{"id":5606,"date":"2017-07-17T10:35:00","date_gmt":"2017-07-17T09:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=5606"},"modified":"2017-07-17T10:36:39","modified_gmt":"2017-07-17T09:36:39","slug":"emergenza-idrica-in-provincia-di-pesaro-e-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=5606","title":{"rendered":"Emergenza idrica in Provincia di Pesaro e Urbino"},"content":{"rendered":"<ul>\n<li><strong>LE RESPONSABILIT\u00c0 <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La Regione \u00e8 la prima responsabile della situazione attuale e Ceriscioli ha dimostrato di saper far peggio dei suoi predecessori. Cosa non facile.\u00a0 Poca lungimiranza e scarsa capacit\u00e0 di capire la vera radice dei problemi. Il Piano Acquedotti Regionale poteva essere una grande opportunit\u00e0 invece tutto \u00e8 stato incentrato sull\u2019uso delle falde profonde. La cosa pi\u00f9 semplice e meno prudente. Un piano che non \u00e8 ancora stato approvato ma che, soprattutto dopo la modifica della Legge Regionale 5\/2006 che facilit\u00e0 l\u2019adduzione da falde sotterranee, si presenta come una delle decisioni peggiori e potenzialmente pi\u00f9 deleterie per il futuro delle Marche. Decidere di usare quelle che fino a qualche mese fa venivano considerate le ultime riserve idriche non \u00e8 certo cosa furba soprattutto se a certe decisioni non si fanno seguire atti di coerenza come campagne per il risparmio della risorsa, il contenimento degli sprechi e delle perdite, il rispetto del territorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Naturalmente esiste una dimensione di corresponsabilit\u00e0 che \u00e8 andata maturando negli anni. Molti Sindaci e Provincie hanno svolto un ruolo sostanziale in questa vicenda. Giochi di partito, di potere e negligenze hanno permesso che tutto maturasse senza grandi contestazioni se non da parte di movimenti e associazioni che in questi anni hanno tentato di attirare l\u2019attenzione sul problema, purtroppo senza grandi risultati. Neanche un referendum vinto, quello contro la privatizzazione dei Servizi Idrici Integrati, ha potuto fermare le trame perverse di una politica malata di protagonismo e superficialit\u00e0. Molte decisioni sono passate attraverso le Assemblee d\u2019Ambito, partecipate da tutti i Sindaci, dove molti di questi votavano l\u2019esatto contrario di quanto dichiarato ai propri cittadini. La scelta di captare falde profonde trova legittimit\u00e0 nei progetti, nei Piani di Investimento votati, con neanche tanta attenzione, proprio all\u2019interno dei questi particolari Enti di Governo. Tanto per intenderci, gli stessi organismi dove si decidono gli aumenti alle tariffe!!\u00a0 Insomma, i Sindaci hanno le loro colpe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>FALDE PROFONDE, ORDINANZE E SPRECHI<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>La questione non \u00e8 solo la captazione dal Pozzo del Burano, ma la volont\u00e0 di prelevare dalle falde profonde in generale. Sant\u2019Anna e San Lazzaro hanno una grande importanza per gli equilibri idrogeologici di buona parte della provincia e non si comprende il silenzio del Sindaco di Fossombrone. E\u2019 vero, occorre salvaguardare\u00a0 fiumi, torrenti e sorgenti gi\u00e0 stressati dalle magre e dalle captazioni autorizzate e abusive (fiaccamente perseguite), ma occorre\u00a0 anche dare credibilit\u00e0 alle proprie decisioni con atti di coerenza che facciano capire la seriet\u00e0 della proprie scelte. Com\u2019\u00e8 possibile chiedere che vengano accettate le captazioni di nuove falde quando non si fa nulla o quasi per tutelare l\u2019esistente? Le ordinanze di divieto ad un uso improprio dell\u2019acqua potabile, per quanto gi\u00e0 emesse da molti Comuni, non hanno nessuna efficacia se non si effettuano controlli e comminano sanzioni. Leggere il Piano degli Investimenti dell\u2019AATO e realizzare che le voci di spesa sulle perdite sono ancora lontane dal potersi considerare esaustive e proporzionate al problema \u00e8 disarmante. La totale assenza di campagne sul risparmio dell\u2019acqua, da far partire per tempo e ripetere ciclicamente allo scopo di formare nuove e costruttive sensibilit\u00e0, le decisioni contradditorie prese dalla Regione relative al finanziamento di piste da sci con annessi apparati per l\u2019innevamento artificiale in contesti sotto i 1500\/2000 mlm e a qualche decina di km dal mare, creano il sospetto che ,nella migliore delle ipotesi, non si sappia quello che sta accadendo n\u00e9 quello che occorrerebbe fare. La mancata definizione della famosa lista di acque da considerarsi strategiche, quindi meritevoli di particolare tutela, sembra poi avvalorare i sospetti di inadeguatezza delle politiche regionali soprattutto alla luce degli ormai <strong>comprovate evoluzioni climatiche<\/strong> rispetto alle quali si renderebbe necessario predisporre attivit\u00e0 di prevenzione e strategie utili a mitigarne gli effetti quando questi dovessero iniziare a prodursi in maniera pi\u00f9 estrema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>GRANDI OPERE<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Sono necessarie politiche e scelte amministrative pi\u00f9 coerenti e consapevoli. Non \u00e8 pi\u00f9 possibile limitarsi a gestire le emergenze . La pianificazione del settore deve contenere una strategia, sull\u2019uso delle risorse\/riserve\u00a0 idriche , che non tenga conto solo delle soluzioni pi\u00f9 facili o pi\u00f9 comode politicamente, ma anche e soprattutto di quelle che, per quanto costose e complicate, sono maggiormente in grado di preservare e garantire, anche per il prossimo futuro, il mantenimento del Bene Acqua per quantit\u00e0, tipo e qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni si \u00e8 fatto un gran parlare di grandi opere pubbliche, ma la progettazione,\u00a0 in questo senso, ha sempre deluso le aspettative. Grandi arterie stradali, linee\u00a0 ferroviarie, ponti da record, mai nulla che riguardasse uno dei settori pi\u00f9 necessitanti di interventi: la rete acquedottistica.\u00a0 Con perdite che vanno dal 30 al 50% a livello Italia, 30\/40% nella provincia di PU, il rinnovamento e la manutenzione della rete acquedottistica deve divenire una priorit\u00e0. Definire un piano degli investimenti, anche solo per tentare di recuperare i \u00be di quanto viene perso durante le fasi di adduzione e trasporto, porterebbe benefici enormi sia in termini di rispetto del territorio sia in termini di qualit\u00e0 del servizio offerto. Questi sono i settori dove impegnare il denaro pubblico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>IL TERRITORIO<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Discutere attorno al problema riserve\/risorse idriche sottintende avere una visione a 360\u00b0 sul come gestire il territorio. Non sono credibili politiche che permettono il\u00a0 disboscamento di crinali con pendenze estreme per poi pretendere che l&#8217;acqua venga trattenuta dal terreno. Scoprire superfici in pendenza significa dilavamento dei suoli, scorrimento veloce delle acque rimaste in superficie, diminuzione della possibilit\u00e0 dei terreni di assorbire acqua affinch\u00e9 arrivi agli strati inferiori , infine,\u00a0 scarsa possibilit\u00e0 di mantenere costante, nel tempo, la ricarica di\u00a0 falde profonde o corpi idrici in genere .<\/p>\n<p>Il dilavamento dei suoli \u00e8 una delle cause che portano al riempimento degli alvei fluviali e di quegli stessi invasi la cui condizione \u00e8 stata portata all\u2019attenzione proprio in questi giorni in quanto, essendo ormai pieni di detriti, non sono pi\u00f9 in grado di garantire l\u2019approvvigionamento degli acquedotti della costa. Occorre rivedere la legge forestale regionale e regolamentare diversamente le attivit\u00e0 legate al taglio boschivo. Cambiare il metodo di approccio verso le politiche forestali aiuterebbe anche a risolvere molti dei problemi legati al rischio idrogeologico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>L<strong>\u2019AGRICOLTURA <\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>E\u2019 necessaria una pianificazione accurata sulla tipologia di colture da impiantare e, in questo senso, tutte le categorie\u00a0 legate al mondo agricolo dovrebbero sentirsi responsabilizzate.\u00a0 Allo stato attuale, ma in linea generale il principio rimane comunque valido, vanno privilegiate ed incentivate le colture meno idrovore e l\u2019uso di sistemi di irrigazione in grado di soddisfare i bisogni utilizzando la minor quantit\u00e0 di risorsa idrica possibile.<\/p>\n<p>Limitare o abolire definitivamente l\u2019uso di prodotti fitosanitari diviene , a questo punto, una delle condizioni da cui non si pu\u00f2 prescindere se si vuole garantire la salubrit\u00e0 di terreni e corpi di idrici. E\u2019 utile ricordare che il problema degli approvvigionamenti idrici non dipende solo dalla scarsit\u00e0 della risorsa , ma anche dall\u2019impossibilit\u00e0 di usare una parte delle risorse in quanto contaminate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo scopo di attirare una maggiore attenzione sui temi sopra trattati e sensibilizzare amministrazioni e politici\u00a0 al fine di un cambio di rotta nella gestione del territorio e dei Servizi Idrici Integrati (settore sempre pi\u00f9 privatizzato), la Lupus in Fabula collaborer\u00e0 con Il Forum dei Beni Comuni nella organizzazione di una manifestazione\u00a0 a cui sar\u00e0 chiamata a partecipare la popolazione. E\u2019 ora che la politica si renda conto che certe scelte non pagano perch\u00e9 lontane anni luce dal volere e dalle necessit\u00e0 della gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cagli, 15 luglio 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Lupus in Fabula Onlus<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LE RESPONSABILIT\u00c0 La Regione \u00e8 la prima responsabile della situazione attuale e Ceriscioli ha dimostrato di saper far peggio dei suoi predecessori. 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