischi idrogeologici legati ai cambiamenti climatici<\/strong><\/p>\n<p>Le Marche sono da sempre soggette al rischio idrogeologico. Negli ultimi anni, i cambiamenti climatici e una gestione poco lungimirante del territorio hanno aumentato tali rischi, vedendo crescere il verificarsi di fenomeni estremi e le dichiarazioni di stato di calamit\u00e0. In varie situazioni la Regione ha dimostrato di non essere consapevole delle dinamiche evolutive dei rischi legate ai cambiamenti climatici. Prova ne \u00e8 che i pochi strumenti attivati per la gestione dei rischi idrogeologici sono \u201cstatici\u201d, e non tengono conto che la frequenza e\u00a0 l\u2019intensit\u00e0 di tali rischi stanno cambiando insieme al clima. Il Piano di assetto idrogeologico (PAI) pur prevedendo aggiornamenti, non tiene minimamente conto del potenziale incremento dei rischi legati alle variazioni nei regimi meteoclimatici e all\u2019aumento di frequenza degli eventi meteorologici estremi. La gestione del territorio, ed in particolare del reticolo idrografico, solo parzialmente di competenza diretta della Regione, \u00e8 un elemento portante nella prevenzione dei rischi. Tale gestione viene per\u00f2 spesso attuata in maniera frammentaria e con un\u2019ottica strettamente \u201cidraulica\u201d che sacrifica allo scorrimento delle acque ogni considerazione di carattere ecologico.<\/p>\n<p>Quello che servirebbe, e che \u00e8 nel potere (e nel dovere) di un\u2019amministrazione regionale fare, \u00e8 una coerente presa di coscienza dei problemi e la messa in atto di una gestione territoriale finalizzata alla riduzione a monte del rischio, con la realizzazione di azioni concrete di prevenzione. Normative di indirizzo per la pianificazione urbanistica (Comuni) e territoriale (Province), aggiornamento dinamico degli strumenti di pianificazione relativi ai rischi (PAI e pianificazione a livello di Bacino), indirizzi per una gestione sostenibile del reticolo idrografico principale e secondario, sono solo alcuni degli strumenti che permetterebbero ai nostri territori di essere pi\u00f9 \u201cresilienti\u201d rispetto ai rischi idrogeologici.<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong><u>Domande<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Si impegna a produrre e attuare per l\u2019intero territorio regionale strumenti di pianificazione del rischio concreti e dinamici, che tengano conto fattivamente dei cambiamenti climatici in atto?<\/em><\/li>\n<li><em>Si impegna a normare affinch\u00e9 la gestione territoriale del reticolo idrografico sia finalizzata alla riduzione dei potenziali rischi portati dai cambiamenti climatici (normative di indirizzo per i Comuni sulla pianificazione urbanistica e territoriale, aggiornamento dinamico degli strumenti di pianificazione relativi ai rischi e pianificazione a livello di Bacino)?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Adattamento del settore agricolo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019agricoltura genera un impatto significativo sull\u2019emergenza climatica per la quantit\u00e0 di emissioni di CO2 che produce sia direttamente che indirettamente a causa della deforestazione per ottenere nuove superfici coltivabili. A sua volta l\u2019agricoltura subisce molti effetti negativi dal surriscaldamento globale.\u00a0In ambito agricolo occorre agire da un lato in termini di mitigazione, riducendo la produzione dei gas serra (ad esempio eliminando i fertilizzanti chimici che producono il protossido di azoto, terzo gas serra, favorendo lo stoccaggio di carbonio nel suolo e attraverso le piante, riducendo drasticamente gli allevamenti intensivi); dall\u2019altro \u00e8 necessario attuare misure di adattamento attraverso la sperimentazione di variet\u00e0 colturali pi\u00f9 resistenti alla siccit\u00e0, a temperature pi\u00f9 elevate, a vecchi e nuovi parassiti.<\/p>\n<p>Bisogna quindi favorire l\u2019agricoltura biologica perch\u00e9 riduce le emissioni di CO2:\u00a0 \u00e8 fondamentale che la Regione Marche\u00a0 continui ad appoggiare le piccole imprese agricole dei produttori biologici e biodinamici e indirizzi la produzione agricola\u00a0verso una totale conversione al biologico al fine di far diventare la nostra Regione leader europeo in questo settore.<\/p>\n<p>Occorre che la politica agricola regionale sia guidata da una visione sistemica che metta in relazione i problemi legati all\u2019emergenza climatica con l\u2019erosione dei suoli, la desertificazione, la gestione dell\u2019acqua, la conservazione della biodiversit\u00e0, integrando nelle pratiche agricole, soluzioni basate sul rispetto delle leggi della natura, anche ripristinando gli ecosistemi gi\u00e0 danneggiati e non sulle logiche dell\u2019agricoltura industriale che non ha futuro.<\/p>\n<p><u>\u00a0<\/u><\/p>\n<p><strong><u>Domanda<\/u><\/strong><\/p>\n<p><em>Si impegna a porre\u00a0 limitazioni drastiche all\u2019uso dei fertilizzanti e\u00a0 pesticidi, \u00a0 attraverso specifici strumenti legislativi e incentivi per le buone pratiche, sostenendo anche concretamente la ricerca e la formazione in questo campo?<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Cibo e alimentazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La questione della produzione di cibo \u00e8 centrale nell\u2019affrontare i cambiamenti climatici. \u00c8 necessario agire sia sul piano dei consumi, in modo da ridurre le emissioni di gas serra dovute alla produzione di cibo in particolare di origine animale, che sul piano della sovranit\u00e0 alimentare: infatti gli esperti sostengono che\u00a0 con il tempo l&#8217;aggravarsi degli eventi estremi, l&#8217;insufficienza idrica e lo stress termico potranno innescare danni anche irreversibili all&#8217;agricoltura e ai sistemi agro- alimentari. Per questo diviene necessario ridurre ila dipendenza dalle importazioni (su cui inoltre c\u2019\u00e8 meno controllo da parte della cittadinanza e degli enti pubblici), riportando il pi\u00f9 possibile\u00a0 a livello locale sia la produzione che l\u2019intera filiera.\u00a0 Si rendono necessari, inoltre, la riduzione degli sprechi alimentari e del consumo di carne ed un incremento del consumo di prodotti di origine vegetale. La Regione stessa potrebbe essere fautrice di cambiamento in tal senso, offrendo un buon esempio nella strutture di sua competenza, aiutando le amministrazioni comunali a garantire mense con prodotti biologici attraverso adeguati finanziamenti e fornendo competenze tecniche. L\u2019amministrazione regionale pu\u00f2, inoltre, intervenire mettendo vincoli sempre pi\u00f9 stretti agli allevamenti, ed orientando la produzione agricola verso la produzione di cibo umano piuttosto che di alimenti destinati agli allevamenti intensivi di animali (siano questi nel territorio regionale o fuori Regione).<\/p>\n<p><strong><u>Domande<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Prenderete tutte le misure necessarie per ridurre gli sprechi alimentari, favorire l&#8217;uso di prodotti locali e biologici, partendo, proprio per dare un buon esempio, dalle strutture di competenza\u00a0 della Regione? In particolare, proprio per dare un segnale forte alla popolazione,\u00a0 siete disposti a cambiare radicalmente il men\u00f9 delle aziende\u00a0 ospedaliere, in un\u2019ottica sia di limitare l\u2019uso di cibi climalteranti ma anche di salvaguardare la salute?<\/em><\/li>\n<li><em>Sarete in prima linea per rendere la regione completamente libera da allevamenti intensivi, eliminando\u00a0 ogni possibilit\u00e0 di crearne dei nuovi ed invece favorendo il passaggio dagli allevamenti avicoli intensivi\u00a0 in allevamenti a terra o quant\u2019altro attraverso un adeguato\u00a0 supporto tecnico e finanziario?\u00a0 <\/em><\/li>\n<li><em>Siete disposti, per\u00a0 disincentivare l\u2019allevamento intensivo, ad orientare l\u2019agricoltura sempre pi\u00f9 verso la produzione\u00a0 per l\u2019alimentazione umana e non quella animale?\u00a0<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>Settore forestale<\/strong><\/p>\n<p>La foresta \u00e8 il primo agente di contrasto e contenimento riguardo ai cambiamenti climatici: assorbe immense quantit\u00e0 di carbonio atmosferico fissandolo nel legno e, soprattutto, nel suolo. I suoli forestali maturi quindi, sono enormi serbatoi di carbonio, che viene sottratto all\u2019atmosfera e smaltito nel modo pi\u00f9 \u201csostenibile\u201c possibile, ovvero inserendolo nel ciclo della vita, come nutriente per le piante stesse.\u00a0Inoltre, la relazione tra l\u2019acqua e la foresta \u00e8 diretta, essendo quest\u2019ultima in grado\u00a0 di conservare (e addirittura produrre) la propria acqua, che viene\u00a0 rilasciata in tempi lunghi, abbattendo in modo significativo i fenomeni di siccit\u00e0 e azzerando la disidratazione dei suoli. La presenza di foreste incide in maniera molto significativa\u00a0 sul clima, sia generale che locale. L\u2019irradiazione che riceve un terreno nudo rispetto ad un terreno forestato \u00e8 intuibilmente (ed esponenzialmente) diversa. Una foresta europea matura, con alberi alti, in estate contiene milioni di metri cubi di aria (buona) ad una temperatura sensibilmente inferiore da quella delle aree circostanti, influenzando cos\u00ec positivamente il clima delle aree limitrofe.<\/p>\n<p>Ricorrenti declamazioni da parte di giornalisti e di \u201cesperti\u201d, tendono ad accreditare l\u2019Italia quale \u201cpolmone verde d\u2019Europa\u201d. In realt\u00e0, sebbene nel dopoguerra la superficie boschiva sia aumentata considerevolmente, come reazione all\u2019abbandono delle montagne e delle aree collinari, il nostro paese ha tuttora una copertura boschiva inferiore alla media europea. E le Marche hanno una copertura forestale che \u00e8 di circa la met\u00e0 della media nazionale. Vi \u00e8 quindi spazio per creare nuove foreste e riempire gli spazi lasciati liberi da quella che, specie in quota, era un\u2019agricoltura di pura sussistenza. Ancora pi\u00f9 importante \u00e8 il restauro dei boschi gi\u00e0 esistenti, attualmente sottoposti a tagli industriali\u00a0 che, inducendo una fortissima selezione a vantaggio delle specie pi\u00f9 resistenti ai tagli rasi a ciclo continuo (cedui), riducono al minimo la biodiversit\u00e0, ed esasperano i fenomeni di erosione dei suoli. Tale conduzione \u00e8 peraltro in larga parte illegale, per la diffusa inosservanza delle leggi sulla sicurezza sul lavoro, gli inquadramenti contrattuali delle maestranze, l\u2019endemicit\u00e0 del sommerso nel settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domande.<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>E\u2019 d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di una diffusa opera di ampliamento e \u201crestauro\u201d forestale,\u00a0 riportando, ad esempio, i boschi cedui ad un pi\u00f9 consono, funzionale ed europeo status di \u201cfustaie\u201d, attraverso finanziamenti attivi su larga scala che riguardino i boschi pubblici ed anche quelli privati?<\/em><\/li>\n<li><em>Si impegna a normare affinch\u00e9 si impedisca qualsiasi intervento su vaste estensioni di bosco, destinandole alle sole funzioni di accumulatrici di carbonio atmosferico,\u00a0 generatrici di biodiversit\u00e0 e di paesaggio, produttrici di acqua, clima-protettori, anche riprendendo la campagna di demanializzazione, di fatto abbandonata con la costituzione delle regioni, mediante acquisizione pubblica di vaste aree a bosco, foresta e terreni marginali?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Trasporto pubblico<\/strong><\/p>\n<p>I trasporti sono tra le principali cause di emissioni di gas climalteranti a livello globale. Nelle Marche, il trasporto di persone e merci avviene principalmente su strada. La nostra regione ha una densit\u00e0 di strade e un rapporto veicoli\/abitanti superiore alla media nazionale*. Al contrario il sistema del trasporto pubblico locale \u00e8 frammentario, con poche infrastrutture e con servizi che non riescono ad essere competitivi rispetto alla comodit\u00e0 del mezzo proprio. Sistemi di trasporto alternativi e realmente sostenibili, non vengono concretamente incentivati e resi \u201cattrattivi\u201d per la popolazione. Un esempio ne \u00e8 la bicicletta, la cui diffusione su vasta scala, come sostituta di altri mezzi di trasporto, \u00e8 frenata dall\u2019assenza di piste ciclabili sicure e continuative. La Regione negli anni ha messo in atto interventi pi\u00f9 di facciata che di sostanza, con finanziamenti per il rinnovamento del parco auto del trasporto pubblico, qualche iniziativa per le auto elettriche e poco altro. Nonostante i recenti investimenti con i quali sono stati acquistati treni nuovi per le percorrenze interne, tuttavia questi continuano a marciare con\u00a0 motori alimentati a fonti fossili e la chiusura di alcune tratte come quella di Fabriano \u2013 Pergola, dimostrano come non si stia ancora\u00a0 promuovendo in modo chiaro la mobilit\u00e0 su rotaia come strumento per il trasporto di persone e merci. Nulla di concreto ha fatto per incentivare la mobilit\u00e0 collettiva. Al contrario, in controtendenza alle raccomandazioni degli ultimi rapporti IPCC e alle raccomandazioni dell\u2019UE, ha abbassato la tassazione regionale sui carburanti. Tale tassazione potrebbe al contrario essere un disincentivo all\u2019uso del mezzo proprio e una entrata per investire in maniera consistente sulla mobilit\u00e0 sostenibile. A monte andrebbe ridotta la necessit\u00e0 di spostamento, in particolare per motivi di lavoro e per i servizi, migliorando al contempo la qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domande<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Si impegna a rivedere l\u2019accisa sui carburanti al fine di renderla proporzionale alle emissioni di gas climalteranti, pertanto rendendola uno strumento per una mobilit\u00e0 sostenibile?<\/em><\/li>\n<li><em>Si impegna a ridurre la necessit\u00e0 di mobilit\u00e0, ad esempio incrementando il pi\u00f9 possibile la dematerializzazione dei servizi?<\/em><\/li>\n<li><em>Si impegna a soddisfare le esigenze di mobilit\u00e0 attraverso un trasporto su rotaia reso pi\u00f9 efficiente e sostenibile e un trasporto pubblico locale basato su mezzi elettrici?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>* Densit\u00e0 altre strade nazionali (km in lunghezza per 100 kmq di sup.): 13,5 Marche contro 7,4 media nazionale; Densit\u00e0 strade regionali e provinciali: 58,5 Marche contro 47,2 media nazionale Veicoli per 1000 abitanti: Marche: 911 contro media nazionale 857 (Fonte ISTAT 2019)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Energia<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019estrazione e l\u2019utilizzo di combustibili fossili sono la causa principale dell\u2019aumento delle concentrazioni di gas serra e di conseguenza dei cambiamenti climatici. Nelle Marche, oltre la met\u00e0 dell\u2019energia elettrica prodotta proviene da fonte rinnovabile, con idroelettrico e solare come maggiori fonti di produzione. Nonostante ci\u00f2, la produzione\u00a0 diffusa del fotovoltaico \u00e8 ancora molto limitata, e in questo la Regione non da un buon esempio, non essendosi ancora impegnata\u00a0 ad installare pannelli fotovoltaici su tutte le strutture pubbliche regionali. Inoltre, la presenza nel territorio regionale di impianti energetici che utilizzano combustibili fossili \u00e8 ancora importante. Altro aspetto \u00e8 quello dell\u2019estrazione e conseguente distribuzione di combustibili fossili, che vede la presenza, al largo delle coste marchigiane, di numerose piattaforme per l\u2019estrazione del metano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domanda<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Si impegna a non consentire l\u2019installazione di impianti energetici sul territorio regionale che facciano uso di combustibili fossili come fonte di alimentazione, salvo gli impianti di cogenerazione, impedendo anche ogni attivit\u00e0 estrattiva di combustibili fossili?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Edilizia<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uso dei combustibili fossili (metano ma anche gasolio e GPL) per riscaldare e raffreddare gli edifici \u00e8 responsabile di pi\u00f9 di circa un terzo delle emissioni di gas climalteranti. Oggi \u00e8 tecnicamente possibile (e con l\u2019introduzione del bonus 110% \u00e8 anche economicamente conveniente) eliminare l\u2019uso dei combustibili fossili passando alle pompe di calore e alla geotermia.<\/p>\n<p>Il primo passaggio \u00e8 quello di ridurre le enormi perdite di calore che ci sono negli edifici italiani, la maggior parte dei quali costruiti decenni fa senza alcun criterio di risparmio energetico. La legge 17 luglio 2020, di conversione del cosiddetto \u201cDecreto rilancio\u201d, ha stabilito che per interventi di isolamento termico (\u201ccappotto\u201d) e la sostituzione di caldaie con pompe di calore o impianti geotermici si possa usufruire di una detrazione fiscale in 5 anni del 110% della spesa. Applicando questi interventi al patrimonio edilizio esistente, aggiungendovi magari anche la sostituzione di vecchi infissi con nuovi a migliore tenuta termica (anche questo intervento usufruisce della detrazione fiscale del 110%) i consumi energetici italiani, che per il solo metano si attestano a oltre 30 miliardi di metri cubi all\u2019anno, potrebbero pi\u00f9 che dimezzarsi portando un formidabile contributo alla riduzione della bolletta energetica italiana, all\u2019inquinamento dell\u2019aria e alla emissione di anidride carbonica. E\u2019 necessario pertanto che l\u2019amministrazione regionale si impegni a fornire quante pi\u00f9 informazioni e chiarimenti alla cittadinanza, a favorire e semplificare, per quanto di competenza, l\u2019applicazione della normativa, a fornire strumenti tecnici e normativi per le imprese, i tecnici ed i professionisti dei settori edili ed energetici, ad armonizzare l\u2019interpretazione normativa e l\u2019applicazione delle norme su tutti i comuni del territorio regionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domanda<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Vi impegnerete a creare uno \u201csportello Energia\u201d unico regionale, che nasca come coordinamento di quelli comunali gi\u00e0 esistenti, che promuova l\u2019apertura di analoghe strutture nei comuni in cui ancora non sono previste, o che possa almeno fornire documentazione divulgativa, tecnica e normativa per quei comuni che non hanno risorse proprie per gestire tale servizio alla cittadinanza ed agli operatori professionali?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rifiuti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019estrazione di materie prime, il trasporto, la trasformazione fino ad arrivare alla produzione di beni e quindi alla produzione del rifiuto, sono passaggi che implicano consumo di materia ed energia e rappresentano quindi una causa primaria dei cambiamenti climatici. Inoltre, le diverse forme di smaltimento dei rifiuti hanno un forte impatto sulla produzione di gas climalteranti, si pensi solo alla CO2 emessa dagli inceneritori e il metano dalle discariche.<\/p>\n<p>La Regione Marche svolge le proprie attivit\u00e0 di programmazione ed indirizzo in materia rifiuti tramite l&#8217;adozione dei seguenti atti:\u00a0 leggi, atti di indirizzo, intese ed accordi regionali; piani e programmi regionali\u2026\u201d<\/p>\n<p>Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (aprile 2015) sembra fare riferimento puntuale a:<\/p>\n<ul>\n<li>raccolta rifiuti con il sistema porta a porta spinto;<\/li>\n<li>tariffa puntuale<\/li>\n<li>prevenzione della produzione di rifiuti e loro pericolosit\u00e0<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tuttavia, ad oggi, non si apprezzano segnali che lascino ad intendere il perseguimento effettivo di tali finalit\u00e0. Le stesse ATA provinciali stanno disattendendo completamente\u00a0 le indicazioni del Piano Regionale mancando di definire i Piani d\u2019Ambito e lasciando, di fatto, che i gestori decidano tempi e modalit\u00e0 di intervento. Si pone quindi la necessit\u00e0 che la Regione provveda anche al commissariamento di quelle ATA inadempienti. Agli stessi gestori, poi, sembra essere stata delegata anche\u00a0 l\u2019attivit\u00e0 decisionale sull\u2019impiantistica. I cambiamenti climatici per\u00f2 non aspettano.<\/p>\n<p>E\u2019 il momento di divenire operativi, di scegliere strategie che permettano la costruzione di condizioni utili a mitigare gli effetti dell\u2019innalzamento delle temperature, e l\u2019opzione \u201cRifiuti Zero\u201d, il cui primo\u00a0 obiettivo deve essere quello di\u00a0 \u201cPlastic Free\u201d, sembra essere l\u2019unica via percorribile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><u>Domande<\/u><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li><em>Si impegna a recepire\u00a0 le direttive\u00a0 in tema di economia circolare con il fine di raggiungere l\u2019obiettivo \u201cPlastic Free\u201d della strategia \u201cRifiuti Zero\u201d, anche vincolando i piani d\u2019ambito al perseguimento di tale obiettivo? <\/em><\/li>\n<li><em>Si impegna a promuovere processi di ripublicizzazione delle gestioni del ciclo dei rifiuti, considerando che, in prospettiva, i Servizi Pubblici Locali assumeranno un&#8217;importanza crescente e che la loro gestione fuori dalle logiche del mercato rappresenta l\u2019unica opzione in grado di offrire percorsi resistenziali ai cambiamenti climatici?<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>DOMANDE:<\/strong><\/p>\n<p><strong>Risorse idriche<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Si impegna a ottenere un pieno recupero da parte della Regione delle proprie competenze in materia di risorse idriche (ad esempio esigendo che il risparmio e il contenimento delle perdite sia una priorit\u00e0 anche per le AATO e per i gestori del servizio idrico, ridefinendo e restringendo\u00a0 ruolo e competenze del\u00a0 Consorzio di Bonifica; ridimensionando strumenti come i Contratti di Fiume)?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"56\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>SI<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<td width=\"198\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"57\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>NO<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Rischi idrogeologici legati ai cambiamenti climatici<\/strong><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>si impegna a produrre e attuare per l\u2019intero territorio regionale strumenti di pianificazione del rischio concreti e dinamici, che tengano conto fattivamente dei cambiamenti climatici in atto?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>Si impegna a normare affinch\u00e9 la gestione territoriale del reticolo idrografico sia finalizzata alla riduzione dei potenziali rischi portati dai cambiamenti climatici (normative di indirizzo per i Comuni sulla pianificazione urbanistica e territoriale, aggiornamento dinamico degli strumenti di pianificazione relativi ai rischi e pianificazione a livello di Bacino)?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"56\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>SI<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<td width=\"198\">\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"57\">\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>NO<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Adattamento del settore agricolo<\/strong><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>Si impegna a porre\u00a0 limitazioni drastiche all\u2019uso dei fertilizzanti e\u00a0 pesticidi, \u00a0 attraverso specifici strumenti legislativi e incentivi per le buone pratiche, sostenendo anche concretamente la ricerca e la formazione in questo campo?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cibo e alimentazione<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Prenderete tutte le misure necessarie per ridurre gli sprechi alimentari, favorire l&#8217;uso di prodotti locali e biologici, partendo, proprio per dare un buon esempio, dalle strutture di competenza\u00a0 della Regione? In particolare, proprio per dare un segnale forte alla popolazione,\u00a0 siete disposti a cambiare radicalmente il men\u00f9 delle aziende\u00a0 ospedaliere, in un\u2019ottica sia di limitare l\u2019uso di cibi climalteranti ma anche di salvaguardare la salute?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol>\n<li>Sarete in prima linea per rendere la regione completamente libera da allevamenti intensivi, eliminando\u00a0 ogni possibilit\u00e0 di crearne dei nuovi ed invece favorendo il passaggio dagli allevamenti avicoli intensivi\u00a0 in allevamenti a terra o quant\u2019altro attraverso un adeguato\u00a0 supporto tecnico e finanziario?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"7\">\n<li>Siete disposti, per\u00a0 disincentivare l\u2019allevamento intensivo, ad orientare l\u2019agricoltura sempre pi\u00f9 verso la produzione\u00a0 per l\u2019alimentazione umana e non quella animale?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Settore forestale<\/strong><\/p>\n<ol start=\"8\">\n<li>E\u2019 d\u2019accordo sulla necessit\u00e0 di una diffusa opera di ampliamento e \u201crestauro\u201d forestale,\u00a0 riportando, ad esempio, i boschi cedui ad un pi\u00f9 consono, funzionale ed europeo status di \u201cfustaie\u201d, attraverso finanziamenti attivi su larga scala che riguardino i boschi pubblici ed anche quelli privati?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"9\">\n<li>Si impegna a normare affinch\u00e9 si impedisca qualsiasi intervento su vaste estensioni di bosco, destinandole alle sole funzioni di accumulatrici di carbonio atmosferico,\u00a0 generatrici di biodiversit\u00e0 e di paesaggio, produttrici di acqua, clima-protettori, anche riprendendo la campagna di demanializzazione, di fatto abbandonata con la costituzione delle regioni, mediante acquisizione pubblica di vaste aree a bosco, foresta e terreni marginali?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Trasporto pubblico<\/strong><\/p>\n<ol start=\"10\">\n<li>Si impegna a rivedere l\u2019accisa sui carburanti al fine di renderla proporzionale alle emissioni di gas climalteranti, pertanto rendendola uno strumento per una mobilit\u00e0 sostenibile?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"11\">\n<li>Si impegna a ridurre la necessit\u00e0 di mobilit\u00e0, ad esempio incrementando il pi\u00f9 possibile la dematerializzazione dei servizi?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"12\">\n<li>Si impegna a soddisfare le esigenze di mobilit\u00e0 attraverso un trasporto su rotaia reso pi\u00f9 efficiente e sostenibile e un trasporto pubblico locale basato su mezzi elettrici?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Energia<\/strong><\/p>\n<ol start=\"13\">\n<li>Si impegna a non consentire l\u2019installazione di impianti energetici sul territorio regionale che facciano uso di combustibili fossili come fonte di alimentazione, salvo gli impianti di cogenerazione, impedendo anche ogni attivit\u00e0 estrattiva di combustibili fossili?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Edilizia<\/strong><\/p>\n<ol start=\"14\">\n<li>Vi impegnerete a creare uno \u201csportello Energia\u201d unico regionale, che nasca come coordinamento di quelli comunali gi\u00e0 esistenti, che promuova l\u2019apertura di analoghe strutture nei comuni in cui ancora non sono previste, o che possa almeno fornire documentazione divulgativa, tecnica e normativa per quei comuni che non hanno risorse proprie per gestire tale servizio alla cittadinanza ed agli operatori professionali?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rifiuti<\/strong><\/p>\n<ol start=\"15\">\n<li>Si impegna a recepire\u00a0 le direttive\u00a0 in tema di economia circolare con il fine di raggiungere l\u2019obiettivo \u201cPlastic Free\u201d della strategia \u201cRifiuti Zero\u201d, anche vincolando i piani d\u2019ambito al perseguimento di tale obiettivo?\u00a0 Si impegna a promuovere processi di ripublicizzazione delle gestioni del ciclo dei rifiuti, considerando che, in prospettiva, i Servizi Pubblici Locali assumeranno un&#8217;importanza crescente e che la loro gestione fuori dalle logiche del mercato rappresenta\u00a0 l\u2019unica opzione in grado di offrire percorsi resistenziali ai cambiamenti climatici?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"16\">\n<li>Si impegna a promuovere processi di ripublicizzazione delle gestioni del ciclo dei rifiuti, considerando che, in prospettiva, i Servizi Pubblici Locali assumeranno un&#8217;importanza crescente e che la loro gestione fuori dalle logiche del mercato rappresenta l\u2019unica opzione in grado di offrire percorsi resistenziali ai cambiamenti climatici?<\/li>\n<\/ol>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"73\"><\/td>\n<td width=\"198\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Eventuali osservazioni:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premessa Oggi pi\u00f9 che mai chi governa \u00e8 chiamato ad agire con lungimiranza e piena coscienza. 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