{"id":1426,"date":"2011-02-25T13:18:19","date_gmt":"2011-02-25T12:18:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=1426"},"modified":"2011-02-25T13:18:19","modified_gmt":"2011-02-25T12:18:19","slug":"salviamo-leremo-di-valleremita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/?p=1426","title":{"rendered":"Salviamo l&#8217;eremo di Valleremita"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft\" title=\"Eremo di Valleremita\" src=\"http:\/\/verdemarche.altervista.org\/wp-content\/themes\/boast\/thumb.php?src=wp-content\/uploads\/2010\/12\/valleremita.jpg&amp;w=200&amp;h=200&amp;zc=1&amp;q=90\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"200\" \/>Sette Associazioni culturali ed ambientaliste operanti nelle Marche hanno espresso, nei giorni scorsi, al Presidente della Giunta Regionale, alle Soprintendenze ai Beni Architettonici ed Archeologici, agli organi del Ministero dell&#8217;Ambiente e dei Beni Culturali, nonch\u00e9 alla Comunit\u00e0 Economica Europea la propria opposizione al progetto di \u201cRecupero e ripristino del complesso monumentale Eremo del Sasso in localit\u00e0 Valleremita di Fabriano\u201d, realizzato con\u00a0 fondi FAS della CEE.<\/p>\n<p>In verit\u00e0 il progetto di recupero consiste in una \u201c<strong><span style=\"text-decoration: underline;\">trasformazione del complesso conventuale in centro polifunzionale attrezzato\u201d.<\/span> <\/strong>In sintesi il progetto\u00a0 prevede :<\/p>\n<ol>\n<li>nell\u2019area adibita agli spazi conventuali la realizzazione di <strong>un nuovo corpo<\/strong> <strong>di fabbrica<\/strong> da destinare alle attivit\u00e0 della vita monastica. Tale corpo di fabbrica sar\u00e0 <strong>formato da due piani fuori terra e da un piano interrato<\/strong> lungo il perimetro esterno dell\u2019antico impianto connesso da un portico quadrangolare alle strutture della chiesa, in modo da ricreare lo spazio del cortile della clausura,<\/li>\n<li>nell\u2019area adibita agli spazi ad uso pubblico la realizzazione di <strong>due livelli interrati<\/strong> al di sotto dello spazio antistante i corpi di fabbrica utilizzati attualmente dalla comunit\u00e0 monastica da destinare a tutte le attivit\u00e0 sociali e d\u2019incontro\u201d.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Solo\u00a0 <strong>per ultimo <\/strong>\u00e8 previsto\u00a0 il recupero e restauro della parte storica del monastero, cio\u00e8 l\u2019unica che ha veramente valore e che dovrebbe motivare tutta la operazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la valutazione di impatto ambientale, \u00e8 sempre il progetto preliminare che esclude la necessit\u00e0 della <strong>valutazione di incidenza <\/strong>nonostante l&#8217;eremo sia tutelato dal Codice dei Beni Culturali e sia localizzato all\u2019interno di un sito Natura 2000 con zone SIC e ZPS, vincolate da normative europee.<\/p>\n<p>Le nuove costruzioni porteranno a triplicare la superficie edificata, che passer\u00e0 dagli attuali 430 mq ai 1510 mq mentre, se si vuole realmente conservare la sua identit\u00e0 storica e spirituale, niente appare pi\u00f9 incongruo che \u201cvalorizzarlo\u201d a fini convegnistici, turistici e altri usi non ben definiti.<\/p>\n<p><strong>Oggi il fabbricato \u201crisulta umile e disadorno, riedificato alla meglio con il materiale di spoglio originale ma conserva il suo innegabile fascino grazie alla sua posizione che si affaccia come un balcone ardito e stupendo sulla valletta cupa ed angusta di Valleremita\u201d (Touring Club Italiano). <\/strong><\/p>\n<p>Ma l&#8217;intervento proposto \u00e8 del tutto incongruo con l&#8217;architettura precedente, non risponde ai criteri di restauro conservativo, n\u00e9 a quelli di ripristino.<\/p>\n<p>Le nuove costruzioni infatti per le loro dimensioni e forme, compresa la nuova parte seminterrata, mal si armonizzano col paesaggio montano a differenza delle architetture tradizionali, molto pi\u00f9 sobrie e meno invasive. Inoltre l\u2019aumentata capienza degli spazi e quindi l\u2019aumentato afflusso di fruitori richiedono la realizzazione di una nuova strada su un precedente sentiero e tre parcheggi esterni da 70 posti auto, elementi tutti che non possono conciliarsi con il basso impatto ambientale e antropico\u00a0 richiesto dalla tutela del contesto naturalistico e dei relativi valori ambientali riconosciuti anche a livello europeo (zona SIC e ZPS)<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>LA SITUAZIONE OGGI<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>Oggi ci troviamo in presenza dell&#8217;<span style=\"text-decoration: underline;\">inizio dei lavori<\/span> per realizzare un progetto\u00a0 esecutivo approvato sulla base di un progetto preliminare che ha frainteso, come intervento di restauro e risanamento conservativo, un intervento molto pesante di stravolgimento della attuale realt\u00e0 architettonica del sito, con la realizzazione di nuove strutture ben oltre il 30% della volumetria esistente, e che rimanda\u00a0 il vero importante intervento di restauro dell&#8217;esistente ad una fase successiva e comunque ultima nelle cronologia dei lavori.<\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>LE CONCLUSIONI<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p>In conclusione non \u00e8 assolutamente condivisibile la filosofia della committente Regione Marche esposta nel progetto preliminare la quale, se i lavori dovessero iniziare veramente, provocher\u00e0 un gravissimo danno non solo ad un bene culturale tutelato e cio\u00e8 l\u2019Eremo ed ad un ambiente naturale ugualmente tutelato da normative anche internazionali, ma porter\u00e0 un gravissimo colpo anche allo <strong>SPIRITO DEI LUOGHI<\/strong> francescani che si dice di voler tutelare.<\/p>\n<p>Una corretta \u201cvalorizzazione\u201d delle aree montane ad alto valore anche spirituale, oltrech\u00e9 naturalistico, storico, ambientale, non pu\u00f2 essere realizzata con nuove strade, nuovi edifici, pi\u00f9 auto, pi\u00f9 cemento, pi\u00f9 consumismo invasivo, bens\u00ec con strumenti e strategie non impattanti e soprattutto in luoghi diversi da quello dell&#8217;eremo di Val di Sasso in Valleremita. Infatti<em> \u201c l\u2019Eremo conserva oggi una sua identit\u00e0, legata certamente alla sua particolare e felicissima ubicazione nel paesaggio e un fascino legato alla ruderizzazione delle parti crollate che ne fanno un luogo di grande spiritualit\u00e0\u201d<\/em> (dalla relazione\u00a0 della ditta aggiudicataria dei lavori, agosto 2010)\u201d<\/p>\n<p>La trasformazione del complesso conventuale in centro polifunzionale attrezzato distrugger\u00e0 tutto questo.<\/p>\n<p><strong>Si chiede pertanto al Presidente della Giunta regionale\u00a0 di sospendere la procedura di esecuzione dei lavori e di rivisitare tutto il progetto, limitando l&#8217;intervento all\u2019effettivo restauro e risanamento conservativo dell\u2019esistente Eremo. Si fa appello agli altri Enti a voler effettuare una rivalutazione critica del progetto al fine di rimodellarlo agli effettivi fini del restauro e risanamento conservativo dell\u2019Eremo, senza altre inopportune\u00a0 realizzazioni.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Svolgendo il proprio ruolo di tutela, consapevoli di perseguire il primario interesse pubblico.<\/strong><\/p>\n<p><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>ITALIA NOSTRA MARCHE (Giovanni Bambozzi), COORDINAMENTO PER IL PAESAGGIO DELLE MARCHE ( Riccardo Picciafuoco), LUPUS IN FABULA (Flavio Angelini), FEDERNATURA\u00a0 MARCHE (Mauro Furlani), \u201cTERRA MATER\u201d ( Franco Raffi), WWF MARCHE (Elisa Benedetti), LEGAMBIENTE MARCHE (Luigi Quarchioni).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sette Associazioni culturali ed ambientaliste operanti nelle Marche hanno espresso, nei giorni scorsi, al Presidente della Giunta Regionale, alle Soprintendenze ai Beni Architettonici ed Archeologici, agli organi del Ministero dell&#8217;Ambiente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1426","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-territorio-e-cave"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1426"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1427,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1426\/revisions\/1427"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1426"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1426"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lalupusinfabula.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1426"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}