{"id":5384,"date":"2017-02-17T19:50:53","date_gmt":"2017-02-17T18:50:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=5384"},"modified":"2017-02-17T19:50:53","modified_gmt":"2017-02-17T18:50:53","slug":"per-il-prefetto-di-pesaro-e-urbino-i-cinghiali-sono-un-problema-di-pubblica-sicurezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=5384","title":{"rendered":"PER IL PREFETTO DI PESARO E URBINO I CINGHIALI SONO UN PROBLEMA DI PUBBLICA SICUREZZA!"},"content":{"rendered":"<p><strong>LEGA PER L\u2019ABOLIZIONE DELLA CACCIA <\/strong><strong>(Onlus)<\/strong><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Riconosciuta dal Ministero dell\u2019Ambiente (Legge 349\/1986)<\/p>\n<p>Membro della European Federation Against Hunting<\/p>\n<p><strong>Sezione Marche: Loc. Pian di Morro II\u00b0 n. 4, 60043 Cerreto d\u2019Esi (AN) <\/strong><\/p>\n<p><strong>Telefono: 0732 \/ 677106 (ore pasti) &#8211; mobile: 328 \/ 0831502\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.abolizionecaccia.it\/\">www.abolizionecaccia.it<\/a> <strong>e-mail Sezione Marche: lacmarche@abolizionecaccia<\/strong><strong>.it<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PER IL PREFETTO DI PESARO E URBINO I CINGHIALI SONO UN PROBLEMA DI PUBBLICA SICUREZZA!<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Una volta la stagione venatoria e con essa la caccia al cinghiale terminava alla fine di gennaio e cos\u00ec \u00e8 effettivamente previsto anche dal calendario venatorio regionale 2016-2017, appena conclusosi. Ma questo non vale evidentemente per la Provincia di Pesaro e Urbino. Nel mese di dicembre 2016, infatti, il Prefetto locale, Dott. Luigi Pizzi, ha presieduto una riunione del Comitato Provinciale per l\u2019Ordine e la Sicurezza Pubblica dove all\u2019ordine del giorno, visti i tempi, non c\u2019erano, come si sarebbe potuto pensare, misure da adottare per la prevenzione e il contrasto al terrorismo o all\u2019immigrazione clandestina, bens\u00ec provvedimenti drastici ed urgenti contro \u201csoggetti\u201d potenzialmente molto pi\u00f9 pericolosi per la pubblica incolumit\u00e0: cinghiali, caprioli e lupi! Per quest\u2019ultimi si \u00e8 preso atto che, essendo una specie particolarmente protetta, non erano ipotizzabili misure di abbattimento nei loro confronti, anche se poi sappiamo che a livello nazionale c\u2019\u00e8 addirittura una proposta del Ministero dell\u2019Ambiente di riaprire la caccia al lupo con lo scopo di abbatterne fino ad un 5% della sua popolazione totale, senza peraltro che nessun organo scientifico abbia calcolato esattamente quanti siano\u2026 Per cinghiali e caprioli invece, essendo specie non protette, la lotta dovr\u00e0 essere spietata e senza limiti di tempo e di spazio, tanto che verr\u00e0 finanziato un piano di abbattimento dei cinghiali anche dentro il perimetro della Riserva Naturale Statale del Furlo! La cosa pi\u00f9 assurda di questa storia \u00e8 che per venire a capo di un problema come quello dei danni procurati dai cinghiali all\u2019agricoltura e alla sicurezza stradale, il cui indennizzo \u00e8 peraltro gi\u00e0 previsto e stabilito da leggi vigenti, si sia scomodato addirittura il Prefetto, che certamente dovrebbe essere impegnato ad occuparsi di problematiche ben pi\u00f9 serie e stringenti di quelle connesse agli ungulati\u2026 Anche perch\u00e9 il rimedio trovato, ovvero la caccia, che di per s\u00e9 rappresenta un pericolo sia per chi la mette in pratica, sia per coloro che vivono e lavorano nei luoghi frequentati dai cinghiali, ossia le campagne e le periferie dei centri abitati, i cui abitanti, per colpa delle braccate, devono anche subire delle inaccettabili limitazioni alle loro libert\u00e0 di movimento, ha ormai ampiamente dimostrato di non essere assolutamente in grado di risolvere il problema! Infatti, come provano i dati e le statistiche riportati dagli stessi A.T.C. pesaresi, a fronte di un numero di abbattimenti dei cinghiali in provincia ogni anno considerevole, essi comunque non sono sufficienti a ridurne la popolazione a livelli sopportabili. Il motivo \u00e8 semplice, quanto conosciuto da tutti gli addetti ai lavori, ovvero, finch\u00e9 il controllo del cinghiale e degli altri ungulati verr\u00e0 affidato esclusivamente alle associazioni venatorie, non vi potr\u00e0 mai essere una riduzione significativa del numero di questi animali, perlomeno fino a quando i cacciatori continueranno a trarre profitti dalla vendita dei capi uccisi ai ristoranti di cacciagione! Quindi il Prefetto e le forze di Polizia e di controllo del territorio, dovrebbero semmai preoccuparsi di contrastare fenomeni come gli allevamenti illegali o pseudo legali dei cinghiali, la loro pasturazione e il loro rilascio clandestino nelle zone dove poi possono essere regolarmente braccati dalle varie squadre di cacciatori\u2026 Quest\u2019ultimi, quindi, non avranno mai interesse a che la popolazione del cinghiale diminuisca, ed anzi, faranno di tutto affinch\u00e9 questa specie sia presente densamente nelle aree di pertinenza delle proprie squadre di caccia! Il cinghiale, inoltre, con il pretesto della sua \u201cnocivit\u00e0\u201d sociale, viene utilizzato dai cacciatori come una sorta di &#8220;grimaldello&#8221; per potere entrare con le loro armi fin nei pi\u00f9 reconditi anfratti dei parchi e delle riserve naturali, con la cosiddetta &#8220;caccia di selezione&#8221;. Il cacciatore si trasforma quindi, proprio grazie a questo stratagemma, in un moderno &#8220;selecontrollore&#8221;, una sorta di &#8220;protettore della patria&#8221;, guadagnandoci sia in reputazione che economicamente! Inoltre, \u00e8 ugualmente dimostrato scientificamente che pi\u00f9 una specie animale viene cacciata, pi\u00f9 aumenta la fertilit\u00e0 e la riproduttivit\u00e0 degli individui che vengono volutamente risparmiati, sempre ovviamente per fini venatori. Quindi, eventualmente, si dovrebbe intervenire proprio sulla riduzione della fertilit\u00e0 del cinghiale, una specie peraltro alloctona e \u201cscientemente\u201d creata dai cacciatori, introducendo in Italia la razza balcanica e facendola incrociare con il maiale, proprio per aumentarne la stazza e prolificit\u00e0. A questo proposito, nei giorni scorsi, \u00e8 stata depositata in II Commissione, la PDL n. 111\/17, ad iniziativa del consigliere Busilacchi, capogruppo in Regione del Partito Democratico, che prevede la realizzazione, in via sperimentale, di un programma di sterilizzazione del cinghiale, con l\u2019obiettivo di ottenerne una drastica riduzione, fino ad un livello fisiologico, che potrebbe essere poi facilmente tenuto sotto controllo dal lupo, che \u00e8 di fatto il suo predatore naturale! Questo dimostra che anche all\u2019interno di una forza politica come il PD, che rappresenta il partito di maggioranza nelle Marche e che \u00e8 sempre stata su posizioni filo-venatorie, comincia a farsi strada l\u2019idea, peraltro da sempre sostenuta dalla LAC, che pu\u00f2 esserci un approccio diverso per il problema cinghiali, una soluzione scientifica ed incruenta, in alternativa a quella primitiva e sanguinaria rappresentata dalla caccia. Evidentemente, con le elezioni che si stanno avvicinando, i politici stanno realizzando che i cittadini\/elettori che non tollerano la caccia sono la stragrande maggioranza della popolazione, certamente molti di pi\u00f9 dei cacciatori stessi, ormai ridotti a poco pi\u00f9 di 20.000 in tutte le Marche\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancona, li 13 Febbraio 2017 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Danilo Baldini \u2013 Delegato LAC per le Marche<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LEGA PER L\u2019ABOLIZIONE DELLA CACCIA (Onlus) Riconosciuta dal Ministero dell\u2019Ambiente (Legge 349\/1986) Membro della European Federation Against Hunting Sezione Marche: Loc. 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