{"id":7119,"date":"2020-07-16T09:48:00","date_gmt":"2020-07-16T08:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7119"},"modified":"2020-07-16T09:48:00","modified_gmt":"2020-07-16T08:48:00","slug":"e-cambiato-il-mondo-documento-a-a-a-m-per-le-elezioni-regionali-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=7119","title":{"rendered":"\u00c8 CAMBIATO IL MONDO! Documento A.A.A.M. per le elezioni regionali 2020"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019ALLEANZA n. 07.20\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 15 luglio 2020<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>\u00c8 CAMBIATO IL MONDO!<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Documento per le elezioni regionali 2020<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>L\u2019ESPERIENZA DEGLI ULTIMI CINQUE ANNI<\/strong><\/p>\n<p>I cinque anni trascorsi dalle ultime elezioni regionali del 2015 a livello globale hanno visto una sempre maggiore presa di coscienza delle istituzioni, ma anche dei popoli, riguardo alle conseguenze dell\u2019emergenza climatica, con l\u2019impegno sempre pi\u00f9 ampio dell\u2019ONU e dell\u2019Unione Europea per ridurre l\u2019utilizzo delle fonti fossili e la produzione di anidride carbonica.<\/p>\n<p>Diverse autorit\u00e0 religiose hanno preso posizioni significative a difesa dell\u2019ambiente; in particolare Papa Francesco ha pubblicato una specifica enciclica, la \u201cLaudato sii\u201d, interamente dedicata ai temi della salvaguardia degli ecosistemi planetari; la giovane svedese Greta Thumberg ha sollevato l\u2019interesse di milioni di giovani attorno all\u2019urgenza di agire per la salvezza del pianeta e costituito un\u2019 organizzazione giovanile diffusa in tutto il mondo (Friday For Future).<\/p>\n<p>Nella nostra Italia l\u2019epidemia di covid19, tutt\u2019ora in atto, ha posto in evidenza le fragilit\u00e0 del nostro sistema economico e l\u2019inadeguatezza dell\u2019attuale sistema di protezione della salute.<\/p>\n<p>Le richieste, condivise da tutti noi seppure con sensibilit\u00e0 diverse in taluni punti, che avevamo avanzato alle forze politiche regionali in occasione delle elezioni del 2015, sono state di fatto ignorate; ne ricordiamo le principali:<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>Una visione strategica<\/u><\/strong> che il nuovo governo regionale doveva avere, mettendo al centro il miglioramento della qualit\u00e0 della vita dei cittadini e la tutela delle risorse territoriali. Possiamo affermare che l\u2019attuale governo della Regione Marche non ha operato, almeno a nostro parere, secondo una organica e lungimirante visione strategica.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>ll buon governo del territorio<\/u><\/strong> che non c\u2019\u00e8 stato: la proposta di legge di iniziativa popolare sulla \u201c<em>tutela del paesaggio ed il governo sostenibile e partecipato del territorio<\/em>\u201d, nel testo firmato da ben 8717 cittadini marchigiani, non \u00e8 stata neanche discussa in consiglio regionale, cos\u00ec come non \u00e8 stata discussa alcuna altra proposta di aggiornamento della obsoleta legge urbanistica del 1992, n\u00e9 si \u00e8 proceduto, secondo gli obblighi di legge, all\u2019adeguamento del PPAR ai dettami del nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Si \u00e8 invece provveduto a prorogare, fino al 2022, il piano casa che prevede un ulteriore aumento della cementificazione, consentendo ampliamenti degli edifici da ristrutturare dal 20% al 40%, anche nelle aree di tutela integrale dei parchi.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>Il rifinanziamento dei tanti progetti della Rete Natura 2000, dei parchi e delle riserve\u00a0<\/u><\/strong><strong><u>naturali<\/u><\/strong>, insieme costituenti la \u201crete ecologica delle marche (REM)\u201d. Dal 2015 sono stati invece tagliati i fondi a Parchi e Riserve naturali e non si \u00e8 ampliata la rete dei Parchi (su tutti la mancata istituzione del Parco Regionale del Catria e del Nerone, della Riserva naturale della Selva di Castelfidardo, del Parco naturalistico e della memoria del Monte Sant&#8217;Angelo di Arcevia, della Riserva Naturale Regionale delle &#8220;Alti Valli del Giano &#8211; Esino &#8211; Potenza&#8221;, etc.). La legislatura si \u00e8 caratterizzata invece per interventi pubblici in aree montane (es. Monte Acuto del massiccio del Monte Catria) proprio della Rete Natura 2000 che hanno deturpato irrimediabilmente l&#8217;ambiente montano stesso, con lavori di sbancamento e di deforestazione per permettere l&#8217;allargamento e il rinnovamento di impianti sciistici (con inosservanza, a nostro parere, delle prescrizioni che \u00e8 oggetto di nostro esposto giudiziario) ad una quota che, tenuto conto della crisi climatica, difficilmente vedr\u00e0 la neve. Scelta miope e distruttrice di possibilit\u00e0 di sviluppo sostenibile ed equilibrato delle aree montane. Inoltre non si sono create nuove riserve marine, a partire da quella del Monte Conero, per la quale sono tutt\u2019ora disponibili risorse finanziarie da parte del Ministero dell\u2019Ambiente e la realizzazione di Sic e Zps costieri di tutela degli habitat del fratino caradriforme minacciato di estinzione a livello costiero.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>I fiumi<\/u><\/strong> \u201c<em>da non trattare con la cura della ruspa<\/em>\u201d mentre anche in questi mesi di chiusura precauzionale del Paese abbiamo visto i pessimi interventi sul Musone, sull\u2019Aso e su altri fiumi marchigiani.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>La mobilit\u00e0 e trasporti<\/u><\/strong> per i quali chiedevamo il potenziamento del trasporto pubblico su ferro che non ha fatto alcun passo avanti: n\u00e9 per il raddoppio della Roma Ancona, n\u00e9 per il progetto della metropolitana di superficie per l\u2019hinterland di Ancona per la quale si sono gi\u00e0 spesi alcuni milioni di euro (cancellata con il voto determinante della Regione Marche), n\u00e9 per il progetto della Ferrovia dei Due Mari, n\u00e9 per l\u2019ipotesi di tracciato P.to San Giorgio Fermo Amandola, n\u00e9 per la Fano Urbino. Abbiamo invece registrato la prosecuzione delle grandi opere stradali come la Pedemontana, che poteva, e doveva, essere stralciata ed un aumento irrefrenabile delle strade nella Regione che ancora costituiscono una voce imprescindibile nei programmi di tutti i Partiti. Pochi sono stati gli sforzi fatti per incentivare la mobilit\u00e0 dolce, con la realizzazione di piste ciclabili spesso frammentate e poco sicure.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>L\u2019inquinamento<\/u><\/strong> per il quale ritenevamo necessario un programma strategico per procedere alla bonifica di tutte le aree a rischio per la salute, per l\u2019ambiente, per le risorse idriche e alimentari. Nessuna bonifica \u00e8 stata invece effettuata, tanto meno per l\u2019area ad alto rischio di catastrofe ambientale di Api di Falconara Marittima. Tutto tace anche per quanto riguarda il basso bacino del fiume Chienti, da quando tutta l\u2019area \u00e8 stata declassata a sito di interesse regionale.<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li><strong><u>Il paesaggio ed il patrimonio culturale<\/u><\/strong> che rappresentano un valore fondamentale ed identitario che caratterizza fortemente la nostra regione e per il quale era necessario investire risorse per la sua tutela e corretta valorizzazione: non quella dei raduni musicali che abbiamo invece avuto su aree tutelate della montagna, con la autorizzazione della Regione Marche. Chiediamo un impegno a bloccare tutti i lavori e gli interventi in area montana che non rispondono ai criteri della Montagna come bene comune (da tutelare ai sensi dell&#8217;art. 9 della Costituzione) e chiediamo di investire risorse pubbliche per mitigare gli effetti devastanti che hanno deturpato l&#8217;ambiente montano (possiamo elencare tra i tanti esempi la funivia del Monte Bove, monumento all&#8217;inutilit\u00e0 e allo scempio che \u00e8 l\u00ec, inutilizzata, da pi\u00f9 o meno 40 anni!) e per pianificare la graduale ricostruzione ambientale di ci\u00f2 che si \u00e8 distrutto investendo anche risorse europee. E\u2019 necessario recuperare tutto il patrimonio culturale distrutto\/lesionato dagli eventi sismici del 2016.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questo quinquennio si \u00e8 infine caratterizzato per una pessima gestione della fauna selvatica, con il ritardo decennale nella approvazione del piano faunistico venatorio, avvenuta con il rigetto delle nostre osservazioni, e con la approvazione e riapprovazione, anche dopo bocciatura in sede giudiziaria amministrativa, dei calendari venatori che hanno confermato la preferenza della Regione Marche per la ricerca di voti presso i cacciatori e le loro lobby. Si ricorda che la tutela della fauna selvatica e degli animali domestici rappresentano valori etici ed ecologici che devono essere ampiamente riconosciuti nel nostro ordinamento giuridico. La Regione deve essere impegnata in azioni precise, affinch\u00e9 il rapporto con gli animali sia il pi\u00f9 solidale e meno conflittuale possibile. Tale ruolo deve essere svolto, tra l\u2019altro, ricostituendo l\u2019&#8221;<em>Ufficio Tutela Animali<\/em>&#8221; presso l\u2019Assessorato Regionale all\u2019Ambiente, dato che nelle ultime due legislature esso \u00e8 stato reso completamente inattivo.<\/p>\n<p>Sono pochi i fatti positivi di questi 5 anni di amministrazione; ci si riferisce, ad esempio, al Piano Energetico Regionale frutto di confronto, ed al progetto di prossima elettrificazione della tratta ferroviaria Civitanova \u2013 Albacina.<\/p>\n<p>Il giudizio quindi sulla attivit\u00e0 della amministrazione regionale uscente \u00e8 complessivamente negativo per quanto riguarda l\u2019impegno sugli argomenti citati. Per completezza \u00e8 anche necessario aggiungere che scarsa attenzione alle nostre proposte \u00e8 stata rivolta, nella sostanza ed a parte qualche lodevole eccezione, dalle forze di opposizione che non possono rivendicare ora sensibilit\u00e0 ambientaliste che non hanno dimostrato di avere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>QUALE STRATEGIA PER IL FUTURO?<\/strong><\/p>\n<p>In questi cinque anni \u00e8 aumentata moltissimo, a livello mondiale, la sensibilit\u00e0 della popolazione sull\u2019emergenza climatica. Ai nuovi amministratori chiediamo che vengano affrontati con il dovuto impegno almeno i seguenti tre punti, nella certezza che questa volta la gravit\u00e0 della situazione richieder\u00e0 la massima attenzione:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>I cambiamenti climatici sono la grande sfida con cui dobbiamo confrontarci <\/strong>quotidianamente e che deve entrare in via prioritaria, e con urgenza ed efficacia, nell\u2019agenda della politica. L\u2019esigenza di contrastare i drammatici effetti\u00a0 che il cambiamento climatico sta causando, in maniera differente ma pur sempre violenta, in tutto il mondo,\u00a0 pu\u00f2 stimolare a rivedere i\u00a0 modelli di sviluppo e ad orientare le comunit\u00e0 e la societ\u00e0 tutta verso sistemi pi\u00f9 sostenibili quali l\u2019economia circolare. L\u2019ambiente e la sua salvaguardia devono essere lo strumento trasversale per leggere i cambiamenti in atto e per dare risposte ai giovani e a tutti i cittadini che chiedono un cambiamento radicale del rapporto tra ambiente e politica. I cambiamenti climatici ci costringono a vedere oltre la solita ripartizione tra \u201cambiente\u201d &#8211; \u201ceconomia\u201d &#8211; \u201csociet\u00e0\u201d, insegnandoci che tutto \u00e8 connesso. La lotta ai cambiamenti climatici passa necessariamente per la tutela dell\u2019ambiente, visto come un sistema unico e intrinsecamente connesso alle attivit\u00e0 umane. Le scelte politiche, a tutti i livelli, devono essere necessariamente orientate al duplice sforzo di ridurre le emissioni di gas climalteranti e di adattare i sistemi umani agli effetti dei cambiamenti climatici gi\u00e0 in atto. Siamo per il consumo \u201czero\u201d di territorio e per l\u2019incentivazione fiscale alla riqualificazione sismica ed energetica del patrimonio edilizio obsoleto. A livello internazionale ed europeo, accordi e strategie hanno dettato obiettivi e linee di azione. L\u2019Italia, nonostante buone intenzioni e molti proclami, ben poco ha fatto per contrastare efficacemente i cambiamenti climatici, limitandosi a rispettare (e neanche sempre) quanto concordato in sede europea; pendono infatti sulle nostre teste diverse procedure di infrazione che rischiano di trasformarsi in multe. Sulla stessa linea, la Regione Marche, con una visione poco lungimirante ha spesso prediletto scelte non in linea con gli obiettivi di riduzione e in contrasto con le pi\u00f9 basilari regole di adattamento: basta con i piani casa, basta con lo sfruttamento delle risorse naturali e con le attivit\u00e0 estrattive in zone sensibili, basta con nuove strade e con la speculazione edilizia, basta con gli investimenti nell\u2019energia fossile, basta ad una gestione del territorio che non tenga conto dei cambiamenti in atto. S\u00ec invece all\u2019uso sostenibile delle risorse, al consumo zero del territorio, all\u2019incentivazione delle energie rinnovabili (fuori delle aree tutelate e dai centri storici), s\u00ec alla valorizzazione e ad una sempre migliore gestione degli ambienti naturali anche attraverso nuovi parchi e aree protette. Per le energie rinnovabili \u00e8 da sottolineare come le Marche non siano un distretto eolico, la ventosit\u00e0 \u00e8 limitata e la distribuzione dei venti \u00e8 alquanto irregolare. Inoltre, le poche aree dove vi \u00e8 vento, sono collocate sugli alti crinali dell&#8217;Appennino, dove la costruzione di parchi eolici genererebbe un impatto ambientale inaccettabile, come dimostra quanto accaduto in quelli realizzati, dove aree di grande pregio ambientale, raggiungibili solo attraverso piccole carrarecce, sono state trasformate in zone industriali, con grande viabilit\u00e0 ex novo, nuove elettrovie, capannoni, parcheggi e torri eoliche colossali. Tutto questo a fronte di produzioni del tutto risibili e non in grado di compensare le spese, sia in termini economici (se non con finanziamenti pubblici) che climatici, giacch\u00e9 le emissioni occorse per la costruzione verranno pareggiate solo dopo tempi lunghissimi. Occorre quindi una legge, che sancisca l&#8217;inadeguatezza delle Marche ad ospitare aereogeneratori, specie sui crinali montuosi. In questo quadro la foresta \u00e8 il primo agente di contrasto e contenimento riguardo ai cambiamenti climatici; \u00e8 necessario finanziare attivamente il restauro dei boschi esistenti e l\u2019ampliamento della superficie forestale, sottrarre da qualsiasi intervento alcune estensioni di bosco destinandole alle sole funzioni di accumulatrici di carbonio atmosferico, generatrici di biodiversit\u00e0 e di paesaggio, produttrici di acqua; riprendere la campagna di demanializzazione, con acquisizione pubblica di vaste aree a bosco; portare entro i margini della legalit\u00e0 il settore forestale, con garanzie contrattuali per gli operatori, rispetto delle norme sulla sicurezza dei cantieri con l\u2019 emersione del lavoro occulto. Per quanto riguarda l&#8217;applicazione della strategia nazionale per la biodiversit\u00e0 anche nella Regione Marche, si ribadisce l\u2019importanza di applicarle anche nella nostra regione attraverso l\u2019attivazione dell&#8217;Osservatorio regionale per la biodiversit\u00e0, istituito ma non funzionante. Bisogna intensificare le iniziative per una agricoltura veramente biologica mettendo al bando i pesticidi.<\/li>\n<li><strong>\u00a0<\/strong><strong>Il recupero delle comunit\u00e0 e delle aree terremotate nonch\u00e9 delle aree interne e dei\u00a0<\/strong><strong>borghi <\/strong>che deve essere basato sul ripristino delle condizioni di vivibilit\u00e0 oltre che sulla ricostruzione edilizia nei centri storici, terremotati e non, rispettosa dei valori storici e architettonici e delle norme antisismiche. Nelle nostre Marche il terremoto del 2016 lascia ancora dietro di s\u00e9 20.000 cittadini sfollati e la ricostruzione dei paesi e delle comunit\u00e0 locali, sia fisica che socio-economica, \u00e8 ancora di l\u00e0 da venire. Ricreare le condizioni di vivibilit\u00e0 vuol dire garantire i servizi pubblici (sanit\u00e0, poste, banca, scuole, connettivit\u00e0) e condizioni economiche, seppur temporanee di vantaggio economico perch\u00e9 questi sono gli unici strumenti \u2013 a nostro parere \u2013 per evitare l\u2019abbandono definitivo delle aree interne che possano consentire lo sviluppo delle attivit\u00e0 economiche compatibili e non impattanti e dove non dovranno essere istituite nuove discariche.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>La capacit\u00e0 di spendere bene i finanziamenti della comunit\u00e0 europea e nazionali <\/strong>che verranno posti a disposizione in quantit\u00e0 notevoli. Non servono nuove impattanti infrastrutture bens\u00ec un accurato e diffuso intervento sulle fragilit\u00e0 idrogeologiche della nostra regione, nella manutenzione dei servizi e delle opere pubbliche gi\u00e0 esistenti (scuole, acquedotti, ospedali, etc), nella applicazione delle misure anti sismiche e nella\u00a0 corretta gestione del territorio, cos\u00ec da non aggiungere ulteriori fragilit\u00e0. Chiediamo di pianificare la graduale ricostruzione ambientale di ci\u00f2 che si \u00e8 distrutto\u00a0 investendo anche risorse europee. Al fine di sfruttare al meglio l\u2019occasione che l\u2019Europa ci offre, \u00e8 necessario che la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 sia basata sulle reali esigenze del territorio, che non possono essere lette solo al chiuso dei palazzi: \u00e8 necessario quindi che la partecipazione in fase di programmazione sia estesa il pi\u00f9 possibile a tutti i portatori di interessi, compresi quelli \u201cdiffusi\u201d come la materia ambientale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Nello specifico dei singoli argomenti reiteriamo le proposte e le richieste avanzate gi\u00e0 nel 2015 (in allegato) a cui rinviamo, richieste rimaste &#8211; come gi\u00e0 detto- quasi del tutto inevase.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La Alleanza della Associazioni Ambientaliste Marchigiane di Club Alpino Italiano, Federazione Pro Natura, Gruppo di Intervento Giuridico, Italia Nostra, Lega Anti Caccia, Lega Anti Vivisezione, Lipu, Lupus in Fabula, Salviamo il Paesaggio, WWF Italia,<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Aderiscono:<\/strong> <strong>Associazione Ente Zoofilo Ecologista, Associazione Luoghi Comuni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CONFERENZA STAMPA 15.07.20 A.A.A.M. presentazione documento \u201cE\u2019 cambiato il mondo\u201d\u00a0\u00a0 &#8211;\u00a0\u00a0 intervento La Lupus in Fabula<\/strong><\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai chi governa \u00e8 chiamato ad agire con lungimiranza e piena coscienza.<\/p>\n<p>I cambiamenti climatici in atto, di cui quotidianamente vediamo gli effetti, toccano in maniera trasversale tutti gli aspetti della nostra economia e della nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Un buon governo della Regione non pu\u00f2 prescindere dal tenere in considerazione, in ogni suo passo ed in ogni sua scelta,\u00a0\u00a0che il clima sta cambiando, che dobbiamo con ogni mezzo rallentare questo cambiamento e che al contempo dobbiamo prepararci ed \u201cadattarci\u201d agli effetti che non possono pi\u00f9 essere evitati.<\/p>\n<p>Ci aspettiamo che la prossima amministrazione prenda con seriet\u00e0 questi aspetti, mettendo in atto azioni di governo forti ed efficaci. Anzi, non ce lo aspettiamo: lo pretendiamo perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo e non ci sono pi\u00f9 facili strade alternative da percorrere.<\/p>\n<p>Quello che chiediamo alla nuova amministrazione, qualunque essa sia, non sono facili proclami o fondi residuali da destinare a qualche iniziativa di facciata, ma scelte decise, che possano realmente fare la differenza.<\/p>\n<p>Per questo chiediamo che i cambiamenti climatici entrino come elemento concreto e portante in tutta la pianificazione e programmazione regionale, da quella sull\u2019assetto del territorio, a quella agricola, a quella forestale. Chiediamo che il risparmio energetico e il ricorso alle energie rinnovabili divengano pilastro dell\u2019economia regionale, con interventi strutturali nell\u2019industria e nell\u2019edilizia. Chiediamo che si sviluppi e si sostenga un nuovo modello di mobilit\u00e0. Chiediamo che l\u2019utilizzo delle risorse idriche venga pianificato nell\u2019interesse comune.<\/p>\n<p>Gli strumenti che la Regione ha per contrastare i cambiamenti climatici sono molti: vanno solo usati, ed usati bene. La nuova programmazione comunitaria porter\u00e0 nei nostri territori centinaia di milioni di euro. Nei cassetti regionali giacciono leggi, piani e regolamenti che, se indirizzati bene, potrebbero fare la differenza, come ad esempio la legge urbanistica, il piano paesistico regionale, il piano degli acquedotti. Molti altri piani e programmi avrebbero bisogno di essere aggiornati ed adeguati, per dare risposte concrete alle esigenze reali. Con incentivi e tassazioni, adeguatamente indirizzati, la Regione ha il potere di orientare il tessuto economico e sociale verso l\u2019adattamento e la mitigazione ai cambiamenti climatici.<\/p>\n<p>Aspettiamo di vedere se la futura amministrazione metter\u00e0 effettivamente come priorit\u00e0 i cambiamenti climatici e se sar\u00e0 in grado di attivare quanto a sua disposizione per fare la differenza.<\/p>\n<p>Il Presidente\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Flavio Angelini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>LE MARCHE CHE NOI VOGLIAMO<\/strong><br \/>\n<strong>\u201cLA CULTURA L\u2019ALTERNATIVA ALLA CRISI PER UNA NUOVA IDEA DI<\/strong><br \/>\n<strong>PROGRESSO\u201d<\/strong><br \/>\nLe elezioni regionali si terranno a maggio 2015 e le Associazioni sottoscriventi intendono<br \/>\nfornire un proprio contributo alla definizione di quegli obiettivi che \u2013 a nostro parere &#8211;<br \/>\ndevono essere posti alla base di un programma serio, sostenibile e coerente, oltre che<br \/>\ndavvero innovativo, per il governo della Regione Marche da qui al 2020 ed oltre.<br \/>\nLA VISIONE STRATEGICA<br \/>\nNoi riteniamo che il nuovo Governo Regionale debba ispirarsi ad una visione strategica<br \/>\nche abbia al centro il miglioramento della qualit\u00e0 della vita e la tutela delle risorse territoriali. Le Associazioni ritengono che l\u2019obiettivo di fondo della politica regionale debba essere il miglioramento della qualit\u00e0 della vita dei singoli abitanti e dell\u2019intera comunit\u00e0 regionale, con il conseguente miglioramento di tutti quegli indicatori riconosciuti utili a definirla, a livello internazionale e nazionale. Le pi\u00f9 recenti definizioni della qualit\u00e0 della vita la coniugano sempre pi\u00f9 con il raggiungimento della \u201cfelicit\u00e0\/benessere\u201d e sempre meno con il solo Prodotto Interno Lordo (PIL), in caduta libera nel nostro Paese negli ultimi anni.<br \/>\nGi\u00e0 nel lontano 1968 Robert Kennedy, il 18 marzo alla Kansas University, nel<br \/>\ndiscorso passato alla storia come il \u201cdiscorso sul PIL\u201d, afferm\u00f2 che \u201cnon troveremo mai un<br \/>\nfine per la Nazione n\u00e9 per la nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del<br \/>\nbenessere economico.. (omissis).. il PIL non misura n\u00e9 la nostra arguzia, n\u00e9 il nostro<br \/>\ncoraggio, n\u00e9 la nostra saggezza, n\u00e9 la nostra conoscenza, n\u00e9 la nostra compassione, n\u00e9<br \/>\nla nostra devozione al nostro Paese. Il PIL misura tutto, in breve, eccetto ci\u00f2 che rende la<br \/>\nvita veramente degna di essere vissuta\u201d.<br \/>\nGli anni sono passati e alle nuove idee espresse da Kennedy hanno fatto seguito<br \/>\nstudi e politiche che hanno razionalmente dimostrato la validit\u00e0 di questa \u201cvisione\u201d. Il 22<br \/>\nluglio 2011 l\u2019assemblea generale dell\u2019ONU ha adottato una risoluzione conosciuta come la<br \/>\n\u201crisoluzione felicit\u00e0\u201d che ha rilevato come il PIL \u201cnon riflette adeguatamente la felicit\u00e0 ed il<br \/>\nbenessere delle persone in un Paese\u201d ed ha invitato gli stati membri ad elaborare nuove<br \/>\nmisure che tengano conto della importanza della ricerca della felicit\u00e0. Vengono oggi<br \/>\nproposti nuovi indicatori del benessere, \u201coltre il PIL\u201d, quali ad esempio il \u201cbetter life index\u201d<br \/>\ndell\u2019OCSE (2011) che considera 11 parametri: abitazione, reddito, lavoro, istruzione,<br \/>\npartecipazione civica, ambiente, amministrazione, salute, soddisfazione personale,<br \/>\nsicurezza, equilibrio tra lavoro e vita privata. Su 34 Paesi appartenenti all\u2019OCSE nel 2014<br \/>\nl\u2019Italia \u00e8 ventesima in graduatoria e tra le ultime in Europa. L\u2019OCSE nel 2013 ci ha<br \/>\nricordato che \u201cl\u2019economia italiana \u00e8 stata colpita dalla pi\u00f9 grave recessione dell\u2019ultimo<br \/>\nmezzo secolo in seguito alla crisi economica e finanziaria mondiale. La crescita debole ha<br \/>\nridotto molte pressioni ambientali ma l\u2019Italia dovrebbe integrare le questioni ambientali<br \/>\nnella strategia per il rilancio dell\u2019economia. Tra le risorse pi\u00f9 importanti dell\u2019Italia si<br \/>\ncontano un generoso ambiente naturale e una ricca eredit\u00e0 culturale di beni culturali\u201d. Il<br \/>\nSegretario Generale dell\u2019ONU nel proprio \u201cSynthesis Report on the Post-2015<br \/>\nAgenda\u201d (Nazioni Unite, N.Y., december 2014) afferma quanto segue: \u201cGli stati membri<br \/>\ndell\u2019ONU hanno convenuto sull\u2019importanza di proseguire lo studio di sistemi di misura per<br \/>\nlo sviluppo sostenibile che vadano oltre il PIL. Quindi il lavoro sullo sviluppo di unit\u00e0 di<br \/>\nmisura del progresso alternative, oltre il PIL, deve ricevere una specifica attenzione dalle<br \/>\nNazioni Unite, dalle istituzioni finanziarie internazionali, dalle societ\u00e0 scientifiche e dalle<br \/>\nistituzioni pubbliche. Questo sistema deve esattamente focalizzarsi sulla misura del<br \/>\nprogresso sociale, sul benessere umano, nella giustizia, nella sicurezza, nella eguaglianza<br \/>\ne nella sostenibilit\u00e0. Nuove misure del benessere soggettivo sono potenzialmente nuovi<br \/>\nimportanti strumenti per la politica\u201d.<br \/>\nAllo stesso modo, la letteratura scientifica degli ultimi decenni ha raggiunto<br \/>\nfondamentali acquisizioni sulle determinanti della felicit\u00e0 e le relative politiche di<br \/>\npromozione, a partire dal contributo pioneristico di Richard Easterlin sul \u201cparadosso della<br \/>\nfelicit\u00e0\u201d, che di fatto riprendono alcune fondamentali intuizioni avute gi\u00e0 dal nostro<br \/>\nconcittadini Giorgio Fu\u00e0, e dalla sua \u201cscuola di Economia\u201d di Ancona. Un esempio<br \/>\nemblematico \u00e8 il filone di \u201cHappiness and Economics\u201d, che ha mostrato come vi siano<br \/>\nimportantissime determinanti della felicit\u00e0 tradizionalmente ignorate dagli economisti e<br \/>\npolicy-maker \u201cortodossi\u201d, come il clima di fiducia, la giustizia e la coesione sociale ed i<br \/>\ncosiddetti \u201cbeni relazionali\u201d, la cui mancata protezione vanifica i progressi raggiunti sul<br \/>\nfronte del benessere materiale, ed esaspera lo scontro tra le individualit\u00e0 e culture delle<br \/>\nnostre societ\u00e0 moderne, sempre pi\u00f9 \u201cliquide\u201d, \u201clobbistiche\u201d e \u201ccomplesse\u201d. Queste \u201cnuove\u201d<br \/>\ndeterminanti della felicit\u00e0, per\u00f2, hanno natura e si fondano su beni pubblici e collettivi, la<br \/>\ncui tutela normativa \u00e8 in buona parte demandata ad una classe politica autorevole e<br \/>\nattenta al bene comune.<br \/>\nChi ancora si attardasse a sostenere che serve pi\u00f9 PIL, ponendolo in alternativa al<br \/>\nbenessere o alla felicit\u00e0, si relega in una posizione di arretratezza culturale, se non di vera<br \/>\ne propria miopia rispetto alle cause profonde dell\u2019attuale crisi socio-economica, che<br \/>\nscaturisce proprio dai limiti del suo particolare modello di sviluppo, imperniato sul<br \/>\nriduzionismo e l\u2019individualismo del cosiddetto Homo Oeconomicus, e sulla fiducia,<br \/>\nideologicamente cieca, nel sistema degli incentivi di mercato.<br \/>\nA livello nazionale \u00e8 stato elaborato un indicatore, il Benessere Equo e Sostenibile<br \/>\n(BES) da parte del CNEL, dell\u2019ISTAT e del Forum del Terzo Settore. Esso considera 12<br \/>\ndimensioni: ambiente, salute, benessere economico, istruzione e formazione, lavoro e<br \/>\nconciliazione dei tempi di vita, relazioni sociali, sicurezza personale, benessere soggettivo,<br \/>\npaesaggio e patrimonio culturale, ricerca ed innovazione, qualit\u00e0 dei servizi, politica ed<br \/>\nistituzioni. I parametri del BES sono molto puntuali ed utili per essere presi in<br \/>\nconsiderazione. L\u2019aver identificato a livello internazionale e nazionale questi nuovi<br \/>\nparametri e dimensioni correlati tra di loro, ci permette di pensare che l\u2019un l\u2019altro possano<br \/>\nfavorire uno sviluppo equilibrato verso una migliore qualit\u00e0 della vita ed un maggior grado<br \/>\ndi \u201cfelicit\u00e0\u201d.<br \/>\nL\u2019insieme di queste considerazioni e la storia della nostra regione devono portare<br \/>\nl\u2019istituzione regionale a difendere e valorizzare le caratteristiche proprie del territorio e<br \/>\ndelle comunit\u00e0 locali. Gli abitanti delle Marche hanno un\u2019 attesa di vita tra le maggiori al<br \/>\nmondo e le nostre bellezze naturali e culturali rappresentano motivo indubbio di attrazione<br \/>\nper un turismo qualificato ma c\u2019\u00e8 il rischio di provocare il degrado di questi beni comuni<br \/>\ncon scelte errate. Chiuso il periodo dei grandi impianti industriali con l\u2019entrata in crisi del<br \/>\n\u201cmodello marchigiano\u201d, con la crisi dell\u2019industria del \u201cbianco\u201d e della cantieristica navale,<br \/>\nper lo meno cos\u00ec come l\u2019abbiamo conosciuto, \u00e8 nostra opinione che vada rafforzata la<br \/>\nfiliera del \u201cpiccolo e bello\u201d. Una regione con pochi abitanti e senza citt\u00e0 metropolitane<br \/>\ncome la nostra deve mettere in rete le sue migliori risorse per valorizzarle come un \u201cMADE<br \/>\nIN MARCHE\u201d; per questo, riteniamo importante adottare una visione strategica integrata<br \/>\ndello sviluppo del territorio fondata sul principio dello sviluppo sostenibile, eventualmente<br \/>\narticolata per aree vaste e, con essa, il rafforzamento:<br \/>\n\uf0fc della rete della produzione alimentare, delle attivit\u00e0 agricole di nicchia e<br \/>\ndell\u2019agricoltura biologica e OGM free (ricordiamo le \u201cCarta di Arcevia\u201d 1^ e 2^);<br \/>\n\uf0fc della rete Natura 2000 che pu\u00f2 rappresentare una forte spinta al mantenimento<br \/>\ndella biodiversit\u00e0 e, nel contempo, al rilancio di una economia agricola diffusa<br \/>\nanche nelle aree marginali;<br \/>\n\uf0fc dell\u2019artigianato locale di qualit\u00e0, del settore della moda (distretto calzaturiero, del<br \/>\ncappello), dell\u2019artigianato diffuso a basso impatto ambientale e non energivoro;<br \/>\n\uf0fc dell\u2019ospitalit\u00e0 turistica per un crescente turismo \u201cverde\u201d basato su sistemi e reti di<br \/>\nagriturismi e di B&amp;B recuperando il patrimonio abbandonato;<br \/>\n\uf0fc dello sviluppo, ove necessario, di reti di trasporto sostenibile a servizio del distretto<br \/>\nturistico, dell\u2019artigianato, della moda e alimentare;<br \/>\n\uf0fc dell\u2019agevolazione ai piccoli impianti di energia rinnovabile al servizio delle singole<br \/>\naziende e agli impianti fotovoltaici inseriti sui tetti delle fabbriche e degli edifici<br \/>\nristrutturati (non di quelli di valore storico architettonico);<br \/>\n\uf0fc delle aziende innovative, dell\u2019utilizzo delle reti informatiche, della banda larga, delle<br \/>\nnuove tecnologie create da aziende fortemente innovative (smart e start);<br \/>\n\uf0fc del supporto alle universit\u00e0 marchigiane perch\u00e9 venga finanziata la ricerca applicata<br \/>\ne l\u2019innovazione tecnologica a sostegno delle start up (Programma Horizon 2020 i<br \/>\ncui fondi non devono essere ridotti -3,8% dal Piano Juncker)<br \/>\n\uf0fc della cooperazione con e tra le universit\u00e0 marchigiane per la promozione di<br \/>\nprogrammi di formazione e di ricerca corrispondenti alle reali esigenze del territorio;<br \/>\n\uf0fc delle attivit\u00e0 culturali mediante lo sviluppo dei distretti culturali e la tutela dei beni<br \/>\ncomuni, intesi sia come beni culturali che come beni ambientali;<br \/>\n\uf0fc della partecipazione democratica, da assumere ad ogni livello istituzionale come<br \/>\nmetodo di governo, ricordando che il territorio ed i beni comuni appartengono ai<br \/>\ncittadini e che le amministrazioni pubbliche li devono amministrare nell\u2019interesse<br \/>\ndell\u2019intera collettivit\u00e0.<br \/>\nIn questa ottica la Macroregione Adriatico Ionica pu\u00f2 costituire un\u2019occasione per ottenere<br \/>\nrisorse economiche europee per mettere a valore i nostri caratteri peculiari, salvaguardare<br \/>\nil nostro patrimonio culturale, storico e paesaggistico-ambientale, valorizzare le risorse<br \/>\nsociali pi\u00f9 attive e pronte al rinnovamento, le attivit\u00e0 economiche sostenibili e innovative;<br \/>\nin definitiva per valorizzare le nostre eccellenze, non certo per incrementare il consumo di<br \/>\nsuolo. Il Governo regionale deve sempre ricordare che la Costituzione afferma che<br \/>\n\u201cl\u2019iniziativa economica privata \u00e8 libera ma non pu\u00f2 svolgersi in contrasto con l\u2019utilit\u00e0<br \/>\nsociale\u201d (art.41) e che \u201cla propriet\u00e0 privata \u00e8 garantita dalle legge che ne determina i limiti<br \/>\ndi godimento allo scopo di assicurare la funzione sociale\u201d (art. 42)<br \/>\nQuindi dobbiamo fermare l\u2019insensata deriva cementificatrice e distruttrice della nostra terra<br \/>\ne del nostro mare, troppo spesso attuata nel solo interesse economico e industriale<br \/>\n(soprattutto nel settore edilizio, petrolchimico ed energetico). Il riferimento \u00e8 rivolto in<br \/>\nparticolare ai due progetti dei rigassificatori di Porto Recanati e Falconara\/Ancona, alla<br \/>\nvicenda del biogas ed alla tentata \u201ctruffa ideologica\u201d della VIA postuma, ai progetti di<br \/>\ndepositi del biogas, alle devastanti infrastrutture viarie della Quadrilatero e all\u2019uscita Ovest<br \/>\nda e per il porto di Ancona, al mancato raddoppio ferroviario della linea Falconara &#8211; Orte<br \/>\nsacrificato al rischioso collocamento territoriale del collegamento delle linee ferroviarie<br \/>\nadriatica e romana (bypass ferroviario Falconara), alle autorizzazioni per insediamenti<br \/>\nedilizi e centri commerciali proposti in vari comuni, alla diffusione di impianti per l\u2019energia<br \/>\nrinnovabile nelle aree agricole e fin sulle vette dell\u2019Appennino. Tutto ci\u00f2 programmato ed<br \/>\nattuato non tenendo in alcun conto l\u2019azione fortemente critica e sempre ampiamente<br \/>\ndocumentata e motivata da parte dei cittadini, spesso organizzati in comitati spontanei ed<br \/>\nin Associazioni, che si \u00e8 concretizzata con iniziative giudiziarie e proposte di legge ad<br \/>\niniziativa popolare. Tali azioni sono state motivate dalla chiusura della classe politica alle<br \/>\nrichieste dei cittadini e del territorio, da amministrazioni che hanno sempre ostinatamente<br \/>\nimpedito un\u2019effettiva partecipazione democratica alle scelte, in spregio alle stesse direttive<br \/>\ncomunitarie. Sar\u00e0 pertanto necessario contrastare tutte quelle norme contenute nella<br \/>\nlegge nota come \u201dSblocca Italia\u201d varate dal Parlamento in danno al territorio, alla<br \/>\npartecipazione, ai beni comuni appartenenti ai cittadini. Sar\u00e0 necessario rivedere e<br \/>\nriscrivere quelle leggi regionali vigenti, alcune delle quali approvate anche nell\u2019 ultima<br \/>\nlegislatura, che comportano il depauperamento e la perdita delle risorse naturali.<br \/>\nE\u2019 inoltre necessario stabilire, in seguito alle modifiche istituzionali intervenute riguardanti<br \/>\nle Provincie, se le importanti e delicate competenze in campo ambientale delegate alle<br \/>\nProvincie rimarranno alle stesse (con la dovuta autonomia dal potere politico dei sindaci<br \/>\nposti a capo delle nuove provincie) o se torneranno alla Regione Marche o se finiranno ai<br \/>\nComuni che diventeranno ancor di pi\u00f9 controllori e controllati in evidente conflitto di<br \/>\ninteresse, ipotesi da rigettare in toto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>IL PROGRAMMA<\/strong><br \/>\nUna volta condivisa la visione strategica il programma dovr\u00e0 prendere in considerazione i<br \/>\nparametri\/dimensioni citate dall\u2019OCSE e dal BES ed individuare le azioni da sviluppare per<br \/>\nmigliorare la qualit\u00e0 della vita, considerando i vari fattori tra di loro interconnessi.<br \/>\nNell\u2019ambito delle nostre competenze e delle nostre motivazioni istituzionali, i temi per i<br \/>\nquali possiamo portare un contributo diretto sono quelli che vanno sotto il nome di<br \/>\nambiente e territorio, il paesaggio ed il patrimonio culturale, la istruzione e la formazione,<br \/>\nla partecipazione democratica.<br \/>\n<strong>L\u2019AMBIENTE E IL TERRITORIO<\/strong><br \/>\nL\u2019ambiente necessita di una profonda e programmata attivit\u00e0 di risanamento idrogeologico<br \/>\ned ecologico; questo dovr\u00e0 rappresentare il maggiore impegno della Regione Marche per i<br \/>\nprossimi cinque anni.<br \/>\n<strong>IL BUON GOVERNO DEL TERRITORIO<\/strong><br \/>\nIl nostro Paese ha la fortuna, e di questo deve essere orgoglioso, di avere una<br \/>\nCostituzione che all\u2019art. 9, tra i compiti della Repubblica, sancisce quello della \u201ctutela del<br \/>\npaesaggio e del patrimonio storico artistico e naturale della nazione\u201d e che all\u2019art. 32<br \/>\ninserisce quello della \u201ctutela della salute\u201d; compito questo che ha strette correlazioni con<br \/>\nl\u2019ambiente di vita e di lavoro della popolazione.<br \/>\nLa Costituzione medesima pone la prevalenza dei beni di cui all\u2019art. 9 ed all\u2019art. 32 rispetto<br \/>\nai beni inclusi nel titolo \u201cdei rapporti economici\u201d e in particolare rispetto alla tutela<br \/>\ndell\u2019iniziativa economica e della propriet\u00e0 privata. Affinch\u00e9 tale gerarchia costituzionale di<br \/>\nvalori trovi attuazione, noi riteniamo che il territorio marchigiano debba essere quanto pi\u00f9<br \/>\nrapidamente protetto da ulteriori urbanizzazioni fino ad arrivare all\u2019obiettivo del \u201cconsumo<br \/>\nnetto zero di suolo\u201d posto dalle linee guida europee per il 2050; questo vuol dire, ad<br \/>\nesempio, che deve essere ripresentata ed approvata nella prossima legislatura (se non lo<br \/>\nsar\u00e0 nella attuale) la proposta di legge di iniziativa popolare sulla \u201ctutela del paesaggio ed<br \/>\nil governo sostenibile e partecipato del territorio\u201d, nel testo firmato da ben 8717 cittadini<br \/>\nmarchigiani; una legge che assicura garanzie sul raggiungimento di questo necessario<br \/>\nobiettivo. E\u2019 ormai arrivato il tempo di affrontare la questione dell\u2019eccesso di<br \/>\nimpermeabilizzazione del suolo e della sua correlazione con le sempre pi\u00f9 devastanti<br \/>\nconseguenze degli eventi calamitosi, soprattutto nella zona collinare con terreni argillosi<br \/>\ndove si produce un grave dissesto ed erosione del suolo e quindi \u00e8 necessario impedire<br \/>\nl\u2019utilizzo di suolo agricolo per ulteriori cementificazioni, per inutili lottizzazioni e<br \/>\ninfrastrutture; per questo \u00e8 necessario congelare le previsioni dei PRG vigenti che ad oggi<br \/>\nprevedono nuovi alloggi per almeno un altro mezzo milione di abitanti; una previsione che<br \/>\nnon ha alcuna aderenza con la nostra realt\u00e0 demografica. Si deve affermare il principio, da<br \/>\nconcretizzare con adeguati strumenti di finanziamento pubblico e incentivazione fiscale,<br \/>\nche ove necessario si possa e si debba ricostruire sul gi\u00e0 costruito, operando<br \/>\ncontestualmente per la messa in sicurezza sismica e per il miglioramento energetico e<br \/>\nfunzionale degli edifici, utilizzando tecniche che consentano il minor consumo del suolo e<br \/>\nla sua minor impermeabilizzazione.<br \/>\nLe attivit\u00e0 economiche dovranno riutilizzare, laddove vi fossero le esigenze, le strutture<br \/>\nesistenti e inutilizzate presenti in grandi quantit\u00e0 sul territorio; per lo pi\u00f9 capannoni costruiti<br \/>\nnegli anni passati grazie agli incentivi dei vari governi. In tal senso va anche modificata la<br \/>\nlegge nota come \u201cpiano casa\u201d, prorogata dalla Regione Marche fino al 2016, che ha<br \/>\nprevisto la possibilit\u00e0 di ampliare le volumetrie gi\u00e0 costruite addirittura nelle zone di<br \/>\nmassima tutela dei parchi regionali. Sul metanodotto Brindisi Minerbio che tocca anche le<br \/>\nMarche si chiede che la prossima Giunta confermi la contrariet\u00e0 alla realizzazione<br \/>\ndell\u2019opera, con l\u2019impegno di confermare tale opzione in sede ministeriale, qualora la<br \/>\nRegione Marche sia chiamata a fornire un parere, e di negare anche l\u2019intesa Stato \u2013<br \/>\nRegione, se necessario, per bloccare ogni avvio dell\u2019infrastruttura. Le persone che<br \/>\nconsiderano il Paesaggio del proprio luogo di vita \u201caffetto da evidente degrado\u201d, e dunque<br \/>\nuna potenziale fonte di malessere, sono l\u201911,1% nelle Marche. La preoccupazione per il<br \/>\ndepauperamento del territorio e la perdita di qualit\u00e0 del paesaggio \u00e8 pi\u00f9 avvertita dai<br \/>\ncittadini delle Marche rispetto alle altre regioni con l\u2019 incremento pi\u00f9 vistoso nel periodo<br \/>\n1998-2012, dal 9,8 al 17,4%, del totale degli abitanti, in conseguenza dell\u2019incremento di<br \/>\nsuolo urbanizzato negli ultimi 10-15 anni.<br \/>\n<strong>PARCHI E RISERVE NATURALI .<\/strong><br \/>\nAumentare la superficie a parco e riserva.<br \/>\nMigliorare l\u2019ambiente vuol dire anche rifinanziare i tanti progetti della rete Natura 2000, dei<br \/>\nParchi e delle riserve naturali, insieme costituenti la \u201cRete Ecologica delle Marche(REM)\u201d,<br \/>\naree utilizzabili sia come fattore di conservazione dei valori naturalistici, sia come sede di<br \/>\nsviluppo turistico sostenibile. La Rete Natura 2000 \u00e8 altrettanto importante dei Parchi e<br \/>\ndelle Riserve perch\u00e9 consente l\u2019utilizzazione controllata del territorio, finanziata dalla<br \/>\nstessa UE. La REM, a nostro parere, nel prossimo futuro deva essere ampliata con la<br \/>\ncostituzione dei parchi dei Monti Catria e Nerone e del Monte Pennino, come richiesto da<br \/>\nassociazioni e da comitati di cittadini, nonch\u00e9 con la integrazione nel Parco del Conero,<br \/>\ndella contigua riserva marina di cui Italia Nostra propone il riconoscimento fin dal 1988!<br \/>\nE\u2019 necessario, altres\u00ec, che nel prossimo Programma Triennale Regionale delle Aree<br \/>\nProtette (PTRAP) sia prevista l\u2019istituzione di altre aree protette come la Selva di<br \/>\nCastelfidardo e l\u2019area storica della omonima battaglia, dando seguito alla indicazioni della<br \/>\nL.R. n. 5\/ 2010, ma anche la Riserva della foce del Metauro (prevista nel 2003 e<br \/>\nsuccessivamente stralciata), nel rispetto delle indicazioni della Rete Ecologica Marche. E\u2019<br \/>\nimportante sottolineare come le aree storiche delle battaglie di Castelfidardo e di<br \/>\nTolentino, luoghi della memoria, siano fattori sia di conservazione dei valori naturalistici e<br \/>\nstorici sia di sviluppo turistico sostenibile. E\u2019 in itinere la progettazione dei piani di gestione<br \/>\ndelle aree S.I.C. regionali, e a questo fatto positivo dovr\u00e0 far seguito il finanziamento<br \/>\noperativo di detti piani. Bisogna poi ricordarsi dei parchi archeologici previsti dal Codice<br \/>\ndei beni Culturali e Paesaggistici. E\u2019 infine necessario porre fine alle attivit\u00e0 estrattive<br \/>\ncollocate in aree tutelate e\/o che pongano a rischio i beni culturali ed ambientali (ad es.<br \/>\nGola della Rossa, Monte dell\u2019Angelo di Arcevia, cave del Catria e del Pesarese, la Piana<br \/>\ndi Maiano a Cagli).<br \/>\n<strong>L\u2019 AGRICOLTURA .<\/strong><br \/>\nPer una agricoltura naturale e non intensiva.<br \/>\nL\u2019agricoltura, a distanza di 14 anni dall\u2019avvio della PAC, \u00e8 ancora largamente intensiva<br \/>\n(cio\u00e8 di tipo industriale) con il risultato di un progressivo ed esteso abuso di pesticidi e la<br \/>\ndenaturazione ormai capillare delle colline, andando a determinare un danno ambientale<br \/>\ndifficilmente recuperabile per la perdita di suolo, per il rischio idrogeologico, per la perdita<br \/>\ndi resilienza degli ambienti rurali, per la trasformazione innaturale del paesaggio, un danno<br \/>\neconomico in quanto si continua a sostenere con i fondi del Piano di Sviluppo Regionale<br \/>\n(PSR) l\u2019agricoltura industriale con possibili sanzioni dall\u2019UE, un danno alla salute diretto<br \/>\nper gli agricoltori e le loro famiglie e indiretto per tutti attraverso i residui chimici che<br \/>\ntroviamo nell\u2019acqua e sui cibi, un danno allo sviluppo di altre possibili attivit\u00e0 produttive<br \/>\nturistiche, culturali ed economiche \u201csane\u201d. Per quanto riguarda il recupero delle aree<br \/>\ninterne di montagna, si ricorda anche la carta di Avellana sottoscritta da diversi soggetti<br \/>\nnel 1996.<br \/>\n<strong>I FIUMI .<\/strong><br \/>\nBisogna studiare i fiumi, non trattarli con la cura della ruspa.<br \/>\nI fiumi richiamano immediatamente l\u2019attenzione sulla questione della sicurezza e sulla<br \/>\nnecessit\u00e0 di prevenire fenomeni di dissesto idrogeologico. L\u2019esperienza degli ultimi anni ci<br \/>\ndice che \u00e8 necessario ripensare norme sciagurate che non tengono conto della diversit\u00e0 e<br \/>\ndella funzionalit\u00e0 dei corsi d\u2019acqua. Il fiume non \u00e8 un canale artificiale ma un sistema<br \/>\nvivente! Un approccio serio al problema deve prevedere la costruzione di un sistema<br \/>\ninformativo sulla situazione dei danni e degli interventi, realizzati e da fare, di un quadro<br \/>\ndelle diverse possibilit\u00e0 tecniche di intervento, di un tavolo di discussione tra esperti sui pi\u00f9<br \/>\nefficaci sistemi di monitoraggio, sulla comprensione del ruolo delle diverse componenti del<br \/>\nsistema idrico di bacino nella determinazione dei danni lungo l\u2019asta principale. Se si<br \/>\ntenesse conto della correlazione tra interventi di rettificazione e rimaneggiamento artificiale<br \/>\nsu ampi tratti degli alvei fluviali, con il conseguente aumento della frequenza dei danni e<br \/>\ndella loro intensit\u00e0 nei tratti di fiume interessati dalla \u201ccura della ruspa\u201d, ci si renderebbe<br \/>\nconto del grave errore che si sta commettendo e che si sta per ripetere colpevolmente.<br \/>\n<strong>MOBILITA\u2019 E TRASPORTI .<\/strong><br \/>\nE\u2019 necessario potenziare il trasporto pubblico su ferro.<br \/>\nNoi riteniamo che sia necessario chiudere la fase dello sviluppo di nuovi collegamenti<br \/>\nstradali per affermare l\u2019obiettivo di favorire il trasporto pubblico su rotaia, rispetto a quello<br \/>\nsu gomma, sia per i danni collaterali sotto l\u2019aspetto del consumo di territorio e<br \/>\ndell\u2019inquinamento atmosferico, sia per l\u2019aumento dei costi di manutenzione di percorsi<br \/>\nstradali duplicati. Sono evidenti in particolare gli sfasci ambientali determinati dalla<br \/>\nQuadrilatero e quelli che sarebbero provocati dall\u2019appena nata \u201cSociet\u00e0 Centritalia\u201d per<br \/>\ncompletare la Fano-Grosseto, se fosse realizzato il nuovo tracciato, gi\u00e0 contestato dai<br \/>\ncomuni della valle. La Regione, nell&#8217;ambito della Legge Obiettivo e dei relativi accordi<br \/>\nStato &#8211; Regione, deve indicare come prioritario il completamento del raddoppio della linea<br \/>\nferroviaria Falconara &#8211; Orte (su cui spostare i fondi previsti per il bypass ferroviario), la<br \/>\nriprogettazione del collegamento della linea ferroviaria Falconara &#8211; Orte con la Ancona &#8211;<br \/>\nBologna in funzione del futuro arretramento dell&#8217;intera linea ferroviaria. Questa inversione<br \/>\ndi tendenza comporta l\u2019 investire risorse importanti nel potenziare la attuale rete ferroviaria<br \/>\ninterna attraverso una modernizzazione comprensiva delle tratte Civitanova-MacerataFabriano-Pergola come gi\u00e0 fatto per la Ascoli-Porto d\u2019Ascoli. Vuol dire verificare la<br \/>\nsostenibilit\u00e0 economica di altri progetti sostenuti dai territori come ad esempio la FanoUrbino, la Porto S. Giorgio-Fermo-Amandola e la \u201cferrovia dei due mari\u201d da Ascoli Piceno verso il Tirreno. Una linea interurbana interna su cui investire le notevoli somme oggi<br \/>\ninvestite sul trasporto locale su gomma. Se \u00e8 necessario, visto il disinteresse di Trenitalia<br \/>\na garantire il servizio pubblico, si crei una nuova azienda pubblica o pubblica privata dei<br \/>\ntrasporti ferroviari come avvenuto in altre regioni (Sangritana docet). Contestualmente<br \/>\ndeve essere rivista l\u2019organizzazione del trasporto passeggeri su gomma che dovr\u00e0 essere<br \/>\nreso complementare al servizio su ferro e non alternativo.<br \/>\nL\u2019 INQUINAMENTO. E\u2019 necessario rafforzare l\u2019azione contro l\u2019inquinamento con un<br \/>\nprogramma strategico per procedere alla bonifica di tutte le aree a rischio per la salute, per<br \/>\nl\u2019ambiente, per le risorse idriche e alimentari.<br \/>\nLa Regione Marche ha aree ad alto inquinamento come l\u2019AERCA di Falconara (il Sito<br \/>\ninquinato di Interesse Nazionale (SIN) di Falconara M.) e della Vallesina dove, nonostante<br \/>\nil mutismo degli enti responsabili, prima una ricerca dell\u2019Istituto Tumori di Milano e poi<br \/>\nfinalmente il Ministro della Salute hanno scoperchiato il segreto di Pulcinella, e cio\u00e8<br \/>\nl\u2019incremento del rischio di neoplasie per i residenti attorno la raffineria di Falconara.<br \/>\nMassimo allarme deriva dalle informazioni recentemente rese note sul fatto che le Marche<br \/>\nsono la prima regione per esistenza di zone da bonificare rispetto all\u2019amianto.<br \/>\nL\u2019inquinamento dei fiumi e dei mari rappresenta anch\u2019esso un problema che deve essere<br \/>\nrisolto con il potenziamento degli impianti di depurazione e la repressione dei reati<br \/>\nambientali di cui si chiede l\u2019inserimento nel Codice Penale. L\u2019inquinamento del suolo va<br \/>\naffrontato attivando al massimo la raccolta differenziata ed il riciclaggio delle materie prime<br \/>\nsecondarie, con una seria politica di riduzione nella produzione dei rifiuti, di riciclaggio &#8211;<br \/>\nrecupero e riuso, raccolta dei rifiuti porta e porta, evitando la valorizzazione energetica dei<br \/>\nrifiuti in inceneritori (termovalorizzatori) e\/o cementifici con la produzione di CSS o altri<br \/>\nderivati. Indicativo \u00e8 il dato fornito dall\u2019Eurobarometro, lo strumento della Commissione<br \/>\neuropea di analisi dell\u2019opinione pubblica, secondo il quale il 56% delle persone pensa che<br \/>\nla qualit\u00e0 dell\u2019aria respirata sia peggiorata, idea che in Italia \u00e8 condivisa dall&#8217; 81% della<br \/>\npopolazione (rapporto Legambiente 2014).<br \/>\nL\u2019 applicazione della normativa europea cos\u00ec come interpretata dalla regione Marche sul<br \/>\ncontrollo degli inquinamenti va rivista perch\u00e9 \u00e8 assolutamente illogico che il controllo<br \/>\ndell\u2019inquinamento atmosferico di fondo cittadino avvenga analizzando l\u2019aria di un parco<br \/>\ncittadino (la Cittadella) sopra una collina ventosa, come avviene ad esempio in Ancona.<br \/>\nAnche in questa ottica una nuova politica dei trasporti pubblici su ferro contribuir\u00e0 a<br \/>\nrisolvere parte delle situazioni di inquinamento atmosferico monitorate, anche se in modo<br \/>\ninsufficiente (poche centraline), dalla rete dell\u2019ARPAM, con particolare riferimento alle PM<br \/>\n10 e 2,5, spesso superiori ai limiti consentiti dalle norme europee. E\u2019 necessario<br \/>\nincrementare le aree pedonali e le Zone a Traffico limitato nei centri urbani, nonch\u00e9 la<br \/>\nmobilit\u00e0 elettrica. Anche in questa ottica si \u00e8 contrari alla realizzazione dell\u2019Uscita ad Ovest<br \/>\ndal porto di Ancona, l\u2019area pi\u00f9 inquinata della Regione.<br \/>\n<strong>IL PAESAGGIO ED IL PATRIMONIO CULTURALE<\/strong><br \/>\nLa cultura ed il paesaggio rappresentano un valore fondamentale ed identitario che<br \/>\ncaratterizzano fortemente la nostra regione<br \/>\nIl citato art. 9 della Costituzione Italiana prevede che la tutela riguardi anche il patrimonio<br \/>\nstorico ed artistico ed il paesaggio e quindi tutta la categoria dei beni culturali, cos\u00ec come<br \/>\nindicati esplicitamente dal Decreto Legislativo n. 42\/2004, pi\u00f9 noto come \u201cCodice dei Beni<br \/>\nCulturali e del Paesaggio\u201d. La nostra regione si \u00e8 sempre caratterizzata per la capillarit\u00e0 e<br \/>\nla ricchezza del tessuto insediativo, sul quale si \u00e8 incardinata nei secoli la presenza<br \/>\ndell\u2019uomo fin dal neolitico passando poi per i Piceni, i Galli Senoni, i Greci, i Romani, i<br \/>\nLongobardi e i Bizantini, fino al medioevo, al rinascimento con le signorie dei Da Varano,<br \/>\nMalatesta, Montefeltro e via via fino ai giorni nostri. Di questa fitta e variegata<br \/>\norganizzazione del territorio resta evidente testimonianza nelle tracce della centuriazione<br \/>\nromana, nel fitto reticolo stradale, nei numerosi e importanti siti archeologici, negli edifici<br \/>\nreligiosi spesso scrigni di arte e di architettura sparsi ovunque dalle remote campagne alle<br \/>\npendici montane, e soprattutto nella miriade di centri storici, dai pi\u00f9 minuscoli alle citt\u00e0<br \/>\ncostiere, ricchi di architetture e opere d\u2019arte. I centri storici sono stati oggetto di attenzione<br \/>\ndalle ormai famose \u201cCarte di Gubbio\u201d che prescrivono il loro restauro conservativo.<br \/>\nTutto questo patrimonio culturale va in primo luogo difeso e conservato in ogni dove, dai<br \/>\npiccoli centri murati di collina e di montagna in via di spopolamento e minacciati dal<br \/>\ndegrado, alle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi soffocate da una espansione edilizia spesso caotica, dove la<br \/>\nprincipale minaccia \u00e8 costituita dall\u2019incuria e dai rischi della cementificazione, come nel<br \/>\ncomune di Porto Recanati per la lottizzazione al Burchio (al momento bloccato dalla nuova<br \/>\namministrazione comunale), come a Loreto per la lottizzazione in localit\u00e0 Pizzardeto,<br \/>\ncome a Recanati sul Colle dell\u2019Infinito, come per alcuni parchi eolici proposti sugli<br \/>\nAppennini. Poi il patrimonio culturale, una volta difeso e conservato, va fatto conoscere e<br \/>\ncorrettamente valorizzato ai fini culturali e turistici, a fini di ricerca, di didattica, di<br \/>\nformazione, superando la situazione attuale dove, se si eccettuano le citt\u00e0 d\u2019arte e i luoghi<br \/>\ndi maggiore interesse turistico, manca una incisiva rete informativa e di promozione<br \/>\nregionale. Una diversa gestione ed una efficace promozione di tanti luoghi ricchi di<br \/>\npotenzialit\u00e0 turistiche e culturali aiuterebbe le iniziative spesso frammentarie ed<br \/>\nimprovvisate (non per colpa loro) dei singoli comuni con risultati modesti e con un impiego<br \/>\ndispersivo delle gi\u00e0 poche risorse.<br \/>\nLa Regione Marche deve quindi avviare un programma di coordinamento con gli enti<br \/>\nlocali, collaborando tramite le proprie articolazioni ed uffici, insieme alle strutture<br \/>\ndecentrate del Ministero dei Beni Culturali, le Soprintendenze, al fine di promuovere la<br \/>\nconoscenza e quindi la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio, anche nel<br \/>\ncampo della ricerca e dell\u2019editoria, supportando i comuni e le associazioni volontarie, tra le<br \/>\nquali vanno citate anche le Pro Loco, nel progettare reti informative ed eventi di<br \/>\ndimensione sovra comunale promovendo e sostenendo forme nuove e pi\u00f9 ampie di offerta<br \/>\nturistica.<br \/>\n<strong>L\u2019ISTRUZIONE E LA FORMAZIONE<\/strong><br \/>\nPer un rinascimento educativo che promuova la creativit\u00e0 e l&#8217;innovazione.<br \/>\nIn Italia, nel periodo 2008-2014, mentre la spesa pubblica \u00e8 aumentata (+12,9%), i tagli<br \/>\npi\u00f9 drastici hanno riguardato la ricerca scientifica con un -31,1%, l\u2019istruzione universitaria<br \/>\ncon un netto \u20139,6%, la scuola con una diminuzione del 6,5% (Dati della Tesoreria dello<br \/>\nStato illustrati in Senato a dicembre 2014 riportati su \u201dScienza in rete Gruppo 2003\u201d)<br \/>\nIl territorio con i suoi beni culturali rappresenta, per le cose fin qui dette, un motivo forte di<br \/>\nidentit\u00e0 regionale che deve trovare spazio nella educazione e formazione fin dalla pi\u00f9<br \/>\ngiovane et\u00e0 degli studenti. Quando nelle nostre realt\u00e0 locali si assumono iniziative di<br \/>\nconoscenza del nostro notevole patrimonio si assiste sempre ad una notevole adesione e<br \/>\npartecipazione da parte dei cittadini, cos\u00ec come buona adesione raccolgono i corsi di<br \/>\naggiornamento per insegnanti su detti argomenti ed alto valore formativo ricoprono, ad<br \/>\nesempio, i corsi di archeo chimica realizzati da alcune scuole secondarie nella nostra<br \/>\nRegione, di comune accordo ed interesse con le istituzioni preposte alla tutela.<br \/>\nL\u2019educazione al patrimonio deve essere un asse portante del rinascimento educativo che<br \/>\ndeve caratterizzare, a nostro parere, le nuove generazioni, attraverso una convinta opera<br \/>\ndi sensibilizzazione, istruzione e formazione legata al territorio, facendo riferimento per gli<br \/>\naspetti ambientalisti ai centri di educazione ambientale (CEA). Questo obbiettivo pu\u00f2<br \/>\nessere raggiunto con il determinante contributo del MIUR regionale, affinch\u00e9 vengano<br \/>\ninseriti tra i programmi didattici la riscoperta e lo studio del patrimonio ambientale e<br \/>\nculturale dei nostri territori.<br \/>\nLa Regione, anche di concerto con le altre realt\u00e0 (parchi, comunit\u00e0 montane, comuni)<br \/>\ndovrebbe investire maggiormente sulla formazione di guide e operatori turistici, in modo da<br \/>\nmigliorare l&#8217;accoglienza e la promozione, e il livello culturale-ambientale. Anche in questo<br \/>\ncaso potrebbero essere di aiuto le associazioni di volontariato, assegnando loro un minimo<br \/>\ndi risorse economiche.<br \/>\n<strong>LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA<\/strong><br \/>\nDemocrazia \u00e8 partecipazione<br \/>\nIl governo regionale dovr\u00e0 essere orientato, a nostro parere, al raggiungimento di una<br \/>\nmaggiore partecipazione dei cittadini alle scelte tramite una corretta informazione ed uno<br \/>\nspazio decisionale variamente graduato, in particolar modo per quel che riguarda le scelte<br \/>\nper il territorio. In proposito occorre tener presente che l\u2019ordinamento europeo e la<br \/>\nConvenzione di Aarhus impongono tale approccio garantendo la pi\u00f9 piena partecipazione<br \/>\ndei cittadini interessati alle scelte, normative e amministrative, che riguardano l\u2019ambiente e<br \/>\nponendo doveri di coinvolgimento del pubblico in capo ai soggetti pubblici. In tale senso<br \/>\nl\u2019art. 18 della PDL ad iniziativa popolare \u201ctutela del paesaggio ed il governo sostenibile e<br \/>\npartecipato del territorio\u201d, prevede la partecipazione ai processi decisionali utilizzando i<br \/>\nnuovi principi europei di accesso all\u2019informazione, superando la applicazione strettamente<br \/>\nburocratica e limitativa della L.241 risalente all\u2019ormai lontano 1990. Pi\u00f9 in generale,<br \/>\nvogliamo proporre alla futura classe politica regionale un nuovo metodo di pensiero e<br \/>\nazione \u201ccollettivi\u201d, affinch\u00e9 essa si impegni ad una trasparente, onesta e fiduciosa<br \/>\ncollaborazione con tutta la societ\u00e0 civile ed il suo ricco associazionismo. Questa nuova<br \/>\napertura, rifuggendo da tentazioni lobbistiche ed elettorali di corto respiro, pu\u00f2 consentire<br \/>\nl\u2019attivazione spontanea di idee ed energie nuove, capaci di suscitare micro-soluzioni<br \/>\noriginali a macro-problemi di rilevanza ormai sistemica ed epocale. In generale, infatti, una<br \/>\npolitica radicata nelle esperienze locali e pi\u00f9 ampiamente condivisa sin dalla sua<br \/>\ngestazione assicura un maggiore impatto ed efficacia. Per non rimanere in propositi<br \/>\nutopici, \u00e8 per\u00f2 necessario trasformare le regole e le prassi di formazione e partecipazione<br \/>\nalle scelte pubbliche nel senso di una maggiore chiarezza, pubblicit\u00e0 e trasparenza<br \/>\nprocedurale. Del resto, l\u2019esperienza recente sul fronte nazionale ed internazionale mostra<br \/>\ncome la soluzione di grandi sfide non possa essere demandata in modo semplicistico<br \/>\nall\u2019alternativa classica tra \u201cstato\u201d o \u201cmercato\u201d. Occorre invece una nuova sintesi di<br \/>\nentrambi, in vista dello specifico e complementare apporto reso dalla societ\u00e0 civile. Per<br \/>\nattivare questo apporto, occorre trasformare e semplificare la Pubblica Amministrazione in<br \/>\nuna realt\u00e0 comprensibile, efficiente e prossima al Cittadino, che sappia suscitare fiducia,<br \/>\nspirito di collaborazione e condivisione nel perseguimento dei suoi fini istituzionali. Per<br \/>\nquesto, le nuove tecnologie informatiche per l\u2019eGovernment possono aiutare, ma esse<br \/>\nrichiedono anche un analogo cambiamento culturale delle logiche organizzative spesso<br \/>\nverticistiche e autoreferenziali della PA, verso un maggiore decentramento.<br \/>\n<strong>CONCLUSIONI<\/strong><br \/>\nIn base a quanto esposto \u00e8 evidente che, per noi, le risorse disponibili dovranno essere<br \/>\nimpegnate in iniziative per migliorare la qualit\u00e0 della vita, a cominciare dalle iniziative<br \/>\ncontro il consumo del suolo e il dissesto del territorio che dovr\u00e0 essere l\u2019impegno<br \/>\nprincipale del nuovo Governo Regionale, per poi puntare sui settori che noi riteniamo<br \/>\nnevralgici per il prossimo futuro, come precedentemente illustrato.<br \/>\nSiamo altres\u00ec convinti, come peraltro affermato anche dal rapporto 2014 di Federcultura<br \/>\nche sia \u201cla cultura l\u2019alternativa alla crisi per una nuova idea di progresso\u201d, affermazione<br \/>\nche \u00e8 presente nel sotto titolo al presente documento e che forse oggi potrebbe essere<br \/>\ndeclinata al plurale, le &#8220;culture&#8221;, dato che sono pi\u00f9 affluenti ad andare verso la foce unica.<br \/>\nLe idee proposte in questo documento non sono certo esaustive n\u00e9 costituiscono<br \/>\nda sole un programma di governo, cosa che non \u00e8 nei fini istituzionali delle Associazioni<br \/>\nbens\u00ec rappresentano il contributo di cittadini che, volontariamente e gratuitamente, sono<br \/>\nimpegnati quotidianamente sul territorio per l\u2019attuazione dell\u2019art.9 della Costituzione<br \/>\nItaliana, a tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione.<br \/>\nLe Associazioni Ambientaliste hanno deciso di inviare il presente documento a tutte<br \/>\nle forze politiche che si vorranno proporre per il Governo della Regione alle prossime<br \/>\nelezioni amministrative. L\u2019obiettivo, dichiarato, \u00e8 che proposte ed idee presenti in<br \/>\nquesto documento siano fatte proprie da quanti pi\u00f9 soggetti politici e contenute<br \/>\nespressamente nei loro programmi per poi realizzarle veramente.<br \/>\nLe associazioni si riservano di organizzare incontri pubblici per la diffusione del<br \/>\npresente documento ed ogni altra iniziativa in grado di sensibilizzare i cittadini affinch\u00e9<br \/>\nessi stessi possano esprimere un voto responsabile coerente con i contenuti del presente<br \/>\ndocumento ove condiviso, rispetto ai programmi che saranno proposti dai vari soggetti<br \/>\npolitici. Tenendo presente poi che le buone idee vanno avanti con le gambe delle persone<br \/>\nsar\u00e0 anche opportuno che gli elettori, oltre la forza politica da votare, scelgano con<br \/>\noculatezza le persone a cui affidare la realizzazione dei programmi ed in definitiva il<br \/>\nproprio futuro e quello della comunit\u00e0 marchigiana.<br \/>\n<strong>RINGRAZIAMENTI<\/strong><br \/>\nLe Associazioni Ambientaliste infine ringraziano tutti coloro che hanno collaborato alla<br \/>\nredazione del presente documento ed in particolare ringrazia coloro che hanno fornito il<br \/>\nproprio contributo critico di cui si \u00e8 tenuto conto nel documento:<br \/>\n-Edoardo Biondi, gi\u00e0 professore di Botanica presso la Universit\u00e0 Politecnica delle Marche<br \/>\n-Gabriele Fangi, professore di Topografia presso la Universit\u00e0 Politecnica delle Marche<br \/>\n-Paolo Maddalena, vice presidente Emerito della Corte Costituzionale<br \/>\n-Nicola Matteucci, economista, professore presso la Universit\u00e0 Politecnica delle Marche e<br \/>\nla United Nations University (UNU)- MERIT Olanda<br \/>\n-Franco Pedrotti, botanico, professore emerito presso la Universit\u00e0 di Camerino<br \/>\n-Riccardo Picciafuoco, architetto e paesaggista<br \/>\n-Gilberto Piccinini, storico, presidente della Deputazione di Storia Patria delle Marche<br \/>\n-Michele Polverari, critico d\u2019arte, gi\u00e0 Direttore della Pinacoteca di Ancona<br \/>\n-Francesco Scarabicchi, poeta e scrittore<br \/>\n-Elisa Scotti, avvocato, professore di Diritto e direttore del Master per l\u2019Innovazione della<br \/>\nPubblica Amministrazione presso la Universit\u00e0 di Macerata<br \/>\n-Fabio Taffetani, professore di Botanica presso la Universit\u00e0 Politecnica delle Marche.<br \/>\nAncona, 15 gennaio 2015<br \/>\n<strong>IL PRESENTE DOCUMENTO E\u2019 CONDIVISO DALLE ASSOCIAZIONI<\/strong><br \/>\nFederazione Pro Natura Marche, Forum Paesaggio Marche, Italia Nostra Marche,<br \/>\nLegambiente Marche, L\u2019Onda Verde, Lupus in Fabula, Terra Mater, WWF Marche<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ALLEANZA n. 07.20\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[5,35,6,7,3,11,8,4],"tags":[],"class_list":["post-7119","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-acqua","category-ambiente-urbano","category-animali","category-aree-protette","category-boschi","category-caccia","category-energia-e-rifiuti","category-sviluppo-sostenibile"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7119"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7120,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7119\/revisions\/7120"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7119"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}