Associazione ambientalista

Nomine nei Parchi Regionali: perchè la Regione Marche ha usato due criteri diversi?

Le Associazioni  Ambientaliste e Culturali  “Federazione Nazionale Pro Natura” – “La Lupus in Fabula” – “LIPU  Pesaro”  – “WWF – Pesaro” a seguito della istituzione dei Consigli Direttivi in seno ai Parchi Regionali esprimono soddisfazione per la nomina da parte della  Regione Marche del Prof. Edoardo Biondi nell’ambito dell’Ente Parco del Monte Conero,  persona di elevatissime capacità professionali documentate da innumerevoli pubblicazioni e incarichi scientifici ai più alti livelli.

Forte perplessità, se non contrarietà esprimono  per il criterio di scelta, diametralmente opposto, del Rappresentante da parte della Regione presso il Parco regionale del Colle San Bartolo e cioè la Prof.ssa Cristina Manzini, persona certamente degna e meritevole, ma che non presenta  i requisiti richiesti dal  Decreto del Dirigente della Posizione di Funzione Affari generali n. 116 del 04/07/2012  che recita: “Requisiti: comprovata esperienza almeno quinquennale in materia di tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio ambientale e paesaggistico o di pianificazione territoriale, ovvero comprovata esperienza quinquennale nell’amministrazione o direzione di enti locali e di enti parco.”

Dopo che la norma regionale ed il suindicato Decreto prevedevano da parte degli Enti la possibilità di indicare un rappresentante allegando alla indicazione il curriculum della persona, questo lasciava prevedere che le competenze professionali fossero l’unico criterio di scelta.

Per questo motivo sono giunte alla Regione indicazioni di figure professionali altamente qualificate: docenti universitari, ricercatori nel settore naturalistico, comprovata attività gestionale di aree protette ecc.

Inaspettatamente la scelta è stata di tutt’altro tipo, privilegiando criteri che francamente non riusciamo a comprendere, che alimentano fortemente il sospetto di una ripartizione politica.  Così, guardando il profilo professionale dei Consiglieri presso il Parco del San Bartolo, non si trova alcuna “figura professionale” che abbia attinenza con la gestione di un ambiente naturale e/o con competenze naturalistiche.

Peraltro, la struttura estremamente leggera del parco stesso potrà contare su una sola figura professionale attinente al campo naturalistico che tuttavia ha un inquadramento professionale applicativo, cioè è un Dipendente e non un componente del Consiglio Direttivo.

Questo fatto ci induce ad esprimere forti perplessità sulla futura gestione del Parco con il rischio che nella gestione dello stesso la componente naturalistica, di ricerca, di gestione ecc. assuma un carattere del tutto marginale, senza nulla voler togliere alle competenze di altra natura dei componenti  ora nominati.

Questo fatto ci porta infine alla seguente domanda: perché la Regione Marche nel designare il proprio Rappresentante all’interno del Parco del Conero ha seguito strettamente – ed opportunamente – il criterio della competenze scientifica e specifica, mentre per scegliere identico rappresentante per il Parco del San Bartolo, non ha assolutamente seguito lo stesso criterio? Quale logica ha prevalso? Chi ha ispirato o chi ha manovrato affinché prevalesse una logica politico/partitica al posto di un criterio prettamente scientifico?

Speriamo che il forte sospetto di un ingresso  della politica partitica all’interno della gestione del San Bartolo possa essere fugata dai fatti ma le premesse non appaiono certo favorevoli.

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